Capitolo 43 Il mondo che crolla

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~Far rumore restando in silenzio è un'arte

DARYL

Fumo.

Nella mente ho solo un denso fumo nero. Non ho più la cognizione del tempo che scorre. Non sono più sobrio da giorni, da quando lei se ne è andata.

L'ho cacciata io...

Mi do la colpa, poi ragione, poi di nuovo i sensi di colpa affiorano. Sono stremato.

Questa mattina, poco prima di ricominciare l'autodistruzione, sono riuscito a leggere un messaggio da parte di Blake. Arena ci ha concesso più tempo.

Quindi non morirò oggi.

Questo dovrebbe rendermi felice, invece questa notizia non ha fatto altro che farmi cadere ancora di più nel baratro.

A che prezzo le ha concesso più tempo?

Non posso fare a meno di pensarci. Lei è libera e al contempo è riuscita a convincere il mafioso a posticipare la data della mia condanna.

Se anche lo avesse fatto per me o per Blake, non posso perdonarle di avermi tradito.

Ripenso a quel bacio che ho visto tra di loro e le immagini confuse diventano vivide. Le mani di Giacomo sul corpo della bruja, i vestiti che cadono a terra e le labbra di quello schifoso che assaggiano tutto quello che era mio.

Ma lo è mai stato davvero?

Sono io il primo con cui è andata a letto?

Il dubbio mi uccide e vuoto un altro bicchiere. L'incoscienza mi aiuta a non pensare, perché se sono vigile tutto quello a cui riesco a pensare è di essere un imbecille che soffre per qualcuno che lo ha manipolato, usato e tradito.

Eppure mi manca.

Odio l'ordine in camera mia, nell'armadio, all'ingresso dove non ci sono più la sua borsa a terra e le scarpe fuori posto.

Solo il salotto è in condizioni pessime e per colpa mia. È un cimitero di bicchieri e bottiglie vuote, ma questo disordine mi da pace.

Come se lo avesse provocato lei, come se fosse ancora qui...

Mi alzo per prendere l'ennesima bottiglia dalla postazione bar. Non ho mai bevuto così tanto in vita mia. È riuscita a strapparmi ogni millimetro di integrità e buon senso. Nelle varie sbronze prese negli anni, sono sempre rimasto lucido o comunque avevo una ripresa ottima il giorno seguente. Non mi sono mai lasciato trasportare dai fumi dell'alcol, perché i miei obbiettivi sono sempre stati più importanti del divertimento sfrenato. Ma ora ho sensazione di non avere uno scopo. Nemmeno la perdita della vita stessa ha importanza. Un ameba ha più volontà di me.

Svito il tappo della bottiglia e sussulto nel vedere quale ho scelto: Fireball Cinnamon.

La sua qualità di whisky preferita.

Ne butto giù una quantità smodata e l'alcol unito alla cannella, bruciano e anestetizzano la gola, ma non le ferite interne all'anima.

Anima, che per anni ho creduto di non possedere e che ora sanguina al solo pensiero di quelle sei lettere unite insieme: Chiara.

Passerà così la serata in cui avrei dovuto morire, con me che cerco di autodistruggermi.

Tuttavia non è abbastanza. Il silenzio che provoca in casa la sua assenza è una spina nei timpani.

Ho bisogno di confusione perché nel silenzio la sua voce riecheggia nella memoria e ho bisogno di qualcosa che la sovrasti.

Nemmeno quando non sei realmente qui stai zitta, bruja.

EmbrujoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora