REVISIONATO
Tutta la faccenda iniziava a puzzare.
Aura non era a casa sua, non era a scuola – in particolar modo ad osservare gli allenamenti della squadra di atletica – e nemmeno al campo da basket vicino casa, dove si ritirava per fumare e bearsi della bellezza maschile in abiti sportivi.
C'era un unico posto dove avrebbe potuto essere e Davina ci stava correndo con un nodo alla gola.
Aprì la porta della caffetteria con foga, guardandosi intorno senza troppe cerimonie e correndo verso il bancone del bar.
Curtis era di spalle, intento a spremere dei limoni con concentrazione.
<Ehi Curtis.> Davina si sedette sul primo sgabello a disposizione. <Mi fai un frappé alla fragola?>
<Arriva subito.>
Lo sguardo di Davina puntò velocemente l'orologio da parete, decorato da lucine colorate.
<Come mai qua?> domanda lecita da fare. <Non ti vedo da quando i dinosauri si sono estinti.>
Perché guardare Curtis in faccia e pensare che lui potesse sapere tutto di quello che fosse successo in quello spogliatoio, qualche giorno prima, era piuttosto imbarazzante.
Motivo per cui l'aveva ignorato altamente.
<Che simpaticone che sei.>
<Non credo tu sia qui per deliziarmi con la tua presenza, comunque.> entrambi avevano un tono divertito, che sembravano riservarsi a vicenda ogni volta che avevano modo di parlare.
<Già.>
<Bene, il bagno è libero.>
<Chissene frega del bagno.> Curtis la guardò con un cipiglio confuso addosso. <Non devo andare al bagno.> Davina lo vide scrollare le spalle indifferente.
<Se è per quel lavoro di coppia, giuro che la mia parte l'ho finita.> Davina rimase a guardarlo con le sopracciglia inarcate e la bocca appena aperta. <Beh, finita è un parolone. Ma comunque sono a buon punto.>
<Non sono qui nemmeno per la presentazione.>
<E allora che ti serve?> Curtis le appoggiò delicatamente il bicchierone di frappè davanti al volto.
<Aura ha già finito il turno?> Davina appoggiò le labbra sulla cannuccia, osservando Curtis per ottenere più informazioni possibili.
<Oggi doveva lavorare?> lo vide pensieroso mentre appoggiava il bicchiere di limonata sul vassoio. <Oh sì, oggi ha lavorato.>
<Ricevere una risposta sensata da te è come chiedere alla fata madrina di trasformarmi in una principessa.>
<Non esiste la fata madrina Dav.>
<Appunto.> lo seguì per tutto il locale quando il biondino uscì dal bancone per andare a servire qualche tavolino. <Ha lavorato qui oggi Aura, no?> tornò prepotente. <Perciò mi sai dire a che ora ha finito?>
<Non vengo pagato per guardare l'orologio.>
<Tu vieni pagato inutilmente comunque.> sibilò incattivita lei, lanciando uno sguardo al display del suo telefono sperando in una risposta ai tanti messaggi che aveva mandato alla sua migliore amica.
<Così mi offendi.> Curtis si appoggiò al piano di lavoro, sporgendosi verso Davina. <So a malapena il mio orario di lavoro, non posso sapere anche quello di Aura.>
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UNhappy
RomanceUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
