Capitolo 35 Conti da regolare (parte terza)

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CHIARA

Trovare Daryl in mezzo alla folla risulta difficile, persino Blake ha difficoltà a individuarlo.

Tuttavia, un'idea di dove possa essere ce l'ho, perciò tiro Blake per un braccio e lo costringo a seguirmi. Sono sicura che sia andato da Ray. Ci facciamo largo tra la folla, ma quando arriviamo nel punto in cui Ray e Isabela erano in disparte, non ci sono più e nemmeno Daryl sembra essere qui.

«Ero convinta che avrebbe affrontato Ray... » Incespico confusa.

«Se è vero ciò che dici, dobbiamo uscire. Daryl non... uhm, fa scenate in luoghi pubblici, ma...» Fa una breve pausa e abbozza un sorriso dalle connotazioni false, poi aggiunge:«di sicuro è nel retro, ehm, vado io, insomma, resta qui al caldo e... risolvo io.»

Non mi conosci proprio, amico mio...

Già, perché questo non fa altro che aumentare sia la preoccupazione che la curiosità e scatena nel mio cervello una sola risposta: c'è qualcosa che non dovrei vedere.

E qualsiasi cosa sia, credo invece di avere il diritto di vederla.

Senza neanche rispondere al mio amico, faccio dietro front e prendo la via delle scale. Lo sento dietro di me chiamarmi e intimarmi di tornare indietro, ma sa bene che fermarmi è impossibile. Se anche ci riuscisse tartasserei entrambi per farmi dire cosa è successo che io non ho visto, quindi tanto vale armarmi di coraggio e andare a vedere di persona.

Sperando che Daryl non si faccia ammazzare.

Tornata al piano di sopra imbocco l'uscita con Blake alle calcagna.

«Torna subito qui!»

Certo, aspettami lì nel frattempo.

Di nuovo non rispondo e inizio a correre per arrivare sul retro del locale prima che possa raggiungermi e portarmi via di peso, perché ne sarebbe capace.

La zona è buia e sento voci provenire da un vicolo e, se non fossi sicura che lì c'è Daryl e che Blake è dietro di me, non ci metterei piede. Tre cassonetti strabordanti di spazzatura mi oscurano la visuale, perciò con cautela procedo lenta fino a ritrovarmi davanti una scena raccapricciante.

Non è certo Daryl quello a essere in pericolo.

«Tu e i tuoi fottuti sotterfugi...»

Sento Daryl urlare e imprecare. Mi avvicino ancora e vedo Ray circondato da una ventina di uomini, ma non è il solo: anche il proprietario è nella solita situazione.

«Porca puttana, ma tu vuoi fare, almeno una volta, quello che ti si dice?»

Sussulto nel sentire il bisbiglio di Blake.

«No! Non quando so che mi nascondete le cose.»

«Ci sono cose che è meglio ignorare, quindi vieni via prima che Daryl si accorga che sei qui, si incazzi con te e con me.»

Qualcosa nel suo tono di voce mi fa scattare, lo guardo interdetta.

«Tu... tu hai paura di Daryl?»

È possibile. Non so nulla sulla loro relazione e per quanto sembrino entrambi tenere l'uno all'altro, è possibile che Daryl eserciti, o abbia esercitato, controllo e potere anche su Blake...

Lui scuote la testa.

«Non ho paura di mio fratello, Chiara, certo che no, ma le sue reazione a volte sono... eccessive e vorrei ce le risparmiassimo.»

Beh, se è solo quello allora pazienza. Se si incazza poi gli passa o se la fa passare.

«Senti, Blake, a me la verità piace più del sesso, del vino e del cibo, perciò ora io rimango qui e tu puoi decidere se rimanere qua con me e proteggermi oppure correre a fare il cagnolino ubbidiente da Daryl e riferirgli che mi sono impicciata.»

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