CHIARA
Hanno deciso di giocare nella modalità torneo e non tavolo cash, vale a dire che la partita finirà solo quando ci sarà un unico vincitore che accumula tutte le fiches degli avversari. Nessuno può alzarsi dal tavolo, nessuno può abbandonare la partita, si gioca il tutto per tutto.
Perfetto, così rischio di rimanere in piedi per tre ore. Che bella serata!
È Daryl a dare la carte nella prima mano. Dalla mia posizione riesco a vedere quello che ha: un bel niente.
C'è ancora tempo, la partita è appena iniziata, ma non posso fare a meno di sentirmi agitata. Mordo le labbra nervosa. Nella testa mille pensieri catastrofici che però vengono spenti dal ricordo di una canzone: Poker Face di Lady Gaga.
Già, proprio quella. Risuona nella mente e mi ricorda che, se io ho la faccia preoccupata, gli avversari potrebbero capire che Daryl non ha una buona mano.
Ma come cazzo è una faccia da poker? Inespressiva? E chi ce la fa.
Faccio violenza sui muscoli facciali per assumere un'espressione il più apatica possibile. Mi dico di pensare a qualcosa che mi annoia o di cui non me ne frega niente, così da non pensare al gioco. Per aiutarmi distolgo lo sguardo, fingendo totale disinteresse.
Mi concentro sulla stanza che è così spoglia da non suscitare davvero l'interesse. Però sarei curiosa di sapere che cos'era questo posto prima di cadere a pezzi. Non sembra una casa o un appartamento, piuttosto un vecchio deposito o qualcosa del genere. Non ci sono indizi che indichino la sua precedente natura. La stanza sembra adibita per essere utilizzata occasionalmente solo per queste bische clandestine.
«Massaggiami le spalle.»
La richiesta, o meglio l'ordine di Daryl, mi distoglie dai pensieri.
Ha lo sguardo concentrato sulla partita, ma poiché ho esitato si volta di scatto nella mia direzione.
«Beh? Procedi!»
Il tono perentorio non coincide con l'occhiolino che lancia furtivo.
Cerco di trattenere la stizza, odio che mi si diano ordini, ma sono i nostri ruoli, perciò, da brava bambolina muta e ubbidiente, eseguo.
Avila, me la paghi, mamma mia quanto paghi...
Daryl non può saperlo, ma sono piuttosto brava a fare i massaggi, perciò ci metto davvero impegno quando sento che ogni singolo muscolo è teso.
Non è solo per la partita, immagino abbia accumulato parecchio stress, e come Atlante che sorregge il mondo, Daryl si è fatto carico delle nostre vite, sorregge il peso – seppur con colpa – del debito per tutti.
Anche per questa stronza libera...
Ho difficoltà a ingoiare la saliva. Più ci penso più mi sento male. Di sicuro è un'ottima distrazione dalla partita. Infatti, passo la successiva mezz'ora a elaborare un discorso convincente – e possibilmente privo di rischi – si spera, da fare a Giacomo.
Tuttavia, ogni orazione che immagino finisce sempre nel solito modo: mi ammazza sul posto, si dimentica di avermi liberata e mi spara in fronte, non prima di avermi insultata.
La partita continua e per il momento Daryl non ha ancora visto niente di concreto e decisivo. Le fiches posizionate al centro sono molte, ma poche appartengono al bel portoricano, che ne ha sempre meno da puntare.
Accidenti!
Eppure, a volte ha avuto delle buone carte, tuttavia ha sempre passato la mano. Confido e prego che faccia parte di una sua tattica personale, perché altrimenti siamo fottuti.
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Embrujo
Romance[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
