Nel buio umido dello scantinato, gli uomini mi legano con una fermezza che mi lascia senza fiato. Le corde stringono i miei polsi e le mie caviglie, impedendomi qualsiasi movimento. L'odore di muffa e di umidità riempie l'aria, mentre mi agito nervosamente, sperando che qualcuno venga a salvarmi da questa prigione improvvisata. Il suono dei passi di Vittorio echeggia nello scantinato, riempiendo l'aria di tensione. Il suo sguardo freddo e implacabile si posa su di me, mentre si avvicina con passo deciso. Le sue mani si muovono con precisione, afferrando le corde e stringendole con forza, facendomi gemere di dolore. "Non avresti mai dovuto tradirmi,"
"Lo sapevi benissimo che stavo con lui, ogni giorno davanti scuola, ogni volta che portavo fiori a casa, sapevi che erano suoi" singhiozzo. "Sei solo una troia" mormora. Mi ritrovo immobilizzata dalle corde, incapace di oppormi mentre Vittorio mi costringe a fare ciò che vuole. Le sue mani si muovono con fermezza, prendendo i miei capelli in un pugno prima di abbassarsi i pantaloni. Sento il suo calore sprigionarsi sul mio viso, poi finalmente mi slega, portandomi in camera da letto con una presa decisa ma più delicata. Il suo tocco, per quanto insopportabile, ora è meno violento. Mentre l'acqua scorre calda sulla mia pelle sporca, "Ti senti meglio?" chiede, la sua voce tagliente come il ghiaccio, ma con un accenno di preoccupazione vi nascosta sotto la maschera dell'indifferenza. "Non voglio parlare," sussurro, la mia voce appena udibile. "Ho bisogno di sapere che stai bene."
"Come posso stare bene? Hai ucciso il mio ragazzo davanti i miei occhi, mi hai fatta legare e mi hai violentata" sussurro con voce carica di dolore e rabbia. "Ho fatto ciò che dovevo fare per proteggerti."
Ancora tremante, mi avvicino all'asciugamano e mi avvolgo in esso, cercando di trovare conforto nella sua caldazza. "Dovrei essere protratta da te, da chi mi fa del male sotto la luce del sole," rispondo con voce flebile, il mio sguardo sfuggente non riesce a incontrare il suo. Il viso di Vittorio si contrae in una smorfia di rabbia, il suo sguardo diventa freddo e tagliente come lame. Le sue mani si serrano a pugno lungo i fianchi, "Tu mi appartieni, Elisa. Devi imparare a rispettarmi e a obbedirmi."
Vittorio afferra l'asciugamano che mi avvolge e lo strappa via con violenza, lasciandomi esposta e vulnerabile. Le sue mani afferrano i miei bracci con ferocia, lasciando segni rossi sul mio corpo pallido. La sua voce riecheggia nella stanza, carica di furia repressa e disprezzo. "Devi imparare la tua lezione," mormora con voce gutturale, il suo volto distorto dall'ira. Le sue mani stringono con sempre più forza. Con un movimento brusco, mi getta sul letto, soffocando i miei tentativi di resistenza. La sua presa è ferma e implacabile, mentre il suo volto si avvicina al mio con una minacciosa determinazione.
"Sei mia," mormora con voce roca, la sua bocca si avvicina pericolosamente alla mia. Ogni fibra del mio essere urla di ribellione, ma sono impotente di fronte alla sua forza schiacciante. Il suo respiro caldo e fetido si fa sempre più vicino al mio viso. Tento di urlare, ma le sue mani si stringono attorno alla mia gola, soffocando qualsiasi suono. Le lacrime scorrono lungo le mie guance "Per favore, smettila," riesco a sussurrare. Mi scuoto sotto il peso del suo corpo, cercando disperatamente di trovare una via d'uscita dalla prigione in cui mi ha rinchiuso. Ogni movimento, ogni tocco, è una catena che mi trascina sempre più in basso, nel buio della mia disperazione.Le sue mani esplorano il mio corpo con una ferocia che mi lascia senza fiato, mentre il mio cuore batte forte nel petto, una sinfonia di terrore e desiderio distorto. I miei gemiti di piacere sono strozzati dalle lacrime che scorrono senza sosta lungo le mie guance. Il suo respiro affannato è un'eco nel silenzio soffocante della stanza, mentre i nostri corpi si muovono in un ritmo disperato. "Ti piace, vero?" mormora con voce roca, il suo respiro caldo sul mio collo. "No," riesco a sussurrare, la mia voce tremante e flebile nell'aria pesante "Sei una bugiarda" sussurra. Le sue mani afferrano i miei polsi con fermezza, imprigionandoli sopra la testa, mentre continua a muoversi su di me con una determinazione spietata. Ogni movimento, ogni tocco, è carico di una violenza che mi spezza dentro, facendomi sentire come se fossi solamente un oggetto da possedere e controllare. Con un gemito sommesso, Vittorio raggiunge l'apice del piacere, il suo respiro affannato mescolandosi al mio. La sua mano si muove con determinazione mentre mi tiene stretta a sé, la mia testa poggia sul suo petto, vicino al suo cuore che batte con regolarità, "Perché continui a farmi questo?" chiedo, la mia voce appena un sussurro tra le lacrime. "Perchè ti amo" mi risponde con delicatezza. Vittorio mi solleva con gentilezza tra le sue braccia forti, portandomi rapidamente nella sua camera, dove la luce fioca crea un'atmosfera intima e accogliente. Con gesti delicati, mi fa sedere sul bordo del letto, e poi si china verso di me, una scintilla di luce riflesse nei suoi occhi mentre mi porge una collana di diamanti. Con un sorriso compiaciuto, Vittorio osserva la collana adagiarsi delicatamente sul mio collo, i diamanti brillanti che accentuano la mia pelle nuda. Il suo sguardo ardente brilla di orgoglio mentre ammiro il prezioso dono, ma la sensazione di essere trattata come un oggetto di lusso inizia a farsi strada dentro di me, lasciandomi con un senso di vuoto e disperazione. "È per te, principessa," mormora Vittorio, la sua voce carica di affetto, ma anche di possessività. "È bellissima," dico con voce soffocata, il mio tono carico di emozioni contrastanti mentre cerco di nascondere il mio disagio dietro un sorriso forzato. Vittorio mi osserva con attenzione, percependo la mia mancanza di entusiasmo. "Cosa c'è che non va?" chiede con voce lievemente preoccupata, mentre le sue dita tracciano leggermente il contorno della collana sul mio collo nudo.Mi mordo il labbro inferiore, cercando di trovare le parole giuste. "È solo... è solo che..." balbetto, lottando per esprimere il mio turbamento. "Non voglio essere trattata come un oggetto, Vittorio. Voglio che tu mi rispetti, non che mi compri con regali costosi."
Vittorio stringe le labbra in una sottile linea, il suo sguardo diventa freddo e penetrante mentre la tensione nell'aria si fa palpabile. "Come osi parlare in questo modo?" sibila con voce gelida, il tono carico di rabbia contenuta. Le sue mani si serrano con forza, tradendo la sua crescente frustrazione. "Ti ho dato tutto, e tu osi lamentarti? Dovresti essere grata per ciò che ti offro, invece di lamentarti come una bambina viziata," sbotta con ferocia. "Ho bisogno di rispetto, non di regali costosi che cercano di comprare il mio silenzio e la mia obbedienza," rispondo con fermezza, incontrando il suo sguardo feroce con determinazione "Alessio non mi ha mai regalato nulla ma mai si è permesso di trattarmi come fai tu, mai ha ucciso qualcuno per gelosia"
La sua espressione diventa ancora più livida, i suoi occhi scintillano di rabbia mentre il suo volto si contrae in una smorfia di disprezzo. Con movimenti rapidi e decisi, Vittorio afferra delle corde e mi lega con fermezza, impedendomi qualsiasi movimento. Poi, con gesti bruschi, comincia a riempirmi di gioielli, come se cercasse di soffocarmi sotto il peso del suo controllo. Mentre lo fa, le sue parole velenose riempiono l'aria intorno a noi, colpendomi come pugni nel petto. "Sei solo una troia ingrata," mormora con disgusto, il suo tono tagliente come una lama affilata. "Sei mia, e farò di te ciò che voglio."
Ogni singolo spasmo mi porta un'ondata di nausea che mi travolge, lasciandomi debole e tremante. Le lacrime mescolate al vomito scendono sul mio viso, mentre la sensazione di vergogna mi avvolge. "Elisa, ti senti bene?" chiede Vittorio con una nota di preoccupazione nella voce, le sue mani incerte mentre cerca di aiutarmi. "Lasciami in pace," balbetto con un filo di voce, cercando di respingere il suo aiuto. Con delicatezza, Vittorio allenta le corde che mi imprigionano, liberandomi da quella stretta angosciosa. Mi sorregge mentre mi alzo, la sua presenza confortante nel mezzo della mia disperazione. "Vieni," sussurra con gentilezza, guidandomi verso il bagno con premura. Mi siedo vicino alla tazza del water, tremante e debole, mentre il vomito continua a sgorgare. Vittorio mi accarezza dolcemente i capelli, cercando di darmi conforto. Con un sospiro tremante, mi lascio andare tra le braccia di Vittorio, accettando il suo sostegno mentre mi aiuta a ripulirmi. Le sue mani sono gentili e premurose, mentre mi asciuga il viso e mi aiuta a rialzarmi. Sento le lacrime scorrere lungo le mie guance mentre mi accascio contro di lui, la mia voce soffocata dai singhiozzi. "Andrà tutto bene," mormora con voce morbida, le sue mani accarezzano delicatamente la mia schiena. Sento il calore del suo corpo vicino al mio, un'ancora di sostegno nella tempesta della mia mente. "Mi dispiace," singhiozzo contro il suo petto, le lacrime bagnano la sua pelle. "Lo so," risponde lui con dolcezza, stringendomi ancora di più contro di sé, come se volesse proteggermi dal dolore che mi circonda.
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Mine
ChickLitElisa, dopo il divorzio dei genitori, sarà costretta a iniziare una nuova vita con la compagna del padre e suo figlio Vittorio
