Extra.

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<Se caschi e non muori, ti uccido io prima che possa farlo papà.>

Stesa sul tetto di casa, nonostante la scomodità delle tegole, guardavo con occhi assottigliati – un po' per il sole e un po' per visionare tutto con attenzione – mio fratello.

In piedi sul bordo della grondaia, con un piede appoggiato e un piede per aria, osservava la nostra immensa casa dall'alto mentre si scolava una lattina di birra.

<Sempre molto gentile Rirì.>

Rivolsi un cenno del capo in direzione del mio secondo fratello, arricciando il naso e sorridendo furba.

<Questo passa al convento Wes.>

Wesley era seduto a poca distanza di me: la lattina di birra in mano, il telefono nell'altra e una tremenda faccia da prendere a schiaffi. Anche se stava zitto e buono.

<Che ci fai lassù?> un biondino quasi ossigenato, dagli occhi più chiari del cielo, uscì dalla piccola finestra della dependance.

<Cerca gli unicorni volare Axel.> l'ennesimo fratello mi rivolse un'occhiataccia di fronte a tutto quel sarcasmo, eppure non bastò a zittirmi. Niente bastava in quell'impresa. <Cosa farà mai sul bordo del tetto? Una prova per il salto in alto?> Wes scoppiò a ridere, lasciandomi una pacca di ripresa sulla coscia nuda.

<'fanculo te e il tuo sarcasmo.>

Enea si voltò verso Axel solo per fulminarlo per quella ripresa fin troppo seria, perdendo per qualche secondo l'equilibrio.

<Attento a come le parli.>

<È anche mia sorella Enea, sai che dicevo per scherzo.> ruotai gli occhi esasperata da quell'ennesima discussione - perché ce n'erano tante e simili per colpa di mio fratello gemello – e mi alzai per recuperare i miei pantaloncini di jeans.

Perché no, non eravamo una famiglia normale.

A noi non piaceva prendere il sole comodamente seduti nelle sdraio della piscina di casa e nemmeno nei teli che avremmo potuto stendere nel prato. A noi piacevano i casini e i guai, ci sguazzavamo dentro con gioia e sicurezza.

<Qualcuno vuole una birra?>

Mi sporsi verso Wes raggiante, rubandogli dalle mani una delle tante lattine di birra che circolavano in casa.

<Da dove tiri fuori tutte queste bottiglie di birre con mamma e papà sempre in cucina?> brontolai curiosa, aprendola velocemente per rinfrescarmi.

<Io ho i miei segreti Rirì.> mi strizzò l'occhio, mostrandomi poi la sua dentatura perfettamente smagliante. <Come la lista dei motivi per cui tutte vogliono venire a letto con me, dovresti ricordarla.>

Serrai gli occhi disgustata, sputacchiando la bibita amarognola davanti a noi.

Il solo ricordo di quando avevo trovato quello stupido foglio in uno dei cassetti di camera sua mente cercavo una semplice penna mi fece risalire la nausea.

<Io me lo ricordo e ricordo anche che avevamo imposto un silenzio assoluto sulla questione.> ricordavo esattamente ogni singolo punto della lista, adornato da dettagli inutili e una lucidità magistrale.

<Hai una lista in cui ci sono scritti tutti i motivi per cui sarebbe utile venire a letto con te Wes?> la voce sussurrata di Axel lo fece sorridere.

O forse a farlo sorridere era più la risposta che gli avrebbe rifilato.

<Non utile, ma conveniente.>

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