Mi attacco al campanello.
Mi viene ad aprire un Henry arrabbiato, sicuramente per il fatto che sto ancora attaccata al campanello.
Ma appena mi vede spalanca gli occhi.
" Angelica che ti è successo?" La sua voce sembra un grido strozzato.
Ed io gli butto le braccia al collo in cerca del suo affetto.
"Vieni piccola dimmi che ti è capitato." Dolcemente mi aiuta ad entrare e mi fa sedere.
Aspetta pazientemente che smetto di piangere.
"Ti ho bagnato tutta la maglietta scusa!" Gli dico cercando di ricompormi.
"non fa nulla." Mi sorride.
"Allora mi dici che è accaduto o devo tirare ad indovinare?"
Faccio un profondo respiro e dopo essere sicura che non ricomincerò di nuovo a piangere gli racconto tutto.
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Sono a gambe incrociate sul bancone della cucina di Henry e mangio alcuni chicchi di uva.
" La smetti di mangiare? Ti rovinerai l'appetito così" mi rimprovera.
Gli sorrido e sbatto gli occhi " ci stai mettendo una vita a cucinare ed io ho fame."
"Lo sai che con me i tuoi occhioni dolci non funzionano? Sono gay tesoro!" E mi stampa un bacio in fronte.
" Uff i migliori sono sempre dell'altra sponda." Fingo, di essere innamorata di lui è scoppiamo a ridere come idioti.
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Siamo nel letto, guardiamo un film strappalacrime con una cofana di pop corn e il cofanetto dei fazzoletti.
"Hen ho qualcosa che non va.... " esordisco.
Mi guarda " E te ne accorgi ora?" Mi dice mentre si infila in bocca una manciata di cibo.
Gli tiro un popcorn, "Sono seria..."
" ok, ok che c'è che non va?"
" Mi piace davvero.... anche se è psicopatico."
" Dici sul serio? Cioè piace anche a me, se fosse gay mi ci butterei con tutte le scarpe.... ma quell'uomo è decisamente fuori di testa...."
Sospiro "Lo so. Ma nella sua bipolarità.... be mi ha fatto sentire per la prima volta speciale e.... voluta."
"Tesoro te sei speciale, solo che non te ne accorgi!"
"Si come no." Henry si avvicina e mi abbraccia.
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Dopo due giorni in cui non sono andata a lavoro, e mi sono rinchiusa in casa di Henry, decido che è arrivato il momento di fare qualcosa.
Henry mi ha gentilmente prestato qualcuno dei suoi vestiti. A quanto pare ha un armadio pieno di vestiti da donna, ma non li indossa.
Non ho capito che ci fa, ma a me sono utili al momento.
Entro in cucina e lui è li che smanetta col pc.
" Buongiorno" gli dico
"Ehi! Ti sei vestita vedo!"
"Si, vengo in ufficio con te."
Alza gli occhi dal pc, e mi guarda attentamente "Ma non volevi licenziarti?"
"Si ma dovrò venire in ufficio a firmare qualcosa no?"
"Si giusto credo di si, booo non lo so non mi sono mai licenziato da nessuna parte."
Spenge il pc lo mette nello zaino, finisce il suo caffè e prende la giacca.
" Dai allora andiamo."
Ed usciamo per dirigerci in ufficio.
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Davide
Sto impazzendo.
Sono tornato a casa e lei non c'era, ha trovato i suoi vestiti ed ovviamente se ne è andata.
Come potevo pensare che sarebbe rimasta dopo che l'ho sculacciata in quel modo?
Il problema è che io la voglio.
Ma non so dove sia, e neanche Matt.
La sto cercando da due giorni ma non c'è nessuna traccia di lei.
Sto anche venendo sempre in ufficio sperando che si presenti, prima o poi arriverà.
Adesso però ho bisogno di sfogarmi.
Toc toc- bussano alla porta.
"Avanti."
"Davide, volevo presentarti la mia amica Viola!" Squittisce Megan.
Mi alzo dalla sedia e mi avvicino alle donne.
"Piacere Davide." Gli tendo la mano e la donna invece di stringerla normalmente la afferra e me la bacia.
" piacere signore volevo tanto conoscerla" mi ansima con voce strozzata vicino alla mia mano.
Alzo un sopracciglio, è quello che mi ci vuole ora, nel silenzio della stanza si sente uno schiaffo.
Ho appena colpito Viola che si massaggia la guancia.
" Chi ti ha dato il permesso di baciarmi la mano? "
" io... mi scusi signore."
" mi scusi un corno, sgualdrina da due soldi, piegati sulla scrivania ed alza la gonna."
Prendo poi per i capelli Megan.
"E mi presenti l'ultima puttana del circondario te?" Le urlo.
" Scusa padrone, mi aveva assicurato che era perfetta, padrone." Piagnucola Megan.
"Adesso ti metti sulla sedia ed allarghi le gambe sui braccioli, ti mostri per quella puttana che sei e ti infili questa bottiglia dentro." Gli dico a tono basso e deciso.
"Si si padrone tutto quello che vuoi." Risponde febbrilmente.
Mentre la vedo posizionarsi sulla sedia a cosce oscenamente spalancate già imbrattate dei suoi umori, mi slaccio la cintura dai pantaloni e la tolgo.
Avvolgo l'estremità in una mano e l'altra inizio a farla abbattere sul sedere della nuova arrivata che si lancia in un grido di dolore ed eccitazione.
Megan nel frattempo si dà da fare con la bottiglia riuscendo a farne entrare gran parte dentro di sé. Tra ansimi e grida le due donne si guardano e quasi contemporaneamente vengono insieme.
Smetto di frustarla disgustato da quanto è troia, non faccio in tempo a finire che si lancia ai miei piedi ringraziandomi per averla punita.
"Basta! Fuori dalla mia vista!" Dico usando un tono abbastanza alto.
Non sono riuscito a calmarmi neanche così.
Angelica
Entriamo nell'edificio ed Henry mi da il suo solito bacio sulla fronte.
"Tranquilla tesoro, vedrai che si risolverà tutto." Sta cercando di tranqullizzarmi.
"Signorina Mash, finalmente è tornata!"
Mi volto in cerca della voce che ha parlato, e trovo il braccio destro di Davide, Matt, con uno sguardo che varia dal disperato al fatemi dormire. Ma con una luce negli occhi di gioia appena mi vede. Non pensavo di interessargli.
Henry si allontana ed io lo saluto con la mano.
Matt nel frattempo si è avvicinato.
"Dove è stata tutto questo tempo?"
Ma che ti frega penso.
"Avevo bisogno di pensare." Rispondo.
"Signor Pascali voglio licenziarmi."
"Cosa? Oh non sia sciocca, lei non può licenziarsi. Forza ora venga con me."
Mi dice mentre si dirige verso l'ascensore.
Come non posso licenziarmi. Ma che .... scuoto la testa e lo seguo, devo convincerlo che non scherzo.
L'ascensore è pieno zeppo di gente.
Arriviamo all'ultimo piano e mi prende per un braccio, forse per paura che mi perda nella ressa della gente che esce e quella che entra.
Ma che è stamattina... Non ho mai visto così tante persone all'ultimo piano e tutte così agitate.
Arriviamo davanti alla porta di Davide, ed ho l'istinto di scappare.
"No, no signorina lei non va da nessuna parte. Se il capo è nervoso lo siamo tutti, quindi ora sta buona qui."
Mi guarda quasi supplicandomi di non muovermi.
Sto per ribattere ma sento la sua voce da dietro la porta.
"Basta! Fuori dalla mia vista!" Sta gridando.
E dopo due secondi due donne sconvolte escono dal suo ufficio.
"O mio Dio, avevi ragione ho avuto il miglior orgasmo della mia vita!" Sento sussurrare una delle due donne all'altra, mentre si massaggia il fondoschiena. Mi ritrovo a pensare a chissà che gli ha fatto, ed una sorta di gelosia si impossessa di me.
Eng non iniziare... la mia vocina interiore si sta manifestando. Ma viene bloccata dalla presa dell'uomo accanto a me che mi spinge all'interno dell'edificio.
" Davide l'ho trovata!" Esulta Matt.
E certo ero all'entrata, non è che ha fatto tutto questo sforzo, penso.
Poi finalmente volgo lo sguardo verso lui. Possibile che i suoi occhi neri siano diventati ancora più neri?
Lo vedo avvicinarsi velocemente, istintivamente mi avvicino alla porta.
"Mi hai fatto preoccupare Angelica! Si può sapere dove sei stata?" Continua ad urlare, è arrabbiato.
" Emm, allora io vi lascio è?" Si scusa Matt prima di allontanarsi velocemente dalla stanza.
Mi volto a guardarlo.
Bastardo è scappato.
Mi rigiro verso Davide " Dove sono stata non sono affari tuoi." Gli dico con un tono duro. "Sono venuta solo per dirti che mi licenzio."
Sembra sconcertato da quello che gli ho detto, ma sembra riprendersi subito.
"Non puoi licenziarti."
"È mio diritto farlo! Quindi adesso dimmi dove devo firmare." Ribadisco.
"No Angelica" mi dice calmo.
"Non puoi licenziarti per il semplice fatto che hai firmato un contratto vincolante."
Sbatto le palpebre, che vuol dire? Neanche l'ho letto il contratto perché non ci capisco nulla.
" Che vuol dire contratto vincolante?" Chiedo scioccata.
"Vuol dire, che per 5 anni sei tenuta a lavorare qui, e se vuoi licenziarti devi alla società, cioè a me, una somma pari a 100.000 euro come indennizzo del danno causato"
"Cosa??" Non è possibile.
"Ora, immagino che te non abbia tutti quei soldi. Quindi non ti licenzierai, la questione è chiusa."
" Chiusa? Ma io ti denuncio." Gli grido in faccia.
"Ahahah... E per cosa vorresti denunciarmi scusa, per averti fatto firmare un contratto che non hai letto?"
Faccio per ribattere, ma mi blocco ha ragione lui.... Non posso denunciarlo, e neanche per avermi sculacciato.
Insomma già me la immagino la scena
"Allora signorina mi dica, chi vuole denunciare?"
"Davide de Nittis"
"E per cosa?"
"Per avermi sculacciata"
"Ahahahaha....."
"Siediti Angelica" mi risveglia dal mio incubo ad occhi aperti.
Sospiro. "Quindi ho le mani legate... Non posso andarmene, perché ovviamente non ho tutti quei soldi, non posso denunciarti.... Sono costretta a sopportarti." Concludo rassegnata.
"La fai sembrare una brutta cosa" mi dice, sembra essersi calmato almeno.
" Come mai c'è così tanta gente agitata?" Chiedo.
"Ero nervoso, e se sono nervoso non è una passeggiata per loro."
"Perché eri nervoso?"
Mi guarda come a dire davvero non lo sai?
"Perché sei sparita. Non farlo più."
Lo guardo a bocca aperta.
Cioè era nervoso perché era preoccupato per me??
"Chiudi la bocca Angelica o ti entreranno le mosche dentro." Mi dice divertito.
"Cioè fammi capire, stravolgi la mia vita ed ora mi vieni a dire che eri preoccupato?"
"Si" mi dice molto semplicemente.
Mi alzo, e vado verso la porta.
" Dove vai?" Mi chiede con tono preoccupato.
" Visto che sono costretta a stare qui per altri 5 anni.... tanto vale continuare il mio lavoro." Non aspetto neanche la risposta, mi sbrigo ad uscire da quella stanza.
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Io sono (Conclusa)
Romancehai presente quando pensi di non aver un ruolo nella vita? di sentirsi sempre esclusa, un pesce fuor d'acqua, sai di sentirti diversa, brutta, rotta... ecco questa è la mia storia Poi arriva lui e tutto cambia.... Attenzione verrà usato un linguaggi...
