Capitolo 44 Questa non è una bugia.

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~Se a dirti ti amo è qualcuno che non esprime mai i suoi sentimenti, allora non c'è dubbio che stia dicendo l'assoluta verità~
Hell

CHIARA

Il risveglio è traumatico. La sera precedente ho esagerato con l'alcol, ma la vista di Daryl ha mandato in tilt tutti i neuroni. La lucidità non aveva senso e mille domande mi frullavano in testa: mi ha vista? Se mi ha vista perché non è venuto a parlarmi? Gli importa ancora di me?

Secondo Blake non mi ha vista, altrimenti un minimo di confronto lo avrebbe sostenuto. Ma io non ero dello stesso avviso, perciò dovevo spegnere il cervello e l'alcol mi ha aiutato.

Tuttavia, questa mattina ne pago le conseguenze. La nausea è sottocontrollo, ma la testa è pesante e senza un antidolorifico dubito che riuscirò a sopravvivere alla giornata.

Ne cerco uno nel bagno, ma all'interno del kit di prontosoccorso di Blake c'è solo del cotone, qualche cerotto e un preservativo.

Utile in casi di grave emergenza qua dentro!

Sbuffo. È più facile che trovi un analgesico nella dispensa della cucina che nel luogo preposto.

Le fitte alle tempie si fanno sempre più forti a ogni passo che compio per via della pressione sanguigna.

Mi arrendo, chiederò direttamente a Blake di procurarmi una pastiglia.

Lo trovo in cucina, seduto sulla sedia a fissare il vuoto con uno sguardo perso e sconvolto.

È strano che sia già in piedi. Di solito quando non deve lavorare e dopo una serata non si sveglierebbe nemmeno se gli scoperchiassero il tetto di casa, infatti ero pronta a perdere una buona mezz'ora nel tentativo di renderlo cosciente.

«Ehi, come mai già sveglio?»

Sussulta, come se non si aspettasse la mia presenza. È agitato in allerta, compie un breve cenno del mento per invitarmi a sedere con lui. È inevitabile che il suo comportamento mi susciti preoccupazione, perciò vado dritta al punto:

«Cosa è successo?»

Per forza c'è qualcosa che non va o non avrebbe quell'espressione timorosa sulla faccia.

«Chiara, ci siamo quasi!» mi prende le mani fra le sue e abbozza un sorriso che, tuttavia, non esprime affatto gioia. «Mi ha chiamato Daryl.»

Pausa.

Panico.

I gemelli si sono sentiti, sono quasi fuori dal debito, ma Blake sembra tutto fuorché entusiasta.

Mi lascio prendere dall'agitazione e scatto in piedi.

«E quindi? Quindi?» Chiedo concitata sotto lo sguardo smarrito di Blake.

«Quindi ha avuto la brillante idea di organizzare uno scontro clandestino a più riprese. Con vari avversari e fare gli ultimi soldi con le scommesse.»

Ma le scommesse vanno pagate...

«Ma come può pensare di tirare su una cifra enorme?»

Non risponde. Si china curvo e appoggia le mani sul tavolo. Le sfrega una con l'altra. Gli tremano, così come tremano le sue gambe per un'irrequietezza che non comprendo.

«Vuole che combatta anche io.»

Le gambe cedono alla rivelazione e sono costretta a sedermi di nuovo.

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