16. La secchiona di turno che decide di fare la spia

122 2 2
                                        

REVISIONATO

Jaden Reyes sembrava ormai un lontano ricordo.

Da quando Davina aveva saputo che stesse bene, non le importava più cercarlo tra gli studenti durante l'ora di pranzo o raggiungere gli allenamenti di basket.

Aveva continuato la sua vita come se lui non fosse mai esistito, o quasi.

Ma era in presidenza, tra una cosa e l'altra, e ci avrebbe scommesso su che Eric non sarebbe stato carino con lei quando sarebbe rientrata a casa quella sera.

Il pessimo voto in filosofia.
Le carenze a lezione.

E, come se non bastasse, Aura si era intestardita per non passare l'anno. Perché non era plausibile che, oltre dormire e vagabondeggiare durante le lezioni, decidesse pure di prendere parte ad una rissa.

Davina era arrivata appena in tempo: Aura era livida di rabbia, pronta a sferrare qualche cazzotto addosso ad Amanda Cornell se solo nessuno l'avrebbe fermata.

<Calmati.> la tirò indietro, prendendo il suo posto. <E tu vedi di non iniziare a urlare come tuo solito.> aveva puntato il dito contro la rossa, fulminandola come se ne andasse della sua stessa vita.

<Non riesco a calmarmi, lei è un essere spregevole.>

<Tesoro, se il tuo ragazzo non si tiene il cazzo nelle mutande l'essere spregevole non sono io.> Davina si portò le mani tra i capelli, respirando a fondo. <E se avessi fatto meno uso di droghe, magari sapresti capirlo da sola.>

<Falla finita.> ringhiò Davina, spingendo Aura lontano. <E voi andate a farvi i cazzi vostri per una volta.>

Con un ultimo sguardo ad Aura, Davina si era voltata. <Hai reso a pieno il concetto Amanda, ora perché non torni a lezione o a qualunque cosa tu stessi per fare prima di... questo?>

<Pensi di poter risolvere le cose?>

<Penso di voler risparmiare a tutti una punizione.> aprì le braccia, impedendo ad Aura di avanzare ulteriormente. <Ma, ehi, se vuoi accomodarti nell'ufficio del preside perché non ti muovi?>

Lo sguardo di odio che Amanda fece scivolare da Aura a Davina fu sprezzante, ma quest'ultima sapeva mantenere la calma. Cosa che Aura, evidentemente, non sapeva fare.

E nessuno aveva più forza della Davis quando ci si metteva d'impegno.

Davina la vide arrivare di fronte ad Amanda con lentezza, prima di afferrarla per i capelli e buttarla a terra senza grazia.

<Aura!> qualcuno si fece più distante quando la bionda cadde a terra. <Dio, perché non me ne sono rimasta in biblioteca?>

Ci provò ad intervenire, calmando gli animi ed evitando di far sopraggiungere professori da ogni dove. Si prese pure una schiaffa contro lo zigomo e un taglio piuttosto profondo sotto l'occhio.

Poi fece l'unica cosa che sapeva fare meglio.
La secchiona di turno che decide di fare la spia. O quasi.

Tirò a sé un ragazzetto del primo anno, ignorando la litigata che stava avvenendo ai suoi piedi. <Vedi, l'importante in tutta questa faccenda è sempre convocare i professori. Giusto?>

Il giovane annuì, quasi spaurito. <Bene, sono contento tu sia d'accordo con me. Vai a chiamare qualcuno ora e digli che Davina si è messa nei guai.>

Quando lo vide correre, lanciandosi qualche occhiata indietro per verificare che non stesse sognando, Davina si buttò nella litigata.

<Smettila!> trascinò via Aura, spingendola verso la prima porta disponibile. <Vai a lezione.> il suo tono non ammetteva scuse o giustificazioni, era glaciale.

UNhappyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora