Ritorno a casa

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Seduti al pub, guardo Davide che si trova a suo agio in qualsiasi situazione.
Adesso sta parlando con i due ragazzi seduti di fronte a lui, calcio credo.

Ha una mano sotto al tavolo, sulla mia gamba.
"Secondo te il cervelletto cos'è?" Chiedo a Sara.
"Boo lo proviamo?"
"Si." Annuisco.

"Non credo che lo proverete. E parlo a tutte e due."
"Bello mio mica sono la tua ragazza" replica Sara.
Ci sarà da divertirsi stasera.
"No vero, ma sei la migliore amica della mia futura moglie. E ci tengo a te, quindi se per te non è un problema, stasera mi accontenterai bevendo qualcosa di analcolico.
Domani potrai tornare a bere tutto ciò che vorrai senza mie interferenze, anche se gradirei che non lo facessi."

"Che vuol dire domani? Ve ne andate?" Chiede Sara.
"Si lunedì si rientra a lavoro. Sai dobbiamo lavorare per vivere."
"Ma non sei ricco?"
"Sara!!! Ma che domande..."
"Che c'è?"
"Ahahah tranquilla, posso rispondere.
Sara mia cara non sono povero, ma non pensare che sia così ricco da potermi permettere di non lavorare. Se non faccio funzionare la mia azienda ci metto poco a crollare a picco. Quindi si devo lavorare."

"Che lavoro fai?" Chiede uno dei ragazzi.
"Broker."
"Woww " esclamano in coro.
E li vediamo che si perdono in chiacchiere, chiedendogli cose sugli investimenti.

"Allora lo hai perdonato?" Chiede.
"Ci sto pensando, non mi piace il suo modo di trattarmi. Insomma per lui quello che penso o che voglio fare, non conta nulla, mi da fastidio."

Sento la sua mano stringermi ancora di più la gamba.
"Però è anche vero che questi due giorni non ho fatto che pensare a lui."
"Capisco."
"Sono confusa..." ammetto.
"Be cercate di chiarirvi. E poi lo sai che se lui è qui è meglio se torni a Roma."
"Si lo so."

Non ci accorgiamo che la cameriera è arrivata a prendere le ordinazioni.
Hanno fatto tutto i ragazzi.

"Sono stanca Sara. Sono stanca di scappare sempre."
"Lo so. Te l'ho detto tante volte denuncialo."
"Come se servisse..."

Ci arrivano le ordinazioni. Due cocktails analcolici ovviamente.

"Ei conosco uno che può farci entrare all'acquario che ne dite andiamo?" Propone Luigi.

"Davide ci guarda, ma voi fate sempre così? 9 in discoteca 11 pub l'una acquario? Da quello che mi ricordavo di quando andavo in discoteca si entrava verso le 11..."
"Ahahah Davide a parte che sei vecchio, e poi si va ancora alle 11 anche mezzanotte se è per questo.
Ma quella non è solo una discoteca per noi anche un punto di ritrovo." Gli dico.

"Non sono vecchio" mi sta guardando male. Ahahah è troppo bella la sua faccia.
"Comunque io non ho problemi andiamo pure." Dice alzandosi.
Lo seguiamo fuori e riprendiamo un'altra volta le auto.

Siamo davanti all'entrata, Luigi parla con un tizio. E poco dopo ci fa entrare.

Mi perdo a guardare le varie specie di pesci nei loro acquari. È bellissimo.

"Ti piace piccola?"
Mi giro è di fronte a me.
"Si guarda quello tutto colorato!" Dico indicando un pesce enorme.
Lo vedo girarsi e guardare. Sorride.
"È bello si ma sei più bella te da guardare."
"Be ci speravo! Insomma mi stai paragonando ad un pesce!!!"
"Ahaha ma che dici."
Gli faccio la linguaccia.
"Mmm te la taglio questa lingua."
"Provaci..."
Mi giro e me ne vado.
Raggiungo Sara che affascinata guarda una tartaruga marina.
"Bella Vero? Pensa che ha 370 anni." Mi informa.
"Mmm beh se li porta bene neanche una ruga."
"Ahahah ..."
Ridiamo.

Continuiamo il nostro giro.
Con i ragazzi che ogni tanto ci spiegano qualcosa sui pesci. A quanto pare ci vengono spesso qui.

Sento la schiena bruciarmi dallo sguardo di Davide.
Non ha mai distolto gli occhi da me.

"Uff queste scarpe fanno malissimo."
"Non rompere sono belle e ti stanno bene Ang." Mi sgrida Sara.
"Si? Be vedi adesso che fine fanno."
Me le tolgo e le lascio li.
Ecco a piedi nudi si sta davvero meglio.
La mia amica scuote la testa e si dirige verso la prossima vasca.

Davide.

La guardo mentre affascinata osserva tutto molto attentamente.
Ascolta quello che gli dicono questi ragazzi con interesse.
Mi piace perché cerca sempre di imparare cose nuove.
Ho conosciuto poche ragazze come lei.
Più interessate all'apparenza le altre.

Mi piace vederla a suo agio, tranquilla, e felice con la sua amica.

Quello che non capisco è una cosa.
Ma che problemi ha con le scarpe?

Le ha lasciate da una parte.
Mah! Mi abbasso a raccoglierle.

È strana. Ma mi piacciono le sue stranezze.

Siamo fuori dell'edificio.
"Ei non dimentichi nulla?" Le chiedo.
"Mmm no." Mamma mia potrei perdermi in questi occhi.
"Davvero?" Gli faccio dondolare le scarpe davanti.
"Oh puoi anche tenertele sono scomode."
Sospiro. "Angelica non puoi andare in giro scalza. Potresti farti male."
"Non rompere."
Si gira e se ne va.
Ahh cavolo! Non potevo innamorarmi di una meno complicata?

Dopo altre due ore in giro.
Riporto Sara a casa.

Ci ha chiesto se volevamo rimanere anche se non aveva posto anche per me.
Ho apprezzato ma declinato gentilmente l'offerta.

Adesso siamo in macchina.
Angelica si è addormentata, ed io sto guidando per tornare a Roma.

Sento il cellulare squillare.
Metto l'auricolare e rispondo.
"Allora avete fatto pace?"
Mi chiede mia madre.
"Non lo so mà..."
"Come non lo sai! Vedi di farti perdonare! "
"Si bè ora è un Po difficile visto che sta dormendo."
"Quindi è con te?"
"Si stiamo tornando a casa."
"Bene!! Ma Davide è tardi fermati a dormire da qualche parte! Lo sai che mi preoccupo."
"Si tranquilla tra 20 minuti arrivo ad un motel."
"Perfetto, chiamami quando ti fermi."
"Ok."
Riattacco.
Sorrido. Questa ragazza ha conquistato tutti, anche mia madre.

********************************

Angelica

Mi sveglio in un letto.
Mmm come ci sono arrivata?
Mi giro e lui è accanto a me.
Cerco di muovermi ma sento il suo braccio che mi stringe di più a se.
Voglio spostare questo macigno, ma senza grandi risultati.
"Dove vuoi andare piccola?"
Mi chiede ad occhi chiusi.
"In bagno. E stringi troppo."
Allenta la presa e mi lascia andare.

Entro in bagno.
Ammazza quanta ne dovevo fare!

Ritorno in camera e mi sta guardando.
"Dobbiamo parlare." Esordisce.
"Si credo anche io."
"Ok prima io." Mi dice.
"Vai." Gli faccio cenno di iniziare.
"Scusa. Per come ti ho trattata. Mi dispiace di non averti lasciato decidere. So di essere troppo protettivo..."
"Troppo? Davide mi hai messo una catena al collo!"È furiosa.
"Va bene quando giochiamo ok? Ma ti devi rendere conto che non puoi trattarmi così, perché finirei per odiarti."
"Ok hai ragione scusa.... troviamo un accordo ok?"
Lo guardo stranita.
"Che accordo?"
"Mmm .... Non ti imprigionerò più in casa."
"Ok."
"Ma te non uscirai più senza avvertirmi."
"E se dormi? " Chiedo.
"Mi svegli."
"Uff ok ma non voglio che mi segui ovunque."
Alza un sopracciglio.
"Ti concederò alcune ore da sola. Ma solo dopo che sarà risolta la questione con tuo fratello."
Sbuffo ma ha ragione. Ho paura di incontrarlo da sola.
"Ok.."
"E voglio sapere sempre dove sei o dove vai, non esci senza il mio permesso?"
"Cosa? No!"
"Piccola è già molto quello che ti ho permesso. Fattelo bastare."
"Altrimenti?"
"Altrimenti scoprirai che posso diventare molto cattivo."
"Sai che scapperó di nuovo."
"Sai che ti riprenderei di nuovo."
"Uff perché devi fare così? Perché devi avere sempre tutto sotto controllo?"
"È il mio carattere. Angelica ascolta io ti amo, è so che mi ami anche te, anche se mi hai detto che mi odi."
"Non ti odio.... ma odio il fatto che vuoi controllarmi."
"Ok cercherò di migliorare, è di lasciarti più spazio, non voglio costringerti a stare con me per forza, anche se lo farei tesoro.
Ti rinchiuderei a vita solo per averti con me. Ma non lo farò, cercherò di venire incontro alle tue necessità. Ma ti prego, te vieni incontro alle mie ok?"

Lo guardo, sembra disperato.
Lo amo, è al tempo stesso mi fa paura il suo comportamento.
Ma un'altra possibilità voglio dargliela.
"Ok.."
Mi guarda, si rilassa, sorride.
Si avvicina e mi bacia.

Io sono (Conclusa)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora