Capitolo 18 Godersi la vita con te

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~È difficile stabilire il preciso istante in cui ci si innamora di qualcuno.
È una sensazione strana, all'improvviso, non puoi più farne a meno e ogni energia è concentrata sull'altr*.~

CHIARA

La Lamborghini fa la sua accelerata e si allontana, in una scia di amarezza, da Blake.

Il mio cuore è spaccato a metà perché entrambi i gemelli hanno ragione ha modo loro. Daryl mi considera libera di fare le mie scelte, mentre Blake ha paura per me.

Devo chiarire con lui il prima possibile, ma lo farò domani, perché ora l'attenzione è tutta sul portoricano accanto a me.

Nervoso tanto da impestare l'aria di vibrazioni negative, sfreccia nel traffico incurante del fatto che potrebbe attirare l'attenzione di qualche pattuglia. La velocità è alta, troppo, e se questo è un suo modo per sfogarsi e tranquillizzarsi, con me fa l'effetto opposto. Mi spaventa, specie quando passa a filo delle altre auto per sorpassarle.

«Per favore, rallenta.»

La richiesta aleggia nell'aria e va a vuoto, come se non mi avesse nemmeno sentita. Il suo umore, unito al farro che mi ha ignorata, cambiano anche il mio. Infatti, m'inmervosisco e gli urlo contro:

«Daryl, rallenta!»

Non ricevo una risposta reale, ma la frenata indelicata che ne segue è un chiaro segnale che ha recepito il concetto.

Non oso proferire altra parola, sarebbe inutile oppure deleterio. È troppo arrabbiato, lo vedo da come respira e dagli occhi fissi sulla strada. È concentrato, ma più che un pilota, sembra guardarla  come una nemica a cui rigettare contro tutto l'odio che un essere umano può provare.

Continuo a ignorare cos'abbia portato i due gemelli a separarsi e a raffreddare in maniera piuttosto drastica i loro rapporti, posso solo immaginare e intuire che possa aver a che fare con la vita condotta da Daryl e precedentemente anche da Blake.

Forse a Daryl non è andata giù che lui ne sia uscito?

Realistico, ma poco fraterno.

La macchina rallenta, poi un'altra brusca frenata: siamo sotto casa mia.

Tentare un approccio è impossibile poiché è in un evidente atteggiamento di chiusura. Non mi guarda e non ha spento il motore dell'auto. Vorrei almeno salutarlo se solo mi guardasse in faccia.

«Daryl...»
«Scendi!» Ordina lapidario.

Un colpo al petto avrebbe fatto meno male. Delusa dal suo comportamento, mi lascio travolgere dalla rabbia. Mi slaccio la cintura ed esco dall'auto come una furia. Mi concendo un ultimo gesto di sfregio sbattendo con violenza lo sportello della Lamborghini.

Questo ti dovrebbe fare incazzare!

Non mi volto e corro verso il portone. Come immaginavo, però, ho ottenuto una reazione. Lo sento spegnere il motore dell'auto, perciò mi affretto a cercare le chiavi di casa.

Così ti sbatto in faccia anche il portone, stronzo!

Lo sento imprecare dietro le spalle:

«Te cortaré las manos... descarada, pesada, impulsiva.»

Ho afferrato solo "impulsiva" e l'istinto è quello di voltarmi per rispondergli "senti chi parla", ma evito, anzi, infilo le chiavi nella serratura.

Purtroppo non sono abbastanza veloce. Mi raggiunge e mi volta brusco. In quel frangente vacilla e sbatto la schiena contro il battente. Il dolore, già di per sé fastidioso, vine acuito dal portoricano che preme il suo corpo contro al mio.

EmbrujoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora