La mattina arriva in punta di piedi, con una luce stanca che filtra attraverso le tende socchiuse. Il tipo di luce che non consola, ma espone. Il mio sonno è stato una sequenza disturbata di sogni e presagi, frammenti di immagini che non si lasciano dimenticare. Mi sento svuotata. Disorientata. In un corpo che non ho ancora deciso se riconoscere o meno.
Poi — la stretta.
Una mano sul mio braccio, decisa. Troppo decisa. Il torpore svanisce di colpo.
«Elisa, svegliati,» mormora una voce che conosco fin troppo bene. Quella di Vittorio. Quel tono mellifluo, basso, che vorrebbe sembrare romantico e invece puzza di urgenza travestita da affetto.
Socchiudo gli occhi, stordita. «Vittorio... che ore sono?» chiedo, la voce roca, impastata dal poco riposo e dalla troppa inquietudine. Sto solo cercando tempo. Tempo per capire, per respirare, per fingere che questo non stia succedendo.
Lui non se lo fa ripetere. «Non importa che ora sia,» risponde, con un sorrisetto da pubblicità di profumo, quello che sfoggia ogni volta che vuole sembrare irresistibile. Peccato che, in questo momento, sembri solo un avvoltoio in giacca da camera.
La sua mano si muove. Sicura, diretta, senza esitazioni. Un gesto che non ha bisogno di parole per dire cosa vuole. Lo dice già tutto il suo corpo: ha deciso.
«Ho voglia di te,» aggiunge. Così. Con la naturalezza di chi ordina un caffè. Come se io fossi il suo vassoio personale. Un oggetto disponibile, lì per servire.
Il suo respiro caldo mi sfiora il viso mentre si avvicina. Tenta un bacio. Uno di quelli carichi di passione da copione, ma io mi ritraggo. Di riflesso. D'istinto. Come si fa davanti a qualcosa di bollente, o di pericoloso. Perché il mio corpo lo sa prima della mente: questo non è desiderio, è pretesa.
Il mio cuore batte all'impazzata. Non per eccitazione. Per allerta. Come quando senti un rumore nel buio e capisci che non sei sola nella stanza.
«Vittorio, no» balbetto, cercando di far valere la mia volontà con voce tremante. «Non ti farò del male, principessa,» mormora con una malizia velata, i suoi occhi ardenti fissi nei miei con una determinazione implacabile. Un brivido di disgusto mi percorre la spina dorsale quando sento la sua presenza avvicinarsi, ma il mio corpo reagisce involontariamente al suo tocco, tradendo la mia paura con un gemito di piacere che mi fa rabbrividire di vergogna.
«No,» sussurro, ma le mie parole sono soffocate dal desiderio che brucia dentro di me. Vittorio ignora le mie proteste, il suo respiro caldo sul mio collo mentre le sue mani esplorano il mio corpo con una determinazione implacabile. «Sei mia,» mormora con voce roca, il suo tono carico di possessività mentre si abbandona al suo desiderio incontenibile.
Le mie labbra tremano mentre cerco disperatamente di respingerlo, ma la sua presa è ferma e implacabile, il suo desiderio diventa sempre più intenso con ogni mio gemito di piacere. Una sensazione di sollievo mista a disgusto mi invade mentre Vittorio, soddisfatto, si distende accanto a me. Il suo respiro affannato si mescola al mio, riempiendo la stanza di un silenzio pesante e carico di tensione. I miei occhi si riempiono di lacrime mentre cerco disperatamente di contenere le emozioni tumultuose che mi travolgono. «Perchè me?» gli chiedo guardando il soffitto «Non conosco ragazza che non vorrebbe stare con te per una notte o per la vita, perchè me?»
«Dovresti sentirti onorata allora» risponde freddo. «Mi sento disgustata sapendo che da oggi siamo ufficialmente fratellastri. Non posso fare finta che tutto questo sia normale, perché non lo è.» rispondo con arroganza.
Vittorio mi guarda con gli occhi fiammeggianti di rabbia, la sua espressione diventando sempre più minacciosa. «Basta!» sibila, la sua voce tagliente come un coltello affilato. In un gesto repentino, mi afferra per i capelli con una mano, costringendomi a zittirmi. La sua presa è ferma e implacabile, il dolore lancinante mentre cerco disperatamente di liberarmi.
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Mine
ChickLitElisa, dopo il divorzio dei genitori, sarà costretta a iniziare una nuova vita con la compagna del padre e suo figlio Vittorio
