~Credo fermamente nelle seconde possibilità. L'essere umano sbaglia, ma è in grado di riconoscere i suoi errori, se lo fa, è meritevole di una seconda chance.~
Hell
BLAKE
Daryl...
Sono ancora scioccato dagli eventi dell'ultimo week end. Avevo immaginato più volte un incontro con mio fratello, ma non avevo considerato di riprendere i rapporti in queste circostanze.
Per mesi ho tentato di mandargli un messaggio: cliccavo sulla sua chat, scrivevo e cancellavo. Non trovavo le parole, non sapevo cosa dire.
Eppure quella sera di parole ne sono volate... pure troppe.
Non siamo più quei due bambini che scorrazavano per le vie di Mott Haven e che commettevano i primi furtarelli solo per avere qualcosa in più da mangiare o qualche vestito nuovo da indossare. A nulla sono serviti i rimproveri di nostra nonna, nonostante ce la mise tutta per crescerci al meglio, fu inevitabile venir reclutati dalla pandilla più famosa in america: i Latin Kings. La promessa era quella di più inclusione nella società americana, ma le nostre piccole abilità, ci hanno presto portato a una fama diversa rispetto a quella dei poveri Portoricani in cerca di stabilità. Eravamo scaltri, veloci e insieme eravamo micidiali nelle lotte corpo a corpo. Ed così che è iniziata la nostra vita nella gang. All'epoca eravamo così uniti, diffidenti nei contronti di tutti, un piccolo gruppo chiuso all'interno della stessa pandilla. Il capo lo sapevano ed era questo a renderci speciali. Eravamo la forza dell'altro e un litigio tra noi veniva sanato subito, dovevamo rimanere uniti a tutti i costi. Diventati adulti però le cose sono cambiate e sono precipitate.
Se solo non si fosse ossessionato con la scalata verso il successo e il potere...
Ma non posso dire che sia tutta colpa di Daryl, ho anche io le mie colpe a causa delle mie debolezze...
«Ma ci sei?»
Sposto lo sguardo verso la bionda che mi sventola una mano sotto naso. Ava mi fissa con un'espressione infastidita. Non so da quanto stesse richiamando la mia attenzione.
«Uhm, cosa?»
Sbuffa e poi rotea gli occhi.
«Ti ho chiesto cosa è successo la sera del tuo compleanno.»
Sbarro gli occhi e mi pongo sulla difensiva.
«Nulla! Perché lo chiedi?»
Fa un passo di lato e, con un cenno del mento, indica il balcone dell'area relax. Mi volto anche io per istinto.
«Perché tu e Chiara non fate altro evitarvi.» Mi si avvicina e preme l'indice contro il mio petto «Non avete preso neanche un caffè insieme, non le fai compagnia quando va a fumare e lei è alla decima sigaretta in un'ora! Che cosa è successo tra di voi?»
Non mi ero reso conto di quanto tutto questo fosse palese, anche se avrei dovuto prevederlo. Io e lei scherziamo, ci lanciamo sguardi complici e abbiamo le nostre abitudini. In ufficio ci hanno soprannominati "Gli inseparabili" - come quegli odiosi pappagallini chiassosi - e a giusta ragione, ci comportiamo come una pseudo-coppia, anche se non lo siamo.
Mi sposto di qualche passo verso la porta finestra e la osservo: triste e agitata ed è colpa mia... in parte.
Sospiro, ho ancora quel mastino di Ava con il fiato sul collo e so che non se ne andrà senza una vera risposta. Le dirò una mezza verità.
Non ci deve entrare in questa storia e, se non sa niente, forse - perché non sono certo della mia stessa affermazione - non verrà mai coinvolta e Arena non potrà usarla come danno collaterale.
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Embrujo
Storie d'Amore[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
