"La normalità non fa per te.
Sei speciale e sei unica
proprio perché sei fuori
dagli schemi."
Hell
CHIARA
Sono le undici di sera e io e Blake siamo ancora dentro il nostro pub preferito. Inutile dire che siamo brilli. Stiamo aspettando l'ennesimo cocktail -o meglio lui lo sta aspettando, io mi sono già fermata da un po'- e nel frattempo cerco su internet qualche altro locale divertente in cui passare la serata. Blake ha intenzione di festeggiare tutta la notte, ma io non sono sicura di riuscire a stargli dietro.
«Allora Little I, che facciamo ora?»
Blake, in pratica, mi grida nell'orecchio. Tra la musica e i fumi dell'alcol facciamo fatica a capirci.
Giro lo schermo del telefono nella sua direzione e, appena vede il luogo che mi è venuto in mente, scoppia a ridere.
«Il Casinò? Ma non ci fanno entrare.» di nuovo urla vicino al mio orecchio. Beh, siamo vestiti abbastanza eleganti e se lui si toglie il giubotto di pelle non dovrebbero esserci problemi dato che sotto indossa la camicia.
«Sì che ci fanno entrare, devi solo fingere di essere sobrio.»
Più facile a dirsi che a farsi. Forse non siamo nelle condizioni migliori per andare in un posto di classe, ma in tutta onestà non me ne frega niente, non in questo momento almeno, nel quale in
preda a una leggera sbronza allegra.
Blake prende il bicchiere davanti a sé e butta giù quel che resta del suo drink in un sorso solo.
«Bene! Facciamolo!» Esclama entusiasta.
Usciamo dal pub e chiamiamo un taxi. Non siamo in grado di guidare nessuno dei due, anzi, è molto probabile che lui andrà a recuperare la sua auto domani mattina con calma.
Arrivato il taxi e dato l'indirizzo all'autista, ci accomodiamo sui sedili posteriori. Il Casinò non è lontano e nel giro di una decina di minuti giungiamo a destinazione.
Il taxi ci lascia all'interno dell'enorme parcheggio già colmo di auto per lo più costose. Paghiamo il tassista e poi ci avviciniamo all'entrata.
Alzo lo sguardo per osservare meglio l'imponente edificio. Sembra costruito da poco, o comunque appena ristrutturato, nonostante lo stile ricordi molto l'archittetura romana, dato l'architrave all'ingresso sormontato da colonne in stile ionico. La scritta illuminata "Casinò" è stata installata di fronte al timpano di modo che sia ben visibile anche a distanza.
L'intero edificio è illuminato da un'intensa luce rossastra che si riflette sul bianco della facciata, mescolando agli elementi antichi la funzione mondana di questo luogo.
Davanti all'entrata, due enormi bodyguard, vestiti totalmente di nero, controllano l'affluenza. Ci mettiamo in fila, non abbiamo molte persone davanti, perciò dopo poco ci troviamo di fronte a loro.
Blake nel complesso è ben piazzato, ma questi due sono giganteschi. Lo superano almeno di una spanna e le loro spalle molto più larghe di quelle del mio amico. Beh, almeno dal punto di vista di una ragazza alta un metro e cinquanta. Ci squadrano dalla testa ai piedi, forse per controllare i nostri indumenti. So che in questi posti hanno un dress code piuttosto selettivo, perciò convinco Blake a togliersi il giubotto di pelle e mettere in mostra la camicia nera.
Finito il superficiale "esamino", ci lasciano passare.
Attraversiamo un breve corridoio che porta alla sala principale, ma prima ci fermiamo al guardaroba per posare le giacche. In seguito ci dirigiamo alla cassa per cambiare i soldi in fiches e, una volta ottenute, con un bel sorriso stampato in faccia esclamo:
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Embrujo
Romansa[COMPLETA] [IN REVISIONE] Energica, piena di vita e a tratti un pò fuori dalle righe, Chiara è una ragazza che si è trasferita a New York da meno di un anno. Nella grande metropoli ha fatto la conoscenza di Blake e con lui ha stretto un forte legam...
