I would die for you

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Unmei no akai ito è una leggenda nata nella terra del sole nascente.
Una di quelle leggende tramandate da generazione in generazione.

La leggenda narra che ogni persona abbia legato al suo polso destro un filo invisibile.
Un filo che dovrebbe essere di colore rosso, lo stesso rosso del nostro sangue.

Questo sottile filo colorato era in realtà indistruttibile, non dovevamo farci ingannare dal suo spessore.
Il filo poteva essere lungo tanto da collegare i due capi opposti del mondo, poteva aggrovigliarsi, stringersi, accorciarsi a seconda di cosa capitava nella vita di chi era ai due capi.

Ma la certezza era una sola, non si sarebbe mai rotto.
Neanche alla morte dell'altra persona, esso restava intatto, guidando così le anime nelle future vite a reincontrarsi volta dopo volta.

Non importava il volto, i tratti somatici, il sesso, il colore dei capelli o chissà che altro.
Le due anime si sarebbero riconosciute perché metà dello stesso filo.
Si sarebbero amate e strette durante ogni singola vita perché ci sarebbe sempre stata una delle due metà che aveva il compito di correre dall'altra anima.

Due metà opposte, due cuori uno sano e l'altro scheggiato che si sarebbero trovati per la vita.
perché da soli sarebbero state solo due metà confuse di un intero lontano.

Mi ero sempre chiesto e se quella leggenda fosse realtà?
Se davvero un filo così robusto legava i polsi di due persone e le loro anime per l'eternità?

Quando incontri la tua metà era come conoscerla da secoli.
Sembrava tutto così naturale e spontaneo, non c'erano bisogno di parole ma solo di sguardi.
Riuscivi ad entrare in un nulla nel suo cuore, sapevi di amarlo anche se fosse sbagliato.

Potevi scappare, fuggire, ignorare quel filo rosso e quella sensazione di perfezione quando i vostri cuori si scontravano.
Potevi pensare che fosse sbagliato per milioni e milioni di motivi.
Ma in un modo o nell'altro i due capi si sarebbero ricongiunti.

Una metà non può restare da sola per l'eternità.

Non funziona così il destino.
Va oltre le convenzioni sociali, oltre le paure, oltre qualsiasi cosa.
E se due anime sono destinate era impossibile sfuggire a ciò.

Quello che era scritto nelle stelle valeva più di mille leggi, più di mille preoccupazioni.
E se metti da parte la paura e le critiche altrui e corri verso quell'anima così giusta per te,
Allora solo allora,
saprai cosa significa conoscere il paradiso e poter toccare le stelle.

Solo allora saprai cosa davvero è l'amore non prima.

E potevo esserne certo che l'amore io lo avevo incontrato e stretto a me.
Avevo provato a ignorarlo, avevo provato a rifiutare la realtà sapendo che forse era meglio così.
Era meglio che lui vivesse la sua vita.
Ma la verità era che erano solo stupide idee di un ragazzo che aveva paura di ferire il cuore di chi più amava.

Quando Aprii gli occhi dopo un movimento weekend italiano il sole entrava timidamente dalle tende leggere, le stesse tende che avevamo dimenticato di tirare la notte precedente.

Dalle lunghe vetrate potevo notare solo qualche fioco raggio oltrepassare le nuvole scure, a differenza della bella Italia a monaco il sole non splendeva.
Il cielo era uggioso, mai come quello di Londra ma sembrava che forse l'autunno stava per prendere piede.

La testolina riccia del più piccolo era ancora schiacciata sul mio petto, il respiro regolare si scontrava contro il tatuaggio color inchiostro e i miei occhi si persero a guardare tanta bellezza.

Le mani scivolavano da sole lunghe la schiena pallida e liscia del monegasco, le lenzuola coprivano i nostri corpi solo da metà Busto in poi e le gambe erano aggrovigliate senza un senso tra di loro e tra il tessuto.

In-YunDove le storie prendono vita. Scoprilo ora