REVISIONATO
Kiss It Better - Rihanna
JUSTIN: so che sei a scuola, sono nella stanza segreta se vuoi fare un salto
Ed era andata lì.
Davina e Justin si erano incontrati quella mattina per i corridoi: lei aveva fatto cadere la roba a lui per sbaglio e lui le aveva rovesciato addosso una tazza di cioccolata calda.
Avevano parlato un po', dopo essersi scusati a vicenda, e poi si erano lasciati stare. Ma poi era arrivato quel messaggio e Davina non era riuscita a stare con Aura troppo a lungo.
Quello che ancora la legava a Justin era forte, pur non essendo un sentimento di amore.
<Come va con Nate?> il tono infastidito di Justin non sembrò mascherare la tranquillità della sua espressione. <Ho sentito che stai provando a perdonarlo.>
<Lui sta provando a farsi perdonare, è diverso.>
<Sì, ma tu non lo maltratti.>
Justin toglieva le foto da quell'intruglio che sembrava acqua per poi appenderle ad un filo in mezzo alla stanza. Davina faceva fatica pure a capire dove dovesse stare senza dare problemi.
<Faccio quello che mi sento.> si appoggiò alla porta; tanto, comunque, nessuno sarebbe entrato lì dentro prima di una partita di basket. <Solo, non so.>
<Non sai cosa? Se è giusto perdonarlo?>
La capacità che avevano entrambi di sfogarsi con l'altro, non avendo più quel legame affiatato che li aveva uniti anni prima, era maestrale.
<Io lo so quanto male mi ha fatto.> la voce di Davina per una volta vacillò. <So quanto sono stata male per quello che mi diceva e quanto volessi ritornare ai vecchi tempi, quando sembrava volermi bene.>
Non era un argomento di cui amava parlare.
Con Aura a malapena tirava fuori qualche informazione su Nate. E quando la sua migliore amica se ne usciva con nuovi scoop che lo riguardavano, Davina preferiva sempre cambiare argomento.
Nate aveva tradito Aura – o così si diceva almeno –, e non c'era cosa peggiore in una relazione, ma Davina era stata sua amica dall'infanzia e si era beccata parole orribili nei suoi confronti senza una reale motivazione.
Se Aura poteva passare sopra al male che lui le aveva arrecato in fretta o fare finta di nulla, Davina si sentiva male al solo pensiero di riporre di nuovo la sua fiducia in lui.
<Non mi piace parlare di quello che ti ha sempre detto o di come ti ha trattato...> Justin abbozzò un sorriso tirato. <ma credo che sia colpa sua se quello che avevamo si è interrotto.>
<Justin...>
<No, fammi parlare.> Davina rimase appoggiata contro la porta e riuscì a guardarlo solo perché lui era impegnato con le sue fotografie. <Se vuoi sentirti dire che devi perdonarlo, non sei nel posto giusto. Io non provo nient'altro che disgusto per Nate.>
<Immagino.>
<Ma se le cose tra di noi non sono andate bene, la colpa non è solo sua.> Davina annuì flebilmente. <Mi dispiace per quello che ti ha detto e, posso giurartelo, niente di tutto quello è la verità.>
<Lo so.>
L'orologio scandiva i secondi che portavano alla partita del verdì sera, partita a cui entrambi avrebbero dovuto presentarsi.
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UNhappy
Teen FictionUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
