~Di tanti granelli puoi fare una spiaggia, ma devi avere la voglia e la pazienza di raggrupparli tutti~
Hell
CHIARA
Resto immobile, allibita e schifata dal suo comportamento. La cucina a un tratto sembra più grande o forse sono io sentirmi piccola. Vorrei scomparire.
Se mi avesse lanciato addosso una manciata di bigliettoni mi sarei sentita meno sporca di come mi sento.
Ha finito e come una prostituta mi ha lasciata qui.
Il freddo della vergogna mi congela le ossa, mentre l'orgoglio... quello ha una ferita profonda che sanguina a fiotti.
Perché? Cos'ho sbagliato?
Una cosa è certa, non posso restare qui così. Lenta e con movimenti meccanici come fossi un automa che va avanti solo perché obbligato, scendo da quell'isola che poco fa è stata teatro di amore e ora lo è di una tragedia.
Il film mentale si è appena trasformato in un thriller che potrebbe avere risvolti horror...
A piccoli passi raggiungo il salotto e poi le scale, cerco di essere il più silenziosa possibile. Non voglio incontrarlo!
L'imbarazzo sarebbe troppo, tanto da farmi sprofondare.
Salgo fino alla camera degli ospiti, quella che dovrebbe essere davvero camera mia e quando entro vedo il mio borsone sul letto. Borsone inutile dato i vestiti che ci sono dentro. Sono costretta a rimanere chiusa in questa camera fino all'arrivo di Blake. Beh, poco male, l'intenzione è quella di fare una doccia e buttarmi sotto le coperte, forse così avrò l'impressione di non esistere e posso nascondere me stessa e il disagio che provo.
Sospiro faccio un passo per entrare in bagno, ma quando apro la porta, appoggiato con la schiena contro il muro vicino alla doccia, ci trovo Daryl, con un accappatoio tra le mani. Sono sorpresa e... infastidita.
«Sapevo che saresti venuta in questa camera...» borbotta imbronciato.
Come se spettasse a lui essere incazzato!
Per quanto cerchi di trovare il giardino della pace dentro di me e rinchiudermici dentro, non ci riesco.
«Che intuito! Bravo!»
Agrotta le sopracciglia e mi guarda stizzito.
Non può pretendere che non abbia niente da dire, e il sarcasmo, per quanto possa infastidirlo, è molto meglio di quello che realmente vorrei esprimere.
«Muoviti a fare la doccia, dobbiamo parlare.»
Due parole, le più brutte di tutto il vocabolario, e lui giustamente le usa.
Sudo freddo, le odio quelle parole perché non promettono mai niente di buono... mai!
Tuttavia assumo un atteggiamento superficiale e provocatorio.
«Ci metterò il tempo che mi serve e ora, se non è troppo disturbo a sua maestà illustrissima, esci!»
«Ti ho tenuta a gambe aperte fino a dieci minuti fa e ora ti vergogni? Ho già visto tutto quello che dovevo vedere.»
Ok, ora basta, cazzo!
Fanculo il giardino della pace interiore.
«Mi hai preso per la tua puttana? Chiariamo subito una cosa, coglione, sta sera arriva Blake e io me ne vado con lui. Hai voluto rimanessi qui solo per scoparmi? Mi hai lasciata di sotto come le peggio prostitute e ora ti permetti di mancarmi ancora una volta di rispetto? Hai capito male e ora vai fuori di qui prima che replichi lo schiaffo di ieri sera, ma con più forza.»
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Embrujo
Romansa[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
