Capitolo 37 Ho una sorpresa per te (parte quinta)

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CHIARA

Finita la cena lo aiuto a sparecchiare e sistemare i piatti nella lavastoviglie. Tuttavia, ho i suoi occhi addosso, come se fosse in procinto di mangiare me.

«Mh, Portorico, sbaglio o hai detto che c'è un'altra sorpresa?» Cerco di richiamare la sua attenzione, ma non sembra interessato a ciò che dico, piuttosto è concentrato sulle mie gambe.

«Daryl?» Ci riprovo e questa volta mi sente, alza la testa e incrociamo gli sguardi. Il suo è un fuoco pronto a divampare...

«Bruja, io te lo levo il vizio di metterti quel tipo di calze.»

Getto uno sguardo ai collant che indosso e d'istinto mi si forma sul viso un ghigno provocatorio.

«Beh, sai, ero quasi delusa dall'assenza del dessert.» Commento civettuola.

Mi sposto una ciocca di capelli dietro le spalle e mi avvicino a lui predatoria.

Occhi negli occhi, come a non volersi perdere neanche un istante. Nei nostri sguardi intensi ci riflettiamo già nudi, l'uno dentro l'altra.

Avvicino il viso per dargli un bacio, ma vengo anticipata da lui che si avventa sulle mie labbra. Le sue mani sul viso, rapide scendono lungo i fianchi, li afferra e mi alza, posizionandomi seduta sull'isola della cucina. È frettoloso, l'urgenza è da ambo le parti, ma Daryl è più impetuoso di me. Mi bacia il collo e mi tira i capelli per costringermi a esporlo meglio.

La fame che ha accentua la mia. Lo stringo contro di me per fargli capire la voglia che ho di lui e non perde tempo. Con un gesto brutale, squarcia le mie calze - per la seconda volta - e io sussulto.

«Ti prometto che te le ricompro.»

Sorrido. Non mi interessano le calze, mi interessa lui.

Gli mordo il labbro inferiore e mi aggrappo al suo collo, mentre lui sposta con le dita le mie mutandine e inizia a stimolarmi il clitoride. Non ci perde troppo tempo, basta lui a farmi eccitare e bagnare e lo sa. Mi afferra le cosce e mi tira a sé. Strofina l'erezione contro l'umidità della mia fessura e, in un gesto netto, la infila dentro, provocandomi un piacere che esterno con un gemito ben udibile.

Questa volta non ho intenzione di trattenermi.

Nessuno dei due vuole giocare, ne prendersi il suo tempo. Non amiamo le "sveltine", ma questa volta, il famelico bisogno di appartenersi supera il gioco della seduzione.

Ci guardiamo fissi, mentre le stoccate che mi riserva sono lente e decise, ma io voglio di più.

«Daryl, scopami più forte!»

Non se lo fa ripetere due volte, mi tira via dall'isola e mi fa voltare. Mi abbassa quel che resta delle calze e le mutandine, poi mi afferra il collo e mi costringe ad allungarmi con il busto sul ripiano.

«Come vuole la principessa.»

Mi afferra i fianchi e mi penetra in profondità tanto da farmi gridare il suo nome. Le stoccate che ne conseguono sono veloci, una più forte dell'altra a creare umori ovattati e umidi spezzati solo dal suono del nostro ansimare.

«Continua!» Lo incito, vicina all'orgasmo.

«Non smetto finché non vieni!» Mi risponde rauco ed eccitato.

Sono così tanto bagnata da sentire rivoli di liquidi scendermi lungo le cosce.

Daryl inizia a darmi colpi più veloci e brevi, stimolando il punto più sensibile. Il calore divampa è corpo si tende pronto a esplodere nell'orgasmo. Le grida di piacere diventano di estrema soddisfazione, il catartico orgasmo che eccita ancora di più il mio partner tanto da provocarglielo anche a lui. Lo sento pulsare dentro di me, mentre Daryl si accascia sulla mia schiena per qualche secondo.

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