Capitolo 1 Buon compleanno

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~Bella, naturale e speciale.
Come il tramonto che
spezza il fiato ogni sera e,
nonostante sia una certezza,
è unico ciascuna volta~
Hell

CHIARA

Sono le sette del mattino e la mia sveglia non smette di suonare, mi avvisa che è arrivata l'ora di alzarsi e andare a lavoro. Sbuffo e sposto le coperte. Devo sbrigarmi se voglio arrivare in orario.

Non è mia abitudine arrivare in ritardo, di solito o sono sempre puntuale, o in anticipo, anche se questo significa sempre svegliarsi molto presto.

Fortuna che "The Manatthan mirror", la redazione per cui lavoro, non è troppo lontana dal mio appartamento; in un quarto d'ora di metro arrivo, senza bisogno di prendere un taxi e così imbottigliarmi nel traffico della grande Mela.
New York è bellissima, ma è davvero troppo caotica.

Ma prima di raggiungere la metropolitana, come ogni mattina, mi fermo nel bar qui vicino per fare colazione. Entro nel locale e mi avvicino al bancone. La barista mi serve il caffè, le sorrido, poi guardo la tazzina e sospiro, infine lo bevo cercando di trattenere una smorfia di disgusto.
Una merda come sempre, grazie cara.

Beh, da quando mi sono trasferita qui ho dovuto abituarmi a tante cose, tra cui la difficoltà di trovare un caffè decente. A volte credo che sia migliore quello del distributore automatico nell'aria relax del giornale. Eppure mi ostino a venire qui e ordinarne uno.

Sono abitudinaria, che ci posso fare?

Pago il penosissimo pseudo-caffè, che sapeva più o meno di acqua sporca, ed esco dal locale. Mentre m'incammino per raggiungere la metro accendo una sigaretta e aspiro il fumo con avidità. Altro piccolo vizio a cui non riesco a rinunciare.

La metro a quest'ora è sempre affollata, ma non è un problema per me dato che dovrò scendere fra poche fermate.

La sede del giornale si trova nell'Upper West Sides e dalla fermata sono circa cinque minuti a piedi.

Quando arrivo in ufficio, sono sola. Approfitto per sistemare le mie cose e accendere pc. Pochi minuti più tardi, una chioma castana chiara fa capolino nella stanza. Passo sicuro e postura dritta, Ava ha sempre un aspetto impeccabile. Capisco perché, a tempo perso, lavori come modella. Può permetterselo visto la sua naturale bellezza acqua e sapone accentuata dai suoi penetranti occhi verdi. Per non parlare del suo fisico asciutto e slanciato. Qualsiasi cosa questa ragazza indossi le casca a pennello come se fosse una seconda pelle.

Tuttavia, queste non sono le sue uniche qualità. Ha un cuore grande ed è sempre pronta ad aiutare gli altri e farli sentire a proprio agio. Proprio come ha fatto con me...

Quando sono arrivata qui dall'Italia, otto mesi fa, non conoscevo nessuno e il primo giorno di lavoro mi sentivo un pulcino circondato da volpi, ma lei con la sua dolcezza e premura mi ha aiutata e mi è stata vicina.

«Ciao bionda!» La saluto, facendole l'occhiolino.

«Ehi, tesoro. Allora, domani sera hai pensato a cosa fare?»
«Oh, sì! Vedrai, ci divertiremo. Tu piuttosto, sbaglio o stasera hai appuntamento con Michael? Come va tra di voi?»

Lei abbassa gli occhi e scuote la testa.

«No, nessun appuntamento con il "principe azzurro", purtroppo.»

Ahia! È finita anche con questo.

Povera Ava. Da tempo che si vedeva con un tizio che all'inizio sembrava davvero il principe delle favole, poi è diventato distante e beh, ora sembra tutto tranne che un principe. Io l'avevo avvisata che quando tutto sembra troppo bello per essere vero è perché non c'è niente di reale.

EmbrujoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora