REVISIONATO
La scuola, senza Curtis, era tornata ad essere noiosa.
Monotona, ripetitiva, angosciante, temibile.
Mai come in quel periodo la Sid, agli occhi di Davina, era sembrata così brutta.
La gente la fissava, ma non sapeva dirsi se fosse per dispiacere o per paura. Le voci in città, sul fatto che Davina fosse ancora la figlia del diavolo, si erano fatte di nuovo vive e forse anche più incontrollabili.
E, per aggiungere altra brace al fuoco, le ragazze la fulminavano ogni volta che Nate si fermava con lei per parlare.
Ma lei era sicura che in quell'odio poco c'entrasse Nate.
In città si era venuto a sapere che la Vigilia di Natale Jaden e Davina l'avevano passata insieme, che lei era stata vista a Santa Barbara più spesso del previsto e che – pure lì - iniziavano a conoscerla.
A quanto pare Alan, ubriaco marcio una sera in un bar, aveva parlato di quanto il suo amico fosse suscettibile quando c'era lei nei dintorni.
Non c'era più tregua per lei.
<Ti ha invitato Nate alla festa post-partita?> Aura le si catapultò accanto durante uno dei soliti intervalli scolastici. Lo zaino vuoto, gli occhi rossi e le labbra secche. <Dimmi che non ci vuoi andare Dav.>
Aura aveva di nuovo fumato.
Davina si sporse oltre l'anta dell'armadietto, sorridendole furbamente. Forse nemmeno più le importava cosa facesse la sua migliore amica. <No, io contavo su di te per rifiutarlo.>
<Puoi rifiutare le avance di Nate ogni volta che vuoi, il motivo che hai è abbastanza valido.>
Semplicemente Aura aveva bisogno di una scusa per non presentarsi a quella festa.
Perché sapevano tutti che stesse abbandonando il velo di rabbia e delusione che l'aveva avvolta dopo aver scoperto del tradimento di Nate.
Tradimento che lui non confermava.
Tradimento di cui nessuno aveva le prove.
Aura non aveva più il coraggio di evitare in qualunque modo Nate Williams; l'ultima volta che ci aveva passato troppo tempo insieme era finita con loro due che si erano messi a flirtare.
Decisamente le serviva che Davina non volesse andare a quella stupida festa.
<Sì, ma...>
<Muori dalla voglia di baciarlo.> Davina lo disse senza giudizi nel tono di voce o alcuna parvenza di disappunto. Forse comprendeva pure quello che passava nella testa della sua migliore amica.
<E di fare tante altre cose.>
<Che non voglio sapere, grazie.> Aura rimase a guardare Davina con un'espressione trasognata in volto, immaginando come sarebbe potuta andare quella festa.
Loro sarebbero arrivate in ritardo, avrebbero bevuto i primi bicchieri di alcol per sciogliere la tensione e poi avrebbero iniziato a ballare e divertirsi.
E l'alcol in corpo offuscava le decisioni di Aura, ogni santissima volta.
Si sarebbe ritrovata tra i piedi Nate. Probabilmente un Nate eccitato e desideroso di far pace, che non teneva la bocca chiusa e le mani a posto.
E lei avrebbe vacillato.
Perché lui era bello, ci sapeva fare e sapeva come trattarla. E questa era la combinazione perfetta per un innesco terrificante.
Nessuno, a Solvang, aveva bei ricordi della loro relazione. C'erano solo litigi, gelosia, preoccupazioni e dubbi. Niente che valesse la pena riportare a galla.
Aura a quella festa non ci sarebbe dovuta andare, era categorico.
<Io non posso presentarmi a quella festa.>
<Sì ma io voglio svagarmi.> brontolò Davina, infilandosi i quaderni sottobraccio per chiudere l'armadietto.
<Possiamo sempre farlo al night club.>
<Non c'era nessuno degno di nota la scorsa volta.> camminare tra i corridoi pullulanti della Sid parlando di night club era abbastanza superficiale, considerando il fatto che tutti origliavano le loro conversazioni.
<Allora non vuoi svagarti, vuoi scopare Foster.> il tono risoluto di Aura e il volume fin troppo alto fece voltare Davina nella sua direzione con occhi sbarrati.
Aura scrollò le spalle, leccandosi le labbra. <Ma sappiamo benissimo entrambe che non succederà se ti circondi da Nate occhio lungo Williams.>
<Aggiungerei pure rompi palle.>
<E tanti altri aggettivi dispregiativi.>
<Ma tu vuoi comunque andarci.> ritornò pungente Davina, facendo lo slalom per non colpire una delle tante ragazze invidiose.
<Questi sono piccoli dettagli.> Davina alzò le spalle, ignorando quella constatazione. <E tu, che vuoi farti Reyes senza alcun pudore, non sei meglio di me.>
Davina, quella volta, si bloccò in mezzo al corridoio.
Sbarrò gli occhi, stringendo tra le dita le labbra asciutte della sua migliore amica. Non disse nulla, eppure l'obbligo si percepì a fondo.
Doveva tenere la bocca chiusa.
<Uno: io non voglio farmi Reyes. Non più, almeno.> tornarono a camminare decise lungo i corridoi. <Due: probabilmente lui nemmeno si presenterà a quella festa. E tre...> si schiarì la voce. <se volessi andare con lui, io e te non siamo sullo stesso piano.>
<Ah no?>
<Io e Jaden non stavamo insieme e non mi ha tradito con la mia peggior nemica.> riassunse Davina, scrollando subito dopo le spalle.
Ma anche in quel caso non c'era assolutamente un tono derisorio o giudicante. Davina aveva semplicemente espresso la realtà dei fatti.
<La mia peggior nemica eri tu all'epoca.>
<Dettagli.> si sorrisero subito prima di fermarsi davanti all'aula di filosofia. <Io voglio andare a quella festa Aura, ne ho proprio bisogno.>
<Se ci tieni tanto.>
E, improvvisamente, Davina le prese il volto e le lasciò un bacio sulla fronte. Aura rimase così scioccata da quel gesto che non seppe come reagire.
Rimase semplicemente immobile, gli occhi strabuzzati e una smorfia di sconcerto a riempirle il volto.
Probabilmente si erano voltati tutti a guardarle.
<Decisamente la presenza di Jaden Reyes non ti fa bene Dav. Decisamente.> Davina alzò gli occhi al cielo e, senza dire altro, si fece largo tra gli altri studenti per raggiungere la sua aula.
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UNhappy
RomanceUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
