Le maschere erano sempre state un qualcosa di presente nella vita dell'uomo.
Dagli antichi greci,
passando per Venezia dal 1200 in poi, fino ad arrivare ai giorni nostri con la meravigliosa visione di Pirandello.Usare un identità diversa era insomma cosa abituale per tutti ed in ogni epoca. eppure delle volte quei visi di cartapesta,
resi dei gioielli da intarsi di pietre, oro e piume,
che venivano usate ogni anno durante uno dei carnevali più famosi al mondo pesavano.Soprattutto girare ogni giorno con essa era davvero una sofferenza.
Tirare su un sorriso e fingersi forti era qualcosa che sfidava chiunque.Ma mi ero costretto a farlo, così ogni mattina nei giorni seguenti a quel sabato disastroso il mondo mi vedeva forte, sereno, rilassato addirittura felice ma era tutto finto.
La domenica notte e lo stesso lunedì notte,
la mia mente non riusciva a ripercorrere i momenti passati con il biondo.
Il suo modo di chiamarmi con soprannomi olandesi, il modo in cui mi aveva promesso di fare tutto a piccoli passi.
La promessa di non lasciarmi mai solo.
E poi?
Poi tutto si era solo rivelato falso.Quando mi accomodai al pianoforte che Lorenzo aveva in casa ero speranzoso di poter suonare quella canzone che stesso il giorno in cui tutto era cominciato avevo fatto sentire a lui.
Solo per rivivere tutto nella mia mente un ultima volta e chiudere il ciclo.Ma la verità è che non la ricordavo più.
Come se la mia mente sapesse prima di me,
che un testo musicale per quello era solo un affronto al mio cuore, l'ennesimo.
Non la ricordavo più.
Era persa per sempre ma quello non produsse tristezza solo consapevolezza.Avevo amato max davvero in un modo assoluto.
Ma mi rendevo conto che ormai non era più così.
Ero stato deluso così tanto che era come se avessi rigettato tutto.
Ma i ricordi ferivano,
non perché non ne avrei più avuti di nuovi ma perché ero stato ingannato.Così alla fine dovevo solo resistere alla notte poi la maschera sarebbe tornata su.
Ed ero così un bravo attore che autoconvincevo anche me stesso di star bene.Dato l'ultimatum dato a max di due giorni per togliere tutto dalla casa, Avevo approfitto martedì per fare un salto a maranello.
così da definire delle ultime cose e passare la giornata nel simulatore.Ma gli intenti non procedevano granché,
la pista non era comunque a nostro vantaggio neanche questa volta è nulla l'avrebbe cambiato.
La macchina sembrava davvero lenta e non ero affatto contento di questo.Mi ero appena alzato dal simulatore con una faccia abbastanza nera quando all'esterno della sala vidi fred armeggiare con un computer e gettare lo sguardo all'interno ogni tanto.
" fred "
" oh chalres hai finito ?"
Annui in silenzio sbirciando i dati presenti sul suo computer vedendo metà schermo divisio sulla macchina che avevamo e un'altra parte su dei progetti per quella futura.
Non so dove ci avrebbe portato lavorare su due vetture diverse contemporaneamente." come andiamo ?"
" male fred ma grazie per averlo chiesto la macchina sembra terribile onestamente "
" ottimo.
lavoro sprecato insomma "
L'uomo si passò le mani sul viso abbastanza afflitto dal tutto." non so cosa stiamo sbagliando ma stiamo sbagliando fred.
Avevamo cominciato bene.
dobbiamo capire dove abbiamo fatto gli errori.
Ora vado ti ho lasciato delle idee scritte accanto al simulatore "
" va bene le porto subito a bryan buon rientro charels "Salutai l'altro passando poi a recuperare joris per tornare a monaco.
Quando il moro mi vide saltò sulla sedia.
Se fossimo partiti subito saremo arrivati per le 9 un orario decente almeno.

STAI LEGGENDO
In-Yun
Romancenella lingua del popolo dalla pelle di porcellana, questa semplice parola racchiude un significato molto profondo. profondo come il fondale Marino, che può regalare meravigliosi tesori e oscure verità. significa destino. ma non un destino qualunqu...