La follia di Samael (parte II)

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"Cosa?" sbottò Morgana sbalordita "Integro? Intendi che ha riacquisito il suo potere? Completamente?"

Un boato fece tremare l'intero Castello e Morgana si aggrappò al tavolo nel tentativo di non

cadere. Sentì letteralmente Nera tremare.

"Credo tu abbia appena avuto la tua risposta" mormorò atterrito Cohan.

Samael passeggiava avanti indietro davanti al lago bianco, aspettando che il fratello si presentasse. Sapeva che lo aveva sentito. Sapeva che Jareth aveva percepito la sua ritrovata integrità, confermato dalle sue estremità, ormai completamente nere e ricoperte di squame lucenti. Gli occhi erano ormai completamente neri, senza pupilla. Gli occhi del serpente.

Si sentiva potente, Samael, si sentiva reale. Per la prima volta dopo tanto tempo, era di nuovo sé stesso. Intero, potente, vivo. Quella stupida entità gli aveva dato la possibilità di nutrirsi dei suoi desideri, della sua fame e aveva potuto in qualche modo ricostituire quel petalo che il fratello gli aveva portato via.

Certo, mancava ancora quello che lui stesso aveva reso a Morgana quando si era svegliata dal sonno, ma avrebbe potuto richiamarlo in qualsiasi momento. E poi, la sua dolce Morgana non lo avrebbe mai potuto fermare, nemmeno se avesse voluto e, onestamente, lui non le avrebbe mai torto un capello.

Ma voleva vedere il fratello, voleva che lui vedesse che era nuovamente lui, integro, bellissimo e perfetto. Il cielo si oscurò improvvisamente e un forte vento gelido sferzò la sua pelle. Morgana era preoccupata e spaventata e Nera rispondeva al suo stato d'animo. Bene, voleva dire solo una cosa.

Come a confermare le sue supposizioni, un fulmine nero si schiantò accanto a lui, rivelando Jareth, il viso contratto dall'ira e lo sguardo di fuoco a cui pochi potevano dire di essere sopravvissuti.

"Fratello!" esclamò come sempre Samael "che bello vederti!"

Jareth inspirò a fondo, conscio di dover mantenere ancora il controllo. Si trovava su Nera e non sapeva che intenzioni avesse Samael, ma era più che certo che non voleva nuocere a Morgana e questo era un punto a suo favore. Decisamente.

"Samael" disse solamente, sentendo il potere fluire nuovamente libero nel fratello.

"Non mi dici niente? Cosa te ne pare?" si indicò vanitoso, fissandolo con il suo sempiterno sorriso fanciullesco. Jareth serrò la mascella, nel tentativo di non ricambiare quel sorriso a lui tanto caro.

"Sei impazzito? Come hai fatto..." poi capì "l'Entità..."

Samael si picchiettò la tempia annuendo.

"Aspetta... l'Entità è ancora libera e viva, non era nel Giardino."

Samael sorrise. "No, non lei" scrollò le spalle "ma una parte di lei sufficiente e farmi ritrovare me stesso."

Jareth imprecò mentalmente. Quello non ci voleva. Il Padre aveva detto loro di non intervenire, ma come sarebbe stato possibile? Solo lui poteva fermare Samael, solo il suo sangue era in grado di placarlo. Come pensava di fare, dannazione?

"Samael, fratello" disse calmo "cosa stai facendo?"

Samael si fece serio e il suo viso divenne quello del serpente. "Mi riprendo ciò che è mio. Il mio posto nel Suo disegno. Non può esistere il Suo disegno senza di me e tu lo sai. Quanto ancora dovremo rimandare? Quando si stancherà di punirmi e riprenderemo a lavorare?" sbottò infine "Ho capito! Ho sbagliato! Ma adesso basta, basta con questa inedia! Il disegno è fermo, i piani vanno a rotoli, tu ti diverti a distruggere e ricreare e distruggere ancora... per cosa? Per cosa?"

NERADove le storie prendono vita. Scoprilo ora