SIAMO OR GIUNTI ALLA FINE
Non mi tedierò troppo, stavolta, perché non mi va di ripetermi sul serio troppo, e spero che nel corso di questi anni si sia potuto vedere e abbia saputo mostrare quanto io vi sia grata di aver letto IA e avermi seguita dai suoi inizi fino alla fine.
IA era una delle storie che più mi terrorizzava scrivere, sinceramente. Temevo con tutta me stessa che Agatha vi apparisse come la Hope dei giorni nostri, scema e che persona sempre tutto, PREGO e SPERO che così non sia apparsa.
Che io abbia saputo mostrare la forza intrinseca di Agatha, sottile e nascosta, che diamo tanto per scontato.
Quindi grazie, per essere qui, per aver ascoltato e dato voce anche ai sentimenti più orrendi, i nostri meravigliosi e strazianti...
Ignobili affetti
MA BANDO ALLE CIANCIE E DIAMOCI DENTRO CON LE COSE INTERESSANTI
Per questa storia si ringraziano:
I mille e più traumi del mio albero genealogico
Mia nonna (ormai fu) della caponata che me li ha raccontati
Non la lavatrice
Non i doccini
E sicuramente non il mio bisnonno stronzo
E ora lo so che non ve ne fregherà una ciola, ma voglio narrarvi LA GENESI di IA, o, per meglio dire, come sarebbe stata la storia se l'avessi tenuta nella sua versione originale.
In poche parole:
Trauma
"Ah, perché questa versione NON è trauma, Simo?"
Non avete capito, muffins, questa versione è sì trauma, ma è anche MEME
IA nella versione originale era solo, esclusivamente e soltanto trauma.
Partiamo dalla genesi.
La genesi da cui è tutto è partito era il rapporto padre serial killer pazzo malato fuori di testa + figlia traumatizzata alla grande
E fin qui, ci siamo
PECCATO per alcuni dettagliucci non di poco conto
Agatha soffriva sì di afefobia, e la causa scatenante era sempre la madre, ma stavolta perché EHM
La madre la toccava un po' troppo
Dato che di traumi ne aveva abbastanza, l'idea m'ha fatto subito cagare, quindi già quando la concepii accanto ci misi la scritta: "CHE MERDA, TROVA ALTRO, COGLIONA"
(Sono molto diretta quando parlo a me stessa, sapevatelo)
CARATTERIALMENTE Agatha era l'opposto di com'è ora. Il carattere di Agatha non doveva essere timido e introverso, era anzi freddo, crudele, spietato, quasi un po' insensibile, in apparenza.
Era una di quelle che stava sempre lontana dalla gente, che se provavi a parlarle faceva crepare la conversazione sul momento perché te faceva sentire A PALLE quanto le stava sul cazzo parlare (e parlarti)
Era sempre buona, sì, il problema era proprio il carattere: i pinguini in Antartica, in confronto a lei, se stanno a fare la sauna
Il giuramento con Dio c'era sempre, ma appunto per quello, s'era trasformata nell'iceberg del Titanic
Insomma, 'na chiavica
E questo comprometteva TANTE cose ai livelli di tra(u)ma, sapete soprattutto COSA?
Esatto.
Dante.
Agatha e Dante, nella storia degli inizi, erano davvero amici d'infanzia. Dante non aveva fratelli gemelli, ma era lui un gemello, la sorella era la best friend di Agatha e lui si era preso una sbandata per Agatha da che loro erano bambini, a dieci anni.
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Ignobili affetti
RomanceAgatha e Lawrence sono figlia e padre e il loro era un amore talmente profondo da non lasciarsi fermare nemmeno dall'ostacolo che li separava: i loro rispettivi segreti. Insieme, infatti, avevano riscoperto l'incanto e la meraviglia dell'affetto pi...
