DARYL
Dalla finestra della mia stanza, vedo gli ultimi ospiti parcheggiare epercorrere il vialetto che li porta all'ingresso. Sono salito per prendere un antidolorifico: una precauzione in realtà. Il dolore al braccio è scomparso, mentre quello all'addome ogni giorno diventa più sopportabile. Tuttavia, questa sera vorrei essere al pieno delle mie capacità, perciò necessito un aiuto medico.
Do un ultimo sguardo alla mia figura nello specchio. Il livido sull'occhio è più chiaro, ma ancora visibile, così come tagli sullo zigomo e sul labbro.
Sospiro. Non ho un bell'aspetto, ma ho cercato di compensare con gli abiti eleganti e pettinando la frangia incolta in modo che ricadesse sulla fronte e andasse a mascherare il livido.
Le persone che mi conoscono meglio sono abituate a vedere qualche ecchimosi sul mio corpo, ma questa sera ho un affare da concludere e se le luci nel salone possono aiutarmi a celare il mio aspetto, quando avverrà la contrattazione saremo nel mio ufficio. È questo che mi innervosisce, non che la gente che frequenta Isabela sia raccomandabile, ma io preferisco avere le sembianze di una persona seria e affidabile nel momento in cui devo vendere una delle auto.
Fortuna vuole che, essendonuna conoscenza proprio di Isabela, immagino che il tizionsia già stato ampiamente convinto da lei a comprare l'auto e, come da accordi, Ray gli ha mostrato la merce al garage. È importante per me chenil cliente veda con i suoi occhi ciò che sta acquistando.
Ed è proprio quando vedo entrare nel vialetto la macchina di Ray, seguita da un'altra nella quale probabilmente ci sono Isabela e il cliente, che decido di tornare al piano di sotto. Li accoglierò personalmente a differenza degli altri ospiti che, invece, vengono ricevuti da due hostess e uno steward. Per quest'ultimo ruolo ho chiesto a uno dei figli di Estela il quale, avendo finito da poco il liceo, non ha disdegnato qualche soldo extra. Quella donna ha aiutato mia nonna e farò di tutto per sdebitarmi, anche con poco.
Raggiungo rapido l'ingresso, Ray entra seguito da Isabela, tenuta sotto braccio dal tizio. Abbozzo un sorriso di scherno.
Lo so io come lo ha convinto.
Una notte insieme a Isabela è sufficiente, per alcuni, a convincersi di essere credenti anche se atei. Ammetto che ha le sue armi e le sappia usare, per chi è un povero stolto, sa portare il paradiso sulla terra.
Non appena mi vede e nota le ferite sul viso, si stacca dalla presa del tipo per avventarsi su di me e assumere un atteggiamento isterico e apprensivo.
«Che cosa ti è successo? Devo saperlo.»
La stupida rischia di rovinare la contrattazione in questo modo; le blocco le mani che vorrebbero vagare sulle mie ferite e gliele porto lungo i fianchi. Getto un'occhiata al tipo, decisamente imbarazzato e stizzito, gli sorrido con benevolenza e poi sussurro all'orecchio della mora:
«Isabela, pensa agli affari. Datti un contegno.»
Annuisce sconfortata, mq riprende subito quell'aria civettuola, invitando il suo accompagnatore a seguirla verso la postazione bar.
Anche a me servirebbe bere, ma resto nel salone in compagnia di Ray.
«Il tipo comprerà, è certo.» Dichiara il mio "amico".
«Non stento a crederlo, sempre che Isabela non mandi tutto a puttane per niente.»
«Con te non si trattiene.»
Ci sento fastidio nella sua voce, ma lo ignoro. Ho altro a cui pensare. Osservo le persone che si godono la festa: C'è chi balla vicino alla postazione del Dj, sulla quale Manuel sembra a suo agio e anche lui muove la testa a ritmo di musica, altri chiacchierano con i bicchieri di champagne sempre pieni, in quanto le cameriere, dagli abiti succinti, provvedono a passare con vassoi colmi di calci. Con la coda dell'occhio tengo sotto controllo Isabela che sembra aver ripreso totale possesso della situazione.
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Embrujo
Romance[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
