<<Aspetta, quelli che tu chiami Superiori sono quegli uomini che vi allenavano?>>
Domandò gesticolando.
Annuì poco convinta e alzai la testa appena vidi tornare la luce.
<<Generatore di emergenza>>
Lo tranquilizzai leggendo una strana espressione nei suoi occhi. Sospirai e tornai ad appoggiarmi alla parete cominciando a spiegargli alcuni dettagli.
<<Ogni uomo in divisa veniva chiamato da noi "Superiore", ma per il semplice fatto che non avevamo idea di come si chiamassero davvero. Portavano un nome tedesco, ma non ho mai saputo quale fosse>>
Lo vidi annuire distratto, come se oltre ad ascoltarmi fosse concentrato sui suoi pensieri.
<<Io non riesco a capire però, perchè stai scappando da Rayn? Lui ha fatto di tutto per darti un'esistenza normale infondo>>
Alzai un sopracciglio mordendomi l'interno della guancia e poi sorrisi aprendo il cassetto accanto a me.
Tirai fuori un mazzo di chiavette colorate e le feci ondeggiare davanti a lui.
<<Ma hai un debole per le chiavette J?>>
Chiese ironizzando, gli feci una linguaccia aspettando la domanda cruciale.
<<Che contengono?>>
Chiusi il pesante cassetto di legno e presi un respiro.
<<Queste Dilan, contengono ogni informazione esistente su Rayn Smith, anche se questo è solo uno dei tanti falsi nomi che possiede>>
Rivelai raggiungendo il mobile sotto la televisione e prendendo il mio zaino nero da dentro un armadietto.
<<Ci ho lavorato per giorni interi, la chiavetta che ti ho chiesto di cercare era una di queste, la più importante. Per questo ne ho fatte molte copie>>
Infilai il mio portatile dentro lo zaino e il mazzo di chiavette con esso. Mi guardai intorno e afferrai la mia giacca di pelle nera indossandola, mi cambiai quelle alte scarpe con i miei inseparabili scarponcini scuri e sospirai.
<<Okay andiamo>>
Dissi portandomi lo zaino su una spalla, mi soffermai qualche secondo sugli occhi castani di Dilan e lo vidi sorridere.
<<Andiamo dove?>>
Chiese alzando un sopracciglio ed incrociando le braccia al petto, a forza di passare il suo tempo con me, si stava abituando ai miei sbalzi d'umore e alle domande senza risposta.
<<Già, dove andiamo Rossa?>>
Mi voltai e per poco non mi sentì mancare, i suoi occhi verdi si insinuarono silenziosi nei miei e rimasi immobile.
Lo squadrai qualche istante, sempre stesso stile da classico bad boy, stesso immancabile sorriso idiota stampato sul viso e stessa seducente voce che non mi sarei mai tolta dalla testa.
<<Come mai la bandana Miller?>>
Chiesi alzando un sopracciglio e non potendo far notare il nuovo accessorio, i suoi capelli erano cresciuti, ma i lati li portava sempre rasati. La bandana nera dalle greche bianche che portava legata sulla fronte gli dava un aria da cretino, ma lo tenni per me.
<<Ancora il cognome è?>>
Il suo sguardo da finto offeso si confondeva con l'espressione divertita che portava addosso.
<<La smettete di flirtare? Sto cercando di capire che diavolo ha in mente J>>
S'intromise Dilan schioccando più volte le dita ed attirando la nostra attenzione.
Entrambi ci voltammo verso di lui.
<<Ti do un consiglio cherubino, non provare a capirla, è più divertente andarci fuori di testa senza un perchè>>
Risi al nomignolo che gli aveva affibbiato e sorrisi tornando nei suoi occhi qualche secondo.
<<Già ti detesto>>
Confessò lui sfiorandosi i ricci biondi.
<<Viva la sincerità>>
Commentò Drake prendendomi lo zaino dalla spalla.
<<Ehi piano, quello che c'è li dentro vale più di te!>>
Esclamai controllando che non avesse fatto danni.
Sentì le sue labbra sfiorarmi leggere il collo e un brivido familiare mi percorse il corpo.
<<Mi sei mancata da morire Bambolina>>
Sussurrò al mio orecchio sciogliendomi i capelli.
Li sentì scivolare piano lungo la mia schiena e mi soffermai a fissare le sue labbra, che presero la curva di un sorriso dolce.
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Dangerously
Fantasy"In cima ad ogni lista dell'FBI, della CIA; una taglia sulla mia testa che vale tutt'ora miliardi..." Un tatuaggio in comune. Un passato alle spalle che definirlo "inferno" era quasi un complimento. Lei amava uccidere; Lui lo detestava. Se lei non...
