L'inganno di Samael

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Una volta tornati a casa del Vecchio, Morgana decise di lasciare che fossero Jareth e Gabriel ad aggiornare Cohan, Rames e il Vecchio, di cui aveva percepito la presenza appena entrati nel suo regno. Il Vecchio aveva lasciato la sua stanza, quella di Nero e quella di Elettra, come quando se ne erano andati.

Anche se erano passati secoli, per Morgana, quel piano dall'aspetto alieno e apparentemente inospitale, era la cosa più vicina a una casa che avesse mai avuto.

Quando Samael aveva distrutto il pianeta Berserk, il Vecchio aveva salvato lei e i suoi fratelli sotto richiesta del Padre. Li aveva portati lì, su un piano che, per volere del padre, era accessibile solo a chi indicato dal Vecchio. Al tempo, Morgana non avrebbe mai immaginato che il Demone Sovrano fosse uno di quelli. D'altra parte, il Vecchio era da sempre, se aveva capito bene, era nato quasi contemporaneamente a Jareth e Samael. Qayin e Abel erano nati dalla carne, Jareth e Samael erano parte della sua Luce. Ma erano tutti Suoi figli. I Suoi primi figli.

Nonostante il padre non parlasse più al Vecchio, non mancava di fargli sapere che lo aveva perdonato. Il Giardino trasmetteva le parole del Padre al Vecchio.

Inizialmente, Morgana non aveva capito, ma una volta che erano soli, il Giardino le aveva spiegato che non era il Padre che non parlava al Vecchio. Il silenzio del Padre, era la punizione che il Vecchio sentiva di meritare, per questo non era capace di sentirlo.

Il padre lo aveva perdonato, ma il Vecchio sarebbe mai riuscito a perdonare sé stesso? Morgana capiva i sentimenti del Vecchio e aveva detto al Giardino di essere fiduciosa che un giorno, non troppo lontano, il Vecchio avrebbe risposto direttamente al Padre, senza che lui dovesse intervenire.

Aprì la porta della camera e sorrise. Jareth era seduto comodamente sul letto, la schiena poggiata al muro e le gambe distese lungo il materasso.

"Lo occupi quasi per intero, demone!", borbottò fingendosi seccata.

"Dormirai su di me, piccola Morg. Come sempre, d'altra parte", sorrise sornione, facendola sbuffare.

Si arrampicò sul letto, andando, in effetti, ad accoccolarsi al demone. Posò la testa nell'incavo nel suo collo e la mano sul suo petto, all'altezza del cuore. Inspirò il suo profumo, poi sospirò felice.

"Non dovevi ragguagliare gli altri?"

Lui sorrise divertito. "Gabriel è un ottimo ragguagliatore. Inoltre, devi riposare e sai bene che, senza di me, non riesci a farlo."

Lei si allontanò di poco, per guardarlo sdegnata. "Io dormo benissimo senza di te! Ho dormito per secoli senza di te, caro il mio Demone Sovrano!", sbottò. "Sei tu che vuoi dormire con me, la scusa del guardiano del mio sonno se ne è andata da un po', caro", terminò sorridendo maliziosa. "Oltretutto, con te dormo molto poco. Quindi, forse, vuoi correggere la tua precedente affermazione?"

Lui sorrise e scosse la testa, riportandola a sé e abbracciandola stretta.

"Riposa, piccola Morg, ci sono io", sussurrò dolcemente, anche se poteva sentire l'ombra di un sorriso nella sua voce.

"È quello che ho intenzione di fare, demone."

Detto questo, si accoccolò meglio al suo fianco e ben presto, complice il dispendio energetico per ripulire i piani dai semi di Samael, si addormentò profondamente.

§

Gabriel aveva appena finito di spiegare al Vecchio e a Cohan ciò che aveva detto il padre e come avevano pensato di agire rispetto ai piani, quando Rames, sorprendendoli tutti, intervenne.

"Scusate, avete detto che pulire tutti quei piani stanca la signora, ma anche che qui il tempo non scorre", aspettò che gli altri annuissero. "Se è così, non importa che la signora ripulisca i piani uno dietro l'altro, esaurendosi come una fiammella e cadendo in questo sonno che avete detto, qualunque cosa sia" si accigliò incerto. "Cioè, qui il tempo non passa, quindi se ogni volta che ripulisce un piano, venisse qui a riposare..."

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⏰ Ultimo aggiornamento: Nov 12, 2025 ⏰

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