Sono passati due giorni dal colloquio, ed io ho cercato di non incrociarlo mai, è sceso un paio di volte e mi sono nascosta per non farmi trovare.
Sono ancora a casa di Henry, senza le mie cose, ma so che se le rivoglio devo andare da lui è sinceramente al momento non me la sento di affrontarlo.
"Hey amore!" Esclama Henry.
"Tesoro!" Rispondo sorridendogli.
" Mi accompagni ad una festa stasera vero?"mi chiede congiungendo le mani come supplica.
"Festa? Che Festa?"
"Una in cui dobbiamo vestirci eleganti, e possiamo bere lo champagne!! " sembra estasiato da questa festa.
"Si, ti rendi conto che non ho neanche un vestito e non posso permettermi di comprarlo?" Ribadisco. Mi sono quasi stufata di dirlo.
" Dai sicuramente troveremo qualcosa nell'armadio"
Mi arrendo e faccio un cenno con la testa. Henry grida e mi abbraccia.
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Sto provando il terzo vestito, inizio a spazientirmi non sono portata per questi abiti.
Mi guardo e... nulla non mi ci vedo.
Prendo il quarto, questo è bello semplice. Dà sull'azzurro, ma a seconda di come ti muovi ha dei toni bianchi.
Stile impero mi scende dritto in modo da non far vedere i miei fianchi.
Mi ritengo soddisfatta.
"Accidenti sei bellissima Angy!" Si complimenta Henry.
"Davvero?" Non sono mai troppo sicura, ho sempre paura che lo dicano tanto per dire. Sarà ma non mi vedo bella proprio per niente.
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Scendiamo dalla macchina, porto ai piedi un tacco 12 bianco con il laccetto per me troppo alto, fortuna che il mio amico mi vede in difficoltà e viene ad aiutarmi.
All'entrata ci ferma un energumeno vestito da Pinguino.
"Invito?" Chiede. Che Invito?? Penso.
Vedo la mano di Henry tirare fuori l'invito. "É per due persone" specifica.
"Prego signori divertitevi" ci fa entrare.
" Scusa ma l'invito dove lo hai preso?"
"Ho le mie fonti" sogghigna Henry.
L'albergo dove si tiene la festa è enorme e stupendo.
Il Tristar si chiama, ho già sentito questo nome ma non riesco a ricordare dove.
"Qui una volta all'anno si svolge una festa memorabile" sottolinea Henry.
"Non sai da quanto volevo partecipare ma è così difficile recuperare un invito." Spiega.
Ci dirigiamo verso il salone dove si tiene la festa. Qui troneggia il bianco, con rose rosse ad ogni angolo, sui tavoli, sui davanzali, addirittura ci sono rose rosse che scendono dal soffitto.
Guardo estasiata questo splendore.
"Allora? Che ne pensi?" Anche Henry si guarda intorno perso, nella sua contentezza.
"Penso che non ho mai visto nulla di simile"
"Già... bar? " mi chiede.
Esulto siii si beve!!!
Prendo uno spritz, mentre Henry un calice di champagne.
" ti dispiace se vado a salutare un amico che ho appena visto?"
"Certo che no!!! Vai, vai e conquista! Io mi perderò nei sogni qui dentro aiutata da questi!" Rido indicando l bicchiere.
"Ahahah, brava!!! " e si allontana.
Sono seduta allo sgabello del bar, quando si avvicina un uomo, brizzolato, ma non è vecchio avrà circa 45 anni.
Si siede accanto a me. "Posso farle compagnia?" Chiede.
"Prego." Rispondo.
Chiama il barista e chiede una grappa barricata per lui e un'altro di quello che sto bevendo per me.
"Piacere Alex"
"Angelica" stringo la mano che mi porge, penso che sia un bell'uomo, occhi azzurri, non tanto alto, magro, anche troppo per i miei gusti, ma nel complesso non è male.
Iniziamo a parlare di varie cose e inizio a sentire il secondo bicchiere, non sono ubriaca ma piacevolmente brilla, sto anche pensando che non ho mangiato nulla da pranzo.
Sto portando il bicchiere alla bocca quando qualcuno me lo sfila dalla mano. Mi giro e lui è li che mi fissa incavolato.
" Ma che.... devi smetterla di togliermi i bicchieri di mano! Se vuoi bere ordinalo! " mi rivolgo arrabbiata.
Neanche mi rivolge la parola, che chiama il barista.
"La signorina per questa sera ha finito di bere, se lo chiede le dia solo dell'acqua."
"Si signore, va bene." Risponde.
" Come va bene!"adesso sono infuriata io.
"Sbaglio o hai promesso di non bere più?" Mi chiede.
"Dici sul serio? Non è che in quel momento mi hai lasciato altra scelta.."
"Scusi ma la signora è grande abbastanza da decidere da sola mi sembra" si intromette Alex.
"Si bè, non mi sembra invece, visto che è palese il fatto che se beve un altro pò si sentirà male, inoltre credo che nessuno l'abbia interpellata per risolvere la questione tra me e a mia donna"
" tua donna??" Domando, non credo di aver capito bene.
" Mi sembrava di aver capito che è single ... " chiarisce Alex.
"Da quando sarei la tua donna?" Sto parlando al muro a quanto pare.
I due si stanno affrontando a suon di parole, io mi sono persa alla tua donna....
Per la prima volta mi sento desiderata.
Cioè ci sono due uomini qui che sono in competizione per me.... wow!!!
Unica pecca uno è psicopatico e l'altro... be non è che mi piaccia tantissimo.
Sono persa nei miei pensieri quando sento una mano prendermi per il braccio e tirarmi.
"Ehi!" È tutto quello che riesco a dire mi ritrovo a correre praticamente dietro ad un uomo alterato, che non lascia la presa.
" Davide fermati!" Urlo.
Si ferma all'improvviso. E gli sbatto contro per essersi stoppato così.
" Lo fai a posta?"
"Cosa farei a posta?" Rispondo.
" a fare così, vieni qui e filtri con un'altro pensi che non sarei venuto a saperlo?"
Lo guardo, mi mordo le labbra e ed alzo un sopracciglio.
"Non credo che siano affari tuoi ciò che faccio, inoltre che ne so io che eri qui?"
"Ahahah Angelica, vieni ad una festa organizzata da me e secondo te non ci sarei dovuto stare?"
"Una festa organizzata da te??" Sono sconvolta.
" Certo visto che l'albergo è mio, mi stupisce il fatto che il tuo amico non te lo abbia detto, calcola che tollero che sei a casa sua solo perché so che è gay." Mi spiega paziente.
Io Henry lo ammazzo.
"Andiamo, mi spinge per la schiena."
" Dove?" Chiedo
"Devi mangiare, dopo aver bevuto."
Arriviamo alle cucine e parla brevemente con il cuoco.
Mi sospinge poi in una stanza accanto dove alcuni camerieri frettolosamente stanno apparecchiando un tavolo per due.
"vieni, siediti."
"Sai che c'era del cibo anche alla festa vero?"
"Si ma qui saremo più tranquilli."
Entra un cameriere con due piatti di pasta.
"Mangia adesso."
"Sei un dispotico lo sai?"
"Si."
Uffff sospiro ed inizio ad inforchettare i rigatoni al pomodoro.
In realtà ho una fame da lupi.
"Sei bellissima stasera lo sai? " mi dice squadrandomi dalla testa ai piedi.
Arrossisco, almeno credo perché mi sento le guance in fiamme.
" Grazie." Sono imbarazzata quindi decido di guardare il piatto è non alzare lo sguardo. Ma con la coda dell'occhio vedo che sta sorridendo.
Entra un cameriere per portare una caraffa di vino sciolto.
Il suo sguardo finisce sul mio décolleté.
Sono in imbarazzo, in questo momento vorrei avere qualcosa per coprirmi.
"No tranquillo, fai pure con calma quando hai finito di guardare ciò che è mio fai pure un fischio." Lo rimprovera Davide.
" Emm mi scusi signore non volevo, scusi." Si allontana di corsa, temendo credo delle ripercussioni.
"Ciò che è tuo? " domando. A bello vabbè che sei figo e coi sordi ma mo n'tallargà. Penso.... ok si i miei pensieri molte volte se ne escono in romano.
" Ti ostini a respingermi quando sai benissimo che sei fatta per me Angelica."
"Si certo come no, te secondo me staresti bene in un manicomio!"
Faccio per prendere la caraffa del vino quando mi blocca la mano.
"Continui? Sul serio? Forse il trattamento dell'ultima volta allora ti è piaciuto" domanda in un tono ammiccante.
" Hai un'ossessione per l'alcool? E comunque non sono tua! Me ne vado!"
Mi alzo dal tavolo sto per aprire la porta e me lo ritrovo accanto a me che la chiude nuovamente.
"Cazzo Angelica, sei una stronza, mi farai morire in questo modo."
"Ma che...." Non finisco di controbattere che mi sbatte con le spalle al muro e mi bacia.
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Io sono (Conclusa)
Storie d'amorehai presente quando pensi di non aver un ruolo nella vita? di sentirsi sempre esclusa, un pesce fuor d'acqua, sai di sentirti diversa, brutta, rotta... ecco questa è la mia storia Poi arriva lui e tutto cambia.... Attenzione verrà usato un linguaggi...
