REVISIONATO
<Una piscina del genere, a Solvang, ce la sogniamo.> Aura si spinse indietro nell'acqua con uno slancio. <Questo è il paese dei balocchi, è...>
Davina la seguì in fretta, immergendosi con calma per adattarsi alla temperatura.
<Assurdo.> concluse poi, sistemandosi i capelli mori in una veloce e trasandata acconciatura per non bagnarli inutilmente.
<Guarda quanti maschi, quanta festa, quanto divertimento.> Aura si rigirò su sé stessa con le braccia spalancate, creando piccole onde d'acqua. <Anche se sto invidiando molte ragazze per i loro costumi eccessivamente straordinari.>
<Ma se non hai fatto altro che guardare i maschi da quando siamo arrivate.> Davina si infilò in un angolino riparato della vasca idromassaggio, appoggiando il capo sul bordo della piscina.
<Come biasimarmi.>
E sorrisero divertite, beandosi di quel pomeriggio in totale relax. Il primo dopo mesi infernali passati a studiare e a crogiolarsi nei guai dei loro rapporti.
Quando la pelle si raggrinzì per l'acqua, almeno un'ora dopo, le due decisero di uscire dalla piscina. Subito cocktail in mano e occhiali da sole sul viso. <Pensi che sia stupida se l'idea di perdonare Nate mi sia saltata per la mente ogni tanto?>
<Definisci ogni tanto.>
<Qualche giorno.>
<Definisci qualche.> Davina si voltò verso la sua amica con l'espressione arrendevole sul volto. Nessuno meglio di lei sapeva cosa le passasse per la testa.
<Ogni giorno circa.> Aura la guardò con grandi occhioni blu, alzando le spalle e cercando una compassione quasi innaturale da parte della sua migliore amica.
Non c'era niente per cui provare pietà.
<Figurati se sono la persona giusta per darti consigli amorosi.> nonostante l'evidente frecciatina, Aura sembrò proseguire dritto per la sua strada. Stava pensando a quell'argomento almeno ogni volta che vedeva Nate, ovvero ogni mattinata a scuola.
<Lo so che è azzardato e che, per la maggior parte del tempo, è un cazzone. Ma...> il drink per poco non le uscì dal bicchiere quando si voltò a guardare la sua migliore amica. <Aspetta, in che condizioni amorose sei al momento?>
<Le stesse di qualche mese fa.> brontolò atona Davina, portandosi il cocktail alla bocca.
<Intendi dire le stesse di quando infilavi la lingua in bocca a Reyes ogni settimana, pensando di portartelo a letto, o quando hai fatto voto di castità a causa della sua stupidità?>
<Messa in questo modo sembra davvero una vita amorosa triste e deprimente.> e giù con un altro sorso.
<Non può essere peggiore della mia.> ma poi Aura sembrò ripensarci su e in fretta tornò a guardare la sua migliore amica: le labbra strette in un sorriso che sarebbe uscito presto. <Definisci triste.>
<Triste perché, a momenti sembriamo fidanzati, ma altre volte lui nemmeno mi calcola> Davina faceva finta di star bene, ma quel pensiero la tramortiva ogni giorno. <Esempio: oggi.>
<Sembrate fidanzati?> Aura strabuzzò gli occhi sorpresa. <Mi sono persa qualche episodio del vostro teen drama probabilmente.>
Davina prese un respiro profondo, cercando delle idee per sintetizzare la situazione. Che, tra le tante cose, era assolutamente e deplorabilmente intrecciata.
<Lui è sparito nel nulla dopo esser diventato carino e quasi affettuoso, poi io sono finita a New York. Lì qualcuno, che fa cose tremendamente illegali, mi ha fatto credere che non stesse bene.>
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UNhappy
RomansaUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
