REVISIONATO
Erano di ritorno a casa, o quasi.
Los Angeles distava da Solvang quasi tre ore e da La Vegas almeno quattro.
Per tutto il viaggio gli unici ad aver guidato erano stati Jaden e Davina. Alan era stato troppo stanco anche solo per entrarci in macchina e Nate e Aura avevano fatto per tutto il tragitto - ripetiamolo: quattro ore di macchina - i piccioncini affiatati.
Tutto questo solo perché, in qualche strano modo, Aura l'aveva perdonato. Non perdonato per un tradimento non fatto, ma perdonato per essere stato sempre una grandissima testa di cazzo. E avevano dormito insieme l'ultima sera a Las Vegas, rifilando a Davina il posto vicino a Jaden.
<Dovremmo dormire insieme più spesso bambolina.> entrambi scesero dalla macchina per fare benzina.
<Tu, che vuoi dormire con qualcun altro che non sia il tuo ego Reyes?> Jaden le pizzicò un fianco, seguendola fino ad arrivare alla colonnina per il pagamento.
<Parli proprio tu che mi hai tenuto stretto tutta la notte?> Jaden la tirò via appena in tempo per infilare le sue banconote e scegliere la pompa dell'erogatore. <Mi abbracciavi manco fossi un peluche.>
Davina lo spinse in risposta.
<Guarda che lo sei. Sempre la stessa espressione imbronciata, sempre le stesse magliette, sempre questi capelli...> con un lancio, riuscì ad aggrapparsi a lui per scompigliargli il ciuffo. <disordinati.>
Jaden si piegò in avanti per evitare di farla cadere, poi strinse la presa sulle sue cosce, avvinghiate intorno alla vita, e si beò di quel contatto.
Non che non ne avessero avuti in quei pochi giorni a Las Vegas, ma entrambi non ne erano mai stanchi. Era come riprendere una boccata di ossigeno ogni qualvolta si sentivano troppo stretti, troppo chiusi.
<Piccioncini, ci vogliamo dare una mossa?> urlò Alan, issandosi oltre il finestrino abbassato. Per quasi tutti, ma più per lui, quel viaggio di ritorno era stato infernale: sopportare le moine degli altri due vicino a sé era stato difficile.
Non aveva fatto altro che lamentarsi tutto il tempo.
Quattro fottute ore.
<Prenditi il tuo cappellino da baseball e vai a comprarti una birra tesoro.> cercò di zittirlo Davina, scendendo finalmente dalla schiena possente di Jaden.
<Se mi chiami tesoro, faccio tutto quello che vuoi tesoro.> in un attimo videro Alan scendere dalla macchina con il famoso capellino bianco e arancio per correre verso il supermarket.
Jaden e Davina si avvicinarono alla pompa, ma fu il primo a fare benzina mentre lei continuava a guardare il telefono con un sopracciglio alzato. Smanettava e sospirava, smanettava e scuoteva impercettibilmente la testa.
<Che c'è?>
<Niente, è solo che...> si tirò indietro i capelli con foga, sbuffando quasi nervosamente. <Eric non mi ha più chiamato dopo il giorno in cui siamo partiti per questo Spring Break.>
<Si sarà stancato.>
<Oh, grazie mille Reyes.> ma lui la vide sorridere quasi divertita, ignorando la preoccupazione. <Solo che, mi fa strano. Eric è sempre stato protettivo nei miei confronti e pensare che abbia smesso di farlo...> fece un respiro profondo mentre si appoggiava al fianco della auto. <non è che dovevo rispondergli?>
<Smettila di sentirti in colpa per tutto.> la pompa scattò per la fine del serbatoio. <Probabilmente avrà capito che volevi soltanto divertirti e te l'avrà lasciato fare.>
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UNhappy
Fiksi RemajaUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
