Nocturne

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Viaggiare fin da quando ero bambino aveva un effetto curativo sul mio stato d'animo.
Non importava davvero la meta,
Mi bastava il viaggio.

Anche un semplice spostamento in macchina,
lungo qualche ora,
mi permetteva di riposare la mente e farmi tornare a sognare.

Ricordo ogni viaggio fatto in famiglia, con gli amici o da solo.
Ogni singolo spostamento anche lavorativo,
E di quelli ne avevo fatti davvero a bizzeffe.

Per molti piloti il doversi spostare in continuazione era la cosa più rognosa di tutto il lavoro,
così la pensavano anche meccanici o tecnici.
Eppure per me quella era la parte più divertente.

Svegliarmi ogni weekend in un posto diverso del mondo,
maledicendo il jetlag o la repentina variazione di temperature e metei,
non mi davano affatto malumore.

Più che su quegli aspetti,
ponevo la mia attenzione verso tutto ciò che potevo guadagnarci.
Potevo visitare realtà diversissime in poco tempo.
Dalle alte torri d'oro arabiche,
I campi di papaveri colorati,
Le luci delle megalopoli,
Il mare con il suo odore di salsedine fino alla pioggia portata dal gelido freddo del nord.

La varietà di cibo da poter provare ogni volta diverso e mai due volte lo stesso.
Dolci tipici,
primi piatti e chi più ne ha più ne metta.
I visi delle persone che cambiavano tratti somatici e modi di vestire o di fare.

Quel turbine di novità e cambiamento portava una ventata di serenità al mio animo.
Ogni volta che mettevo piede su un suolo diverso sembrava che i miei problemi si annullassero del tutto.

Febbraio stava volgendo al termine e anche l'inizio dei test prestagionali si avvicinava.
Ma cos'era ancor più imminente era la presentazione della nuova macchina.

Quella stessa mattina avevo preso un volo direzione Bologna per arrivare nella sfavillante Modena,
casa storica del cavallino rampante.
Quello stesso giorno avrei avuto degli incontri privati con fred per poi vederci il giorno seguente alla presentazione anche con carlos.

Dopo la festa avevo totalmente evitato lo spagnolo, i media, Pierre, lewis e anche max.
Dopo quel crollo non avevo voglia di vedere nessuno.
Non volevo mi guardassero con pietà o apprensione.
No.
Dovevo far prima vedere che stavo bene.
A regola d'arte.

La soluzione che avevo trovato ?
Spegnere il telefono fino al mio arrivo in Italia,
tanto c'era Andrea in caso si emergenza.
Proprio il più grande mi richiamava costantemente all'attenzione.
" charles siamo arrivati forza andiamo "

Fuori dall'aereo l'aria italiana mi stava riempendo i polmoni.
Quel freddo pungente portava con sé l'odore tipico del bel paese.
Il sole rendeva la giornata molto più bella,
riscaldando i visi delle persone che camminavano tra le affollate strade.

Andrea senza dire nulla trascinava sia la mia valigia che la sua con un meraviglioso sorriso dipinto sul viso.
Quell'uomo meritava la santificazione.
Fred ci aveva mandato una macchina a recuperarci nell'affollato aeroporto di Bologna.
Ci separavano solo 30 minuti da maranello e non vedevo l'ora di iniziare quella stupida riunione per poi poter andarmene prima in hotel e poi a gironzolare per le strade di Modena.

Non sapevo davvero cosa potesse volere il team principal da me di tanto urgente da volermi vedere prima di chiunque ed era la mia principale domanda quando finalmete,
davanti ai miei occhi,
il suo viso tondo e felice si era palesato.

" charles eccoti finalmente "
Mi acconodai nella morbida poltrona rosso fuoco difronte a fred che invece mi passava una tazza di caffè.
" come stai charles ?"
" tutto ok fred.
come mai mi hai voluto prima ?"

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