CHIARA
Succede tutto in pochi secondi, Daryl preme la mano contro la mia testa che si infossa contro il suo petto e poi con un piede ribalta il tavolino contro l'uomo con il coltello. L'azione catapulta all'indietro la sedia e cadiamo a terra. Il sento solo il dolore alla schiena, Daryl si è premunito di proteggermi la testa e attutire la caduta come meglio poteva.
Mi spinge via per poi rotolare su se stesso e mettersi in piedi consapevole che un semplice tavolino non avrebbe fermato l'uomo. Questo infatti è di nuovo in piedi. Ordina agli altri due di occuparsi di Daryl. È in quel momento che realizzo di essere la sua mira. Perciò striscio sul pavimento e mi rimetto in piedi, ma cado subito dopo e un dolore lancinante si diffonde sulla guancia: mi ha raggiunta e colpita in pieno volto.
Lurido, figlio di puttana.
Sono terrorizzata, ma il dolore mi provoca solo rabbia e fa crescere l'adrenalina. Tuttavia, sono disarmata e non posso fare molto contro di lui che invece un'arma ce l'ha eccome. Si avvicina e so cosa vuole farmi.
Piuttosto mi ammazzo da sola...
Daryl, per fortuna, riesce, non so come, a liberarsi degli altri due per avventarsi contro il mio aggressore. Ma il pugno che gli arriva non è abbastanza, quell'ammasso di pitume non accenna a cadere a terra e fende l'aria con quel coltello.
«Avila, cosa vuoi fare? Sei disarmato.» Lo schernisce con un sorriso che mostra il marcio della sua bocca.
Daryl si fruga nelle tasche e prego che tiri fuori una qualsiasi arma e invece no, mi lancia qualcosa e mi grida contro:
«Scappa! Subito.»
L'uomo gli corre in contro, ma Daryl riesce a schivare le coltellate.
Osservo l'oggetto ai miei piedi ancora intontita dallo schiaffo e perciò confusa.
Quando vedo le chiavi della Lamborghini capisco... se è arrivato a dirmi di scappare è perché non riuscirà a gestire la situazione.
Non c'è altra soluzione.
Afferro le chiavi e ricordandomi della promessa che gli ho fatto, cioè di ubbidire, corro via dalla stanza e lo lascio solo ad affrontare tre uomini.
Nel corridoio, mi libero dei tacchi e corro giù per le scale, ripercorrendo la strada fatta con Daryl.
Cerco di pensare più velocemente del tempo, perché questo non c'è e la probabilità che quel bastardo lo ferisca o peggio, è altissima.
La polizia? No, ci arrestano tutti. Blake? Ci raggiungerebbe in tempo? No, non so nemmeno dove siamo, come potrei spiegarglielo?
Più ragiono più vado nel panico nel constatare che non ho un piano e che ogni speranza sembra persa, specie perché non ho intenzione di scappare e lasciarlo qui da solo e l'unica alternativa è trovare un'arma, o qualcosa con cui difendermi e tornare al piano di sopra.
Mi dispiace, Portorico, ma non ubbidirò nemmeno questa volta...
Arrivo alla macchina e mi si accende una lampadina in testa. Forse l'idea è una cazzata colossale, ma spesso queste scemenze si possono rivelare lampi di genio e spero proprio che questo sia il caso altrimenti siamo morti.
Entro in macchina, la accendo, ma non do gas. Accendo il bluetooth e lo collego a quello del telefono. Cerco su YouTube la riproduzione delle sirene della polizia americana e metto in pausa il video, per poi alzare il volume della radio al massimo.
Consapevole che le auto degli altri due sono da tutt'altra parte e che, in un'eventuale fuga, prenderebbero un'altra uscita.
Forse Daryl lo aveva messo in conto, ma per un'eventuale nostra fuga...
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Embrujo
Storie d'Amore[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
