REVISIONATO
Forse era sempre stato da lui sparire nel nulla senza più avvertire, facendo preoccupare chiunque lo circondasse e gli volesse bene, ma Davina quello non lo accettava sicuramente.
Non più almeno.
Non da quando il loro rapporto era sembrato migliorare e farsi via via sempre più solido.
Lei non se l'era scordate tutte le frasi dette. Il 'mi fotti la testa', il 'quando mai hai visto in me la voglia di allontanarti' e il 'per favore' della settimana precedente.
E non poteva illuderla in quel modo.
Perché sembrava che lei si stesse rammollendo per lui, che non avesse più la testa per pensare a qualsiasi altra cosa se non a lui, a dove fosse, a cosa facesse e con chi.
L'unica cosa che aveva fatto per tutta la settimana era chiedere di Jaden ad Aura, sperando che fosse quantomeno tornato al vecchio appartamento, provare a cercarlo all'officina del suo amico a Santa Barbara, andare ad osservare gli allenamenti di basket.
Ma, soprattutto, aveva letto e riletto più volte il giornale locale.
Un uomo ferito alla schiena con un proiettile. A terra, non lontano da lui, cinque bossoli. È quanto accaduto ieri pomeriggio, sabato 29 marzo, quando un trentenne è stato ferito da un colpo di pistola nel corso di una sparatoria nel quartiere di South Beach, vicino all'Oracle Park. Nel mentre, gli inquirenti hanno manifestato i propri sospetti e ipotizzato che possa trattarsi di una spedizione punitiva legata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Quel che è certo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è che i coinvolti sarebbero quattro e che chi ha sparato aveva l'intenzione di uccidere poiché i colpi esplosi sarebbero ad altezza d'uomo.
Letto e riletto.
Almeno un cinquantino di volte.
Al giorno.
Letto e riletto.
Almeno un miliardo di volte.
In una settimana.
E Jaden non si era più fatto sentire, vedere. Nessuno sapeva più che fine avesse fatto.
Persino i professori avevano iniziato a preoccuparsi per le sue numerose assenze. E il coach della squadra di basket a maledirlo almeno cinque volte al giorno, ogni giorno, per tutta la settimana.
Il campanello della caffetteria trillò rumoroso, ridestando Davina da tutti i pensieri vorticanti. Doveva concentrarsi, salutare, sorridere, parlare. Non doveva in nessun caso pensare a lui.
Ma la scritta in maiuscolo della prima pagina del giornale sembrava accusarla.
Sparatoria a South Beach, cinque colpi di pistola e un trentenne ferito a terra: "Spedizione punitiva, volevano uccidere". Le lettere sembrarono ingrandirsi, fino a coprire persino le immagini degli altri annunci.
Nate, dopo aver lanciato un mezzo saluto ad Aura dall'altra parte del locale, prese posto al bancone. Il volto scavato e i capelli completamente spettinati non presagivano nulla di buono.
<Un frappè, alla fragola.> anche il suo sguardo, più spento del solito, puntò il giornale. E lì rimase per minuti interi.
Davina evitò di rispondere, di parlare, di chiedergli nulla. Si limitò solamente a velocizzare quella comanda per liberarsi in fretta dalla presenza di quello che era tornato ad essere - all'incirca - suo amico.
Il ticchettio dell'orologio sulla parete, il rumore incessante del frullatore e il mormorio generale della stanza erano le uniche cose che facevano in modo che l'imbarazzo tra i due non diventasse palpabile.
Ma, quando Davina si voltò per appoggiare il grosso frullato sul bancone, la prima pagina del giornale le era davanti. Ad altezza viso.
Ad altezza uomo, si ritrovò a pensare. Di nuovo, improvvisamente.
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UNhappy
Dla nastolatkówUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
