REVISIONATO
La lezione era finita.
<Ragazzi...> il chiasso continuo dell'aula si fece, via via, meno rumoroso quando la professoressa batté il palmo contro la propria scrivania. <ho finito di correggere i compiti qualche giorno fa e li ho riportati.>
Davina si sorresse il capo con il braccio destro, osservando la professoressa passare tra i banchi per consegnare ad ognuno il proprio compito.
Sentiva lo sguardo di Jaden addosso, nonostante lui avesse già ottenuto il suo voto e se ne sarebbe dovuto lamentare. Invece sorrideva beato, guardandola di soppiatto come se lei potesse non accorgersi.
Le sormontò addosso una sensazione di angoscia, forse anche di preoccupazione.
Non si erano più parlati per settimane, a malapena stavano nello stesso posto quando si incrociavano. E lui non aveva fatto altro che osservarla con sguardo neutrale.
Quel giorno invece sorrideva e anche parecchio.
<Signorina Foster...> la professoressa afferrò il suo compito, fermandosi accanto a lei.
I capelli erano ingellati in una coda perfetta, l'abbigliamento era classico così come il suo portamento, eppure in tutta quella perfezione la sua espressione delusa stonava. E anche di molto.
Le appoggiò con cautela il foglio sopra il banco limpido, tenendolo fermo per qualche secondo di troppo.
Ciò che Davina riuscì a pensare, non appena mise attenzione sul segno rosso della professoressa, era come aveva fatto ad andare così male in un compito per cui aveva studiato per giorni.
Tutti gli studenti la guardarono confusi; Jaden ne approfittò per girarsi comodamente, incrociare le braccia e sorridere con la penna incastrata tra i denti.
Davina collegò subito tutti i pezzi.
La professoressa le sorrise cordiale. <non mi aspettavo tale compito proprio da lei, ma posso capire che all'inizio dell'anno è dura riprendere i ritmi.> Davina chinò il capo, strinse le mani in due pugni sotto il banco ed evitò di guardarsi intorno. <Perché non ci incontriamo appena finisce la pausa pranzo>
Davina non riuscì a dire nulla, o anche solo a fare qualcosa. Si limitò ad annuire, osservando con disdegno il compito sopra il suo banco.
Quella non era la sua calligrafia, sebbene ci assomigliasse molto, e quelle non erano parole del suo sacco. Quello non era il suo compito, nemmeno lontanamente.
La campanella la distolse dai pensieri ottenebranti che partorì la sua mente, ma Davina rimase immobile a controllare quelle domande come un'ossessionata.
Non era il suo compito.
<Bambolina... non hai sentito che è suonata la campanella?> non riuscì nemmeno a vedere Jaden avvicinarsi per quanto annebbiati furono i suoi pensieri. <Troppo concentrata a rimangiarti il tuo ego?>
Jaden Reyes le aveva fatto prendere un'insufficienza, l'unica nota stonata in un curriculum a dir poco perfetto. Jaden Reyes si era di nuovo intromesso nelle sue cose.
<Sei stato tu.> fu una constatazione che aveva già preso conferma nella sua testa non appena aveva visto il suo compito e il suo sorriso sardonico.
<A fare cosa, non capisco?>
Ringraziò che la professoressa non lasciò l'aula per dirigersi al bagno perché altrimenti avrebbe raggiunto la presidenza un'altra volta e arrecato ancora più danni alla faccia, già rovinata, di Reyes.
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UNhappy
Teen FictionUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
