CHIARA
La giornata è passata in fretta. L'idea di tornare a casa, e scoprire le sorprese di Daryl, mi ha tenuta elettrizzata tutto il giorno, tanto che il tempo è passato in un soffio di vento.
Quando il taxi arriva davanti al cancello della villa, pago in tutta fretta e mi precipito nel vialetto. Lo percorro quasi correndo, desiderosa di entrare in casa.
Per la fretta e l'adrenalina, fatico a trovare il duplicato delle chiavi che Daryl mi ha rilasciato. Sono tentata di rovesciare a terra l'intero contenuto della borsa, ma per fortuna le trovo naviganti sul fondo della stessa.
Apro piano la porta e trovo la casa immersa nel buio. Faccio qualche passo all'interno e noto dapprima la luce provenire dalla cucina, ma l'istinto mi porta a voltarmi nella direzione opposta: quella del salotto.
Una luce fioca, invitante, mi stuzzica la curiosità. Ciò che vedono i miei occhi ha dell'incredibile: il salotto è allestito per una cena a lume di candela. Il tavolino da fumo è stato sostituito da una vera e propria tavola imbandita. La tovaglia rossa ricamata e il candelabro dorato, creano un'atmosfera romantica, accentuata da una musica jazz in sottofondo. Il divano è stato spostato, ma adornato con piccole luci a LED a forma di goccia, che illuminano la stanza. Le due sedie poste una di fronte all'altra ai lati del tavolo, hanno cuscini imbottiti e morbidi, che richiamano il colore della tovaglia.
Due mani grandi mi afferrano da dietro per la vita. Sussulto per la sorpresa del gesto, ma so bene chi ho alle spalle. Mi stringe contro di se e mi da un bacio sulla tempia, poi delicato come una piuma, mi sussurra all'orecchio:
«Ben tornata a casa.»
Mi volto e d'istinto gli schiocco un bacio sulle labbra e gli porto le mani al collo.
«Deduco che, fin qui, ti sia piaciuta la sorpresa.»
Annuisco, ma ricordo bene che aveva parlato di più sorprese.
Scioglie l'abbraccio e si avvicina al tavolo e prende due flute, poi tira fuori dal secchiello con il ghiaccio una bottiglia già stappata di Kir Royale.
«Daryl...»
«Non brindo senza lo champagne e, prima che tu possa dire qualsiasi cosa, è delle bottiglie rimaste dall'ultima festa.»
Accondiscendo. Spero davvero che non abbia speso troppi soldi per queste sorprese, dato che continuano a servirci anche i centesimi per quanto ne so io.
La questione debito mi interessa, ma non voglio vanificare gli sforzi romantici di Daryl, perciò, per questa sera, farò finta che il resto del mondo e tutte le preoccupazioni non esistano.
Mi porge il bicchiere e lo riempie fino all'orlo.
«A cosa brindiamo?»
«Al tuo bel culetto!» Afferma serio e alza il bicchiere in alto come a voler davvero brindare a questo.
Sento le guance in fiamme per l'imbarazzo.
«Ma che dici! Maleducato!»
Lui scoppia a ridere e tenta di abbracciarmi senza successo, perché mi scosto.
«Dai, bruja, non offenderti, devo controbilanciare» si schiarisce la voce, poi con un filo di timidezza si gratta la nuca e aggiunge: «il romanticismo, beh... non l'ho mai sperimentato prima d'ora.»
Lo guardo scettica.
«Non hai mai preparato a una donna una cena al lume di candela solo per conquistarla? Andiamo, Portorico, non sono mica scema!»
«Tecnicamente ti ho già conquistata e avuta più e più volte, ho fatto anche un brindisi a riguardo, ma... » sto per ribattere, ma alza una mano per farmi tacere e mi batte sul tempo, «Non ho mai organizzato qualcosa del genere. Cene fuori, sì. Cambiare i connotati a casa mia, cucinare e... beh, vedrai, per una donna, no! Questo è solo per te e spero... beh, spero che apprezzi lo sforzo, cioè... v-voglio dire che è stato un piacere... farlo... p-per te.»
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Embrujo
Romansa[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
