Capitolo 34 Una famiglia... forse

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BLAKE

Spero solo di aver fatto la cosa giusta.

Me lo ripeto, forse per convincermi che sia davvero così.

Lasciare Chiara nella tana del lupo senza provare a convincerla a cambiare idea... mi chiedo spesso se io abbia sbagliato.

Ma non c'è modo migliore per scoprirlo se non verificare con i miei occhi e magari riuscire a parlare con entrambi.

Suono il campanello della villa e attendo.

Ad aprirmi è Daryl, ma dietro di lui, dentro una tuta troppo lunga da renderla simile a Cucciolo di Biancaneve, c'è Chiara. Non riesco a trattenere una risata, mentre mi varco la soglia, ignorando mio fratello e il suo sguardo torvo.

«Sei bellissima, Little I, giuro!»

«Evitiamo battute, Blake, hai portato i miei vestiti?»

«Sì, sì, sì, tranquilla è tutto qua dentro.» batto la mano contro il borsone.

«Perfetto, almeno posso andare a lavoro domani.»

«Non se ne parla.» la interrompe Daryl.

Ahia...

«Prego? E perché no?»

«Forse perché sei in pericolo? Non lo so, bruja, vuoi girare per la città con un cartello in fronte "guardatemi sono qui"?»

«Non ci resto segregata in casa, punto.» ribatte lei stizzita.

Vorrei non trovarmi in mezzo a questo botta e risposta perché hanno ragione entrambi. Lei non può vivere in gabbia e con l'ansia, ma dall'altra parte restare a casa di Daryl è posto più sicuro e meno si fa vedere in giro, meglio è.

«Beh, ragazzi, che ne dite se ne discutiamo con calma davanti a una pizza?» cerco di stemperare, ma se Chiara accondiscende a mettersi quanto meno in discussione, mio fratello non è dello stesso avviso.

«Non c'è niente di cui discutere, non di questo, abbiamo altre cose di cui parlare, più urgenti, quindi vada per la pizza, ma... » si avvicina a lei, «Tu a lavorare non ci vai, e punto lo dico io.»

Oh, signore...

Così non va. Questi due scateneranno la terza guerra mondiale ogni volta che avranno idee differenti.

«Va bene.» Dichiara lei e io sono sorpreso.

«Blake, mi aiuti a portare su il borsone così mi cambio?» annuisco e ci avviamo verso l'androne. Tuttavia, saliti due scalini, mi volto a causa di una sensazione sulla pelle, e non mi sbaglio: Daryl ci fissa con uno sguardo che la dice lunga.

Camomilla in endovena, fratello, in endovena e a dosi da cavallo.

Arrivati sul pianerottolo la vedo svoltare in direzione della camera di Daryl.

«Dormi lì?» Chiedo incredulo.

«Uhm... sì, beh...»

«Oh, cazzo!»

Questa non me l'aspettavo proprio,  ma non fa altro che avvalorare la mia teoria: si è innamorato.

Ma cotto a puntino direi...

«Che c'è?»

«Niente, Little I, solo... è una cosa bella.»

«Così pare.» Risponde annoiata e fredda. Penso sia ancora infastidita dal comportamento di Daryl, ma non so, qualcosa mi dice che c'è altro.

«Vuoi parlare?»

«Non ho niente da dire, insomma... sono confusa.»

Faccio fatica con lei ed è sempre così. Tirarle fuori qualcosa dalla bocca è impossibile se decide che non vuole parlare e si isola quando qualcosa la fa stare male, ma sbaglia.

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