CHIARA
I minuti scorrono lenti e pesanti, ogni mezzo che mi passa di fianco lo percepisco come un possibile pericolo, tanto da spostarmi verso il centro del marciapiede ogni qualvolta che ne vedo uno. Essendo a New York, in pratica faccio avanti e indietro in continuazione. Agli occhi degli altri potrei sembrare una pazza, o sotto effetti di qualche droga pesante.
All'ennesimo veicolo che percorre quel strada, finalmente, scorgo la MTT Turbine Superbike Y2K di Blake. Rincomincio a respirare in modo regolare. Lui è qui e basta questo a farmi sentire al sicuro e protetta. Il mio Blake, il miglior surrogato di gemello che potessi mai desiderare, è qui per me.
Ferma la moto e non gli lascio il tempo di scendere e togliersi il casco che mi fiondo tra le sue braccia, nel mio posto sicuro. Mi stringe, capisce ciò di cui ho bisogno e non mi trattengo più: scoppio a piangere aggrappata al suo giubbotto.
«Ehi, sei al sicuro ora, ok?»
Il tono dolce e le sue carezze sulla testa, riescono a placare la crisi di pianto.
Scioglie l'abbraccio e prende il mio viso tra le mane.
«Andiamo ti porto a casa mia.»
Annuisco e prendo il casco che mi porge.
Non sono mai salita sulla sua moto, anzi, ora che ci penso è la prima volta che gliela vedo guidare. Ho sempre saputo che l'avesse, quando vivevamo insieme me l'ha fatta vedere, ma da che lo conosco ha sempre usato quel catorcio di auto che si ostina a non cambiare.
Forse anche questa moto fa parte della sua vita passata...
L'idea che sia stata proprio io a fargliela riprendere in mano mi confonde. Da una parte mi sento in colpa, dall'altra sono contenta che la usi piuttosto che lasciarla in quel garage a prendere polvere, come un ricordo che vuoi dimenticare.
Sospiro.
Non ne combino mezza giusta...
È tutto sbagliato, ogni cosa che faccio. Comincio a pensare che non me ne sarei mai dovuta andar via dall'Italia. Sento la nostalgia del mio tranquillo paese, della campagna nella quale sono cresciuta e della monotonia dei giorni tutti uguali, ma sereni e quieti.
Inutile pensarci, ormai sono qui.
Infilo il casco e, con non poca fatica date scarse capacità ginniche, salgo sulla moto insieme a Blake. Mi aggrappo a lui dal quale in tutto e per tutto, ora, dipende la mia vita.
Seppur le spalle e la schiena del mio amico mi proteggono, l'aria gelida mi penetra nelle ossa, complice il vestito corto che indosso.
Per fortuna, il tragitto è breve e la velocità spropositata con la quale Blake guida, ci fa arrivare a casa sua in poco tempo.
Parcheggia la moto in quel garage dove l'ho sempre vista e poi ci dirigiamo all'interno dell'appartamento. Era da un po' che non venivo qui e all'improvviso vengo colta sia dai ricordi che dalla nostalgia. I miei primi mesi a New York insieme a Blake sono stati i più belli della mia vita. Spensierata e con un lavoro che mi dava soddisfazione, credevo che la mia vita non potesse far altro che migliorare.
Ma mi sbagliavo.
Non avrei mai creduto che le cose sarebbero potute precipitare fino ad arrivare a questo punto.
Sono successe troppe cose in poco tempo: prima il debito con Arena, poi i messicani alle calcagna e, dulcis in fundo, una pseudo relazione finita ancora prima di iniziare.
Inizio a sentire la stanchezza fisica e mentale di tutte queste situazioni che si accavallano. Inoltre, l'adrenalina che fin ora mi ha tenuta lucida e prestante, abbandona pian piano il mio organismo. Mi fa male la testa, i muscoli del viso sono tirati fino a dolermi, le tempie le sento scoppiare. Vorrei dormire, ma sono certa che se ci provassi non ci riuscirei a causa della tensione e dell'ansia crescenti.
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Embrujo
Romance[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
