BLAKE
«Sono un ex cocainomane.» sputo fuori con supponenza per celare la vergogna dietro questo capitolo della mia vita.
È un mio limite. L'idea di sentirmi giudicato mi porta ad assumere un atteggiamento passivo-aggressivo fastidioso.
Sospiro, consapevole di aver sbagliato e racconto quello che devo: «Spesso partecipavo agli incontri clandestini che non ero in me e... una volta... io...» deglutisco, respiro a fondo e mi stringo le mani perché il tremore è così forte da risultare doloroso. «È dovuto salire Daryl sul ring e togliermi altrimenti... lo avrei ammazzato.»
Mi ricordo il sangue che colava dal viso di quell'uomo e sporcava le mia mani. Mi ricordo la rabbia incontrollata che provavo, non aveva senso ed era immotivata, eppure mi gridava di spaccargli la faccia fino a...
Le urla intorno a me risuonano nella testa come se fossi ancora a quel giorno, tra quelle voci anche quella di mio fratello che per anni ha provato a farmi uscire da quel circolo vizioso. Ricordo che ci mise tutta la forza che aveva per togliermi da sopra il tipo, ricordo che mi prese per i capelli mentre altri lo portavano in salvo. E la litigata dopo che sono tornato lucido, una fra tante avvenute a causa del mio problema. Ricordo che quel giorno mi disse che avrebbe voluto picchiarmi. Non lo ha mai fatto e forse quella volta un pugno me lo meritavo.
«Il passato non cancella il presente.»
Alzo gli occhi su Chiara e la guardo confuso.
«Credo che la frase sia al contrario.» puntualizzo, ma lei scuote la testa.
«No, chi eri, cos'hai fatto, non ha importanza se ti ha portato qui.» si alza dalla sedia, fa il giro del tavolo fino ad arrivare da me e mi abbraccia da dietro.
«Blake, si può sbagliare, ma se uno sbaglia una volta non significa che debba essere marchiato a vita. Tu sei una bella persona e non me ne frega niente di quello che hai fatto prima. Mi dispiace sì, ma per te. Perché eri dentro quella merda di dipendenza, perché soffri a ricordarla e perché ti demonizzi da solo, ma... basta, è passato, Blake, basta.»
Mi prendo questa coccola perché ne ho bisogno. Le sue braccia sono un rifugio e le ciò che ha detto un camino caldo e confortante.
Sapevo che non mi avrebbe giudicato...
Eppure per un attimo ho avuto il timore che non mi comprendesse e invece non le importa. È come se lei mi vedesse così come sono ora e basta, e questo mi rasserena. Mi da un leggero bacio sulla testa, ma quando alzo gli occhi e incontro lo sguardo di Daryl, mi irrigidisco.
Non c'è niente di sbagliato in questo abbraccio, tuttavia mi sento difetto. Ci osserva silenzioso, come se fosse assente, ma vedo le mascelle tese che gli modificano i tratti del viso. Spigoloso e irritato, credo sia geloso, ma non ne ha alcun motivo.
Non mi piace questa situazione, né come guarda la mia amica che non sembra accorgersi di quanto Daryl stia andando a fuoco. Perciò decido di porre fine alla tensione e anche all'abbraccio di Chiara che sciolgo. Le prendo le mani e le accompagno i movimenti in modo che torni a sedersi davanti a me.
«Comunque ho deciso, ci vado io al tuo posto.» dichiaro ed entrambi mi guardano perplessi. Forse dopo quello che ho raccontato non sembra una buona idea, ma cerco di fare tesoro delle parole di Chiara, sono pulito da anni e, anche se quel ricordo è doloroso, io non sono più quel Blake. Non c'è nessuno che può impersonare Daryl a parte me e sarà anche piu facile vincere se a combattere sono io, ma evito di farlo notare a mio fratello. Mi schiarisco la gola: «Spacciandomi per te non ho alcun problema, ma tu... beh, non dovresti venire. Se qualcuno nella folla ti riconoscesse possiamo dire addio alla copertura e a me non mi faranno mettere piede sul ring.»
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Embrujo
Storie d'Amore[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
