CHIARA
Apnea.
Un secondo che dura un'eternità durante il quale ondate di terrore mi gettano nel profondo di un mare di sconforto.
Non può essere... non deve...
«Daryl!» Provo a urlare, ma esce solo un suono storpiato dalla disperazione che cerco di mascherare.
Corro da lui e lo volto verso di me.
«Ah, piano, bruja, piano.» si lamenta, è vivo.
Tiro un sospiro di sollievo.
Respirare e sentire la sua voce non è mai stato così soddisfacente.
«Mi hai fatto prendere un colpo, pensavo...»
«Bruja, ci vuole ben altro per ammazzarmi, te l'assicuro.»
Sembra convinto di ciò che dice, ma le condizioni in cui riversa, però, non sono affatto buone: ha il labbro spaccato e l'occhio destro livido e gonfio, ha un taglio poco profondo sullo zigomo dal quale fuoriesce un rivolo rosso vivo. Quello che, però, mi preoccupa è la ferita al braccio. La manica della camicia è impregnata di sangue.
Devo fermare l'emorragia.
Ancora carica di adrenalina e vogliosa di aiutarlo, cerco nella stanza qualcosa con cui tagliare la manica, ma non trovo nulla se non i cocci delle bottiglie di whisky. Ne prendo uno abbastanza appuntito e, stando attenta a non tagliarmi io stessa, squarcio la stoffa rivelando l'avambraccio. È insanguinato e non riesco a capire bene quanto sia profondo il taglio.
«Controlla se c'è un bicchiere pieno.»
«Ti sembra il momento di bere?» Gli chiedo sconcertata dalle sue priorità. Lui mi riserva un sorriso divertito, come fa a ridere in una situazione simile...
«No, serve per disinfettarla.»
Ahh... giusto.
Controllo, ma non è rimasto niente, bicchieri e bottiglie sono tutte distrutte.
Maledizione, va pulita, non può restare così.
«Daryl, qui non c'è niente»
«La giacca, nella mia giacca... c'è... una fiaschetta... prendi quella.»
La trovo vicino a quel che resta della sedia in cui era seduto. Frugo nelle tasche e la trovo in una di quelle interne, la scuoto ed è per fortuna sembra essere abbastanza piena. Torno da lui, lo aiuto a posizionarsi seduto, ma sono titubante nel versare il liquido. So quanto potrebbe bruciare e non voglio fargli male.
«Dalla a me.» Mi dice vedendomi in difficoltà.
Scuoto la testa, voglio farlo io, ma prima recupero anche il fazzoletto che di solito porta nel taschino esterno della giacca. Questa volta mi mostro più coraggiosa.
«Brucerà...» lo avviso e la mia espressione assume note di scuse.
«Non preoccuparti.»
Verso il liquido sulla ferita e lui serra gli occhi e stringe i denti, ma senza emettere un suono.
Puoi anche mostrarti debole una volta...
Con il fazzoletto pulisco la zona dal sangue che però continua a uscire. La ferita non è profonda, il bastardo non è riuscito ad affondare il coltello, ma il taglio che gli ha procurato si estende per lungo sull'avambraccio. Anche senza grandi competenze mediche, è chiaro che abbia bisogno di punti di sutura.
Per il momento, però, provo a fasciargliela come posso, in modo da fermare l'emorragia.
La fasciatura spartana che riesco a fare non durerà a lungo.
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Embrujo
Storie d'Amore[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
