Non permettere a nessuno di dirti che non vali niente. Il tuo valore lo definisci da sol*, il tuo solo esistere è importante. Chi non ti apprezza è perché non ti ha capit*
Hell
CHIARA
Dopo una nottata quasi del tutto passata in bianco, al mattino mi sveglio piuttosto presto. Ho appena controllato il telefono e sono le sette del mattino. In pratica ho dormito tre ore scarse. Tuttavia il mio cervello è già in moto, gli occhi spalancati e il battito cardiaco accelerato dall'ansia, mi comunicano, con mia estrema gioia, che non dormirò oltre.
Sbuffo, mentre scosto le coperte e accendo l'abatjoure. Cerco la vestaglia- una cosa oscena a fiori e in flanella- per non morire di freddo, e poi mi dirigo verso il bagno dove mi attende la visione mattutina di me stessa.
Eccolo lì, nello specchio, il riflesso di uno zombie con dei bei capelli. Sospiro nel vedere solchi neri sotto gli occhi. Io non ho mai le occhiaie, dormo sempre bene, è raro che soffra d'insonnia. O almeno non più...
Ma gli attacchi di ansia, seppur un lontano ricordo di una giovane me, sono sempre in agguato, anche se ormai so come gestirli. Ma quella che provo questa mattina è giustificata da quanto accaduto nelle ultime ore.
È impossibile non pensarci e rimanere calmi. Anche sotto la doccia calda, non faccio altro che rimuginare. Mi chiedo se i miei genitori sapessero quello che mi sta succedendo cosa farebbero e, soprattutto, mi domando se dovrei avvisarli oppure no?
No! O almeno non ancora. Vedrò come si mettono le cose, ho un mese di tempo...
Sì, un mese di tempo per comunicargli che dovranno organizzarmi un funerale.
Non posso darmi già per vinta, devo cercare di essere ottimista, anche se non è affatto il mio forte. Dovrò fingere con me stessa e con gli altri.
Esco dalla doccia e inizio a vestirmi, quando il cellulare vibra per una notifica. Controllo e ho due messaggi. Uno è di Ava, che mi chiede com'è andata la serata. Non le risponderò ora, non so cosa dirle o cosa dovrei dirle. Ne voglio prima parlare con Blake. E, lupus in fabula, il secondo messaggio è proprio del mio amico che mi chiede di vederci al bar qui vicino.
Prendo un respiro profondo per contrastare l'ansia. Sono sicura voglia vedermi per tranquillizarmi, o per parlare di quanto successo ieri, o forse no dato l'appuntamento nel bar. Non lo so, sono condusa e forse lo è anche Blake, rispondo comunque che ci sarò.
Mi vesto con movimenti lenti come di chi sta per andare al patibolo più che a fare colazione con un amico.
Vado in cucina e mi preparo un caffè. Il primo della giornata voglio berlo buono!
Poi, dopo essermi fumata tre sigarette nell'arco di un quato d'ora, decido che è arrivato il momento di lasciare la mia comfort zone. E non intendo solo il mio appartamento, purtroppo.
Esco sul pianerottolo e attendo l'ascensore, tuttavia, poiché ci impiega più del dovuto, m'incammino giù per le scale. Forse questo mi aiuterà a stemperare l'ansia. No, direi che mi fa solo incazzare, perché significa che si è bloccato un'altra volta e se non lo rimettono in sesto in poco tempo, al ritorno, dovrò farmi un quantitativo smodato di piani a piedi.
Quando finalmente sono in strada, una folata di vento gelido novembrino, mi costringe a chiudere i lembi del cappotto intorno al collo. Mentre mi avvio verso il bar, accendo l'ennesima sigaretta.
Arrivata davanti al locale, mi accorgo che né la moto, netantomento la macchina di Blake sono parcheggiate, deduco quindi che non sia ancora arrivato. Controllo l'ora, e sono in anticipo.
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Embrujo
Storie d'Amore[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
