Capitolo 42 Zenzero e Limone (Parte seconda)

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CHIARA

«Posso chiederti quale sia questo fantomatico ingrediente?» azzardo la domanda.

«A te lo posso dire, sei parte di questa famiglia, a prescindere da quel cretino di mio fratello. Lo zenzero. Lo senti quel leggero pizzichio sulla lingua?»

Annuisco, felice che abbia condiviso con me una parte così importante della sua infanzia.

«Ecco, mia madre mi diceva che il limone e lo zenzero sono diversi, ma insieme creano un gusto fresco e frizzante, nulla di meglio per tirare su l'umore.»

In effetti, se chiudo gli occhi mentre assaporo il dolce ho l'immagine di un fuoco d'artificio, scoppiettante e meraviglioso.

Finita la torta, passo alla tisana, ma mentre la bevo ho gli occhi di Blake addosso che mi osserva con un sorrisetto sornione.

«Che c'è? Sono sporca?»

«No, stavo solo pensando a una cosina.»

Non lo sopporto quando gioca a fare il misterioso solo per farsi pregare.

«Sputa il rospo, subito.»

«Pensavo allo zenzero, così piccantino, caldo e frizzante e al limone acido, ma fresco. Il limone che attenua il piccante e lo zenzero che rende caldo il fresco. Non lo so, ma insieme mi ricordano una coppietta che conosco.»

Forse Blake ha ragione, siamo come zenzero e limone. Ma Daryl ha deciso che l'ingrediente segreto non lo vuole conoscere, che non deve far parte della sua vita e perciò ha condannato entrambi a restare soli, perché trovare qualcosa di simile a noi è difficile, e qualcosa di troppo diverso è stancante. Eravamo complementari, un incastro perfetto e un incontro del genere, dove anima e corpo si legano alla perfezione, succede una volta sola.

Hai fatto in modo che questa occasione ce la giocassimo male, Portorico.

«Nessuno di noi tornerà sui propri passi.» Commento a voce alta più che dare una risposta vera e propria a Blake.

«L'orgoglio vi ucciderà. Non ti chiedo di perdonarlo, ma... se qualcuno può risolvere la situazione quella sei tu. Sei tu che non hai paura dei tuoi sentimenti.»

«Blake, io sono terrorizzata. Provo qualcosa di estremo e non posso dirglielo perché mi ha tolto la voglia di farlo. Non se lo merita.»

«E hai ragione, ma...»

«Ti prego, basta così. Promettimi che se gli parlerai gli dirai solo che ha più tempo senza fare accenno alla nostra storia.»

«Ma...»

«Promettimelo!» Alzo la voce, ma strozzata da un singhiozzo incastrato nella gola, produce un suono stridulo e straziante.

Blake sospira e in fine cede.

«Va bene, te lo prometto però, per me, è una stronzata.»

Ho a cuore l'opinione di Blake, ma spiegargli come Daryl mi abbia fatta sentire è difficile. In fondo... se non lo vivi non lo puoi capire.

 se non lo vivi non lo puoi capire

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