"Perché ti ho trovato a servire ai tavoli? Non ti basta il lavoro che ti ho dato?" Esordisce con questa domanda.
" Emm" mi mordo il labbro che gli dico? Sospiro.
" Non è che mi piaccia dover sempre lavorare, ma fare avanti e dietro da dove sono io a qui mi sta distruggendo, ci metto troppo e i mezzi non passano mai quindi voglio prendere una casa qui vicino, ma qui le case costano, e no non mi bastano i 1200 euro che prendo se qui un affitto costa 800- 900 insomma mettici la spesa, le bollette, con 300 euro non arrivo a fine mese quindi l'altro lavoro mi serviva e te lo hai mandato a puttane grazie tante!" Ho deciso di dirgli la verità è l'ho fatto tutto d'un fiato.
Mi ha ascoltato molto attentamente, si massaggia le tempie, forse gli ho fatto venire il mal di testa, be tanto meglio.
" Dovevi parlarmene" adesso è arrabbiato. Chi lo capisce questo qui?
"Ahaha cosa? Parlartene?? Si certo come no!!! Perché io vado dal mio datore di lavoro che tra l'altro in un mese ho visto in ufficio solo due volte, anzi una, perché la seconda mi hai fatto cadere fuori dall'ufficio, è comunque dove ero??.. Si insomma dovevo venire da te e dirti cosa!.. ei bello vedi di darmi più soldi perché sai ne voglio di più! Già mi immagino te che tiravi fuori il libretto degli assegni apponevi la tua firma e mi dicevi metti la cifra che vuoi." Gli faccio mimando con le virgolette il momento in cui cerco di imitarlo mentre mi avrebbe parlato.
Sorride " Ahahah forse hai ragione, ti avrei preso per pazza, anche se lo penso comunque, sei strana e mi piaci".
"Strana in che senso?" Domando, mentre mi torturo il labbro senza contare che non smetto di toccarmi le mani.
"Vediamo" si concentra grattandosi il mento.
" Tanto per iniziare stavi lavorando scalza, mi hai letteralmente investito e mi hai dato la colpa, hai fatto finta di non conoscermi al ristorante e.... Si a volte sembri estraniarti... vivi in un mondo tutto tuo. E vorrei tanto sapere a che pensi." Conclude.
"Vuoi sapere a che penso?" Chiedo interessata.
"Si" mi dice risoluto.
"Penso che voglio riavere i miei vestiti e tornare a casa mia, farmi un bagno e dimenticarmi di te, anche se penso che sia impossibile"
"Cosa dimenticarmi?"
" Si, mai nessuno mi ha ... " le parole non mi escono, un groppo in gola mi blocca.
"Sculacciato?" Mi aiuta lui.
Non so perché ma gli occhi mi ridiventano lucidi, gocce di lacrime solcano di nuovo le mie guance.
Non piangevo così da quando avevo 7 anni e mio fratello mi buttò giù dalle scale. Da quel giorno mi promisi di non piangere più, ma adesso non sapevo più che stavo facendo.
" Mi dispiace, non è da me. Non so che mi ha preso. Non l'ho mai fatto senza sapere che anche l'altra lo volesse, ma te... te mi fai venire una voglia incredibile di rieducarti "
"Rieducarmi?" Ecco sto urlando "e chi sono un cane?? Che diritto hai di toccarmi!!! Sei pazzo ecco cosa sei!!!"
Neanche mi sono accorta che mentre parlo mi sono alzata dal letto e sto gesticolando con insistenza.
"Calmati Angelica" mi rimprovera.
"Calmarmi??? Ma vaffanculo!"
"E due, è la seconda volta che mi ci mandi, alla terza ti prendo a frustate sulla schiena e lo sai che lo faccio"
Mi blocco irrigidita, ci sto cascando di nuovo... calmati non farlo arrabbiare di nuovo esci da questa casa.
Chiudo gli occhi e respiro, si ma quanto devo respirare per non farmi partire l'embolo?
" Non puoi tornare a casa, ti darò un'altra stanza se non vuoi condividere questa con me, non ti obbligherò ".
Chiudo di più gli occhi, che respiri a fare? Prega che sparisca " sparisci, sparisci", penso, ne apro uno, no niente non funziona è ancora qui.
" Che vuol dire che non posso tornare a casa? Vuoi rimettermi la catena e tenermi rinchiusa qui dentro?" Insomma cerchiamo di chiarire una volta per tutte!!!
Un sorriso circonda le sue labbra.
" Non ti rimetteró la catena Angelica, non guardarmi come il mostro cattivo."
" No? Davvero non lo sei? Insomma mi hai appena minacciato di frustarmi.... sembri soffrire di personalità borderline misto ad un disturbo bipolare, no sul serio fatti curare."
" grazie per il fatto che ti preoccupi per me, ma non puoi tornare a casa tua per il semplice fatto che non hai più una casa ".
Che sta dicendo? Sto impazzendo davvero o mi ha detto che non ho più una casa? " di che parli?" Gli chiedo.
" Ho saputo che abitavi in una brutta zona, una zona non adatta a te, quindi ho mandato qualcuno a riprendere le tue cose e a rescindere il contratto di affitto." Non mi sono accorta di aver spalancato la bocca, credo di essere sotto shock, si non c'è altra soluzione, perché se non lo fossi avrei capito che non ho più una casa. Mi gira la testa, mi gira la testa di brutto, vedo tanti puntini neri, troppi puntini ed il buio.
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Io sono (Conclusa)
Romancehai presente quando pensi di non aver un ruolo nella vita? di sentirsi sempre esclusa, un pesce fuor d'acqua, sai di sentirti diversa, brutta, rotta... ecco questa è la mia storia Poi arriva lui e tutto cambia.... Attenzione verrà usato un linguaggi...
