Blessed and Cursed

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Cosa succede se si è consapevoli di aver perso la cosa più importante della tua vita ?
Cosa accade quando tutto inizia a sgretolarsi nelle tue mani e per colpa solamente tua.

Per anni mi ero solo limitato alla pista, alla mia carriera e al mondo che mio padre mi aveva legato e inciso addosso.
Ma lui mi aveva fatto vedere il resto del mondo.
Avevo potuto assaggiare cosa fosse l'amore, l'amicizia, la felicità.
Ma tutto era stato annullato.

Odiavo come le cose erano finite tra noi, odiavo ogni cosa di ciò che era successo.
Ma sapevo, sapevo che fosse necessario e giusto.

Eppure non importa quanto credevo nelle mie parole e nei miei pensieri il cuore faceva male.
Odiavo svegliarmi senza i suoi riccioli scuri contro il viso.
Odiavo non sentire il pianoforte suonare a tutte le ore e soprattutto Odiavo vederlo felice lontano da me.

Odiavo tutto.

Da quando lui era scomparso come cenere al vento tutto era andato a puttane.
Doveva andare meglio con la squadra avevo detto ed invece tutto era solo peggiorato.

Stavo perdendo ogni cosa.
L'amore, le gare, qualsiasi cosa stava sfumando lontano dalle mie dita chiare.
L'unica cosa che mi rimaneva era solo lei e la piccola luce che viaggiava con essa.
Una piccola grande consolazione nel nulla.

Guardare le foto di lui e lewis spersi chissà dove in africa mi faceva solo ribollire il sangue.
Potevo vedere che nei loro occhi c'era qualcosa di diverso, era molto di più di semplice amore.
Ma non potevo perdere.
Non così è non contro di lui.

Avevo visto foto su foto di vacanze lontane da me.
Prima Istanbul poi Parigi, ibiza ed in fine l'Africa.
Vedevo loro in tutte le salse e l'unica cosa a cui potevo pensare e che aveva qualcosa di non suo tra le mani.
Ma che io in fondo non ero sicuro di volerlo.

Quel giorno di calda estate per il resto del mondo era una giornata piovosa in Olanda.
Non ricordavo un temporale simile avvenuto in quel mese ma onestamente il meteo all'esterno non mi preoccupava.

Potevo finalmente respirare dopo giorni passati con il fiato sul collo di papà, senza pressioni o altro.
Quello era il lato positivo di avere una macchina ed un team sfasciato.
Jos verstappen non si sarebbe presentato nel box ad urlare, lanciare sguardi odiosi e farmi pressione.

Avevo passato l'intera mattinata a vagare con lo sguardo tra il cellulare, aspettando un messaggio che non sarebbe mai arrivato, ed i simulatori.
Avevo provato di tutto, assetti, partenze, temperature e condizioni climatiche diverse ma la vittoria pareva davvero impossibile e guardando checo in quel momento quella carretta la stava portando avanti solo il mio piede veloce.

" maxiiii"
La piccola p corse dall'altra parte della casa a braccia aperte.
Dai capelli disordinati e il forte profumo di fragola poteva essere solo uscita dalla doccia.

" p per amor di dio vieni qui"
Kelly la seguiva con tanto di spazzola in mano e faccia disperata.
" p quante volte ti dovrò dire di non far dannare la mamma ?
Va a farti a sciupare i capelli e dopo prometto che ti faccio fare un giro sul simulatore ok ?"

La bambina mi allungò il mignolo piccolo e pallido con i suoi occhioni pieni di luci meravigliose.
" promesso ?"
" si ora vai" .
Strinsi a mia volta con il mignolo quello della bimba riconducendola verso le braccia di kelly.

Loro erano tutto ciò che mi era rimasto di diverso dal lavoro.
Ormai era tutto lavoro, lavoro e lavoro.
Non mi era mai pesato nella vita.
Mai prima di aver scoperto un universo diverso.

Ora che ero tornato al mio grigio modo di vivere tutto pareva una gabbia fatta con ferro e metallo indistruttibile.

Con l'ennesimo sbuffo riaprii quel dannato social,che a breve mi sarei disistallato.
E nella pagina di ricerca i primi post consigliati erano quelli legati proprio al moro e al suo evento di ieri.

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