Concentrata sulla mia busta di patatine meditavo sul fatto di andare a dormire in un albergo per questa sera, non volevo andare neanche da Henry, avevo bisogno di stare da sola a pensare.
Cosa sono diventata? Chi sono diventata? Mi accorgo sempre più spesso che cerco una via di fuga.
La paura mi attanaglia, fa capolino alla bocca dello stomaco. Perché non riesco ad essere davvero felice?
Ho paura della risposta, ho paura di non meritarmi tutto questo.
Hanno sempre avuto ragione loro.... Era meglio che non fossi nata.
"È occupato questo posto?" Una voce calda si rivolse a me. Ma non attese la mia risposta si stava già sedendo.
Alzo lo sguardo.
"Matt..." tutti i miei propositi si raggomitolarono in un angolo buio del mio cervello.
"Posso?" Chiede rivolto alle mie patatine.
"Finiscile pure" rispondo passandogli la bustina.
"Grazie." Sorride.
Non so quanti minuti passarono così, in silenzio, io cercavo di guardare altro e lui che finiva di mangiare.
"Allora..." iniziò, prendendosi del tempo, sorseggiando anche un pò della mia coca cola.
"Ho saputo che hai conosciuto Megan."
"Chi?" Di cosa sta parlando?
"Ragazza alta, folta chioma, veste sempre un tantinello provocante..." Mi riassume.
" Ah ah provocante... diciamo che una puttana di strada ha più gusto di lei."
"Ahahaha si ammetto che Megan esagera quando vuole mettersi in mostra senza nessuno che le dica come si deve vestire."
"Vedo che la conosci bene..."
"Angelica.... Non so cosa hai capito ma lui ti ama, l'ha mollata il giorno stesso che ha capito di provare qualcosa per te."
"Quindi stavano insieme?"
Perché non mi aveva detto di avere una ex??? Da me vuole sapere tutto e lui può non dirmi tutto?
"No."
" Come no? O stai insieme ad una persona o no e per loro a giudicare da come si strusciavano..." un senso di disgusto mi assale.
"Diciamo che loro giocavano insieme."
Di che parla? Sono stupida io che non ci arrivo o non capisco le sue parole criptiche?
Mi guarda esasperato. Si passa una mano nei capelli, non sapendo come continuare.
"Credo, che hai capito che il carattere di Davide è alquanto..."
"Da stronzo?" Concludo la frase per lui.
"Ahaha non è la parola che cercavo.
Diciamo dominatore."
Perdo un colpo. Lui lo sa? Lui sa cosa mi fa? Il modo in cui mi fa sentire?
Le mie guance le sento infiammarsi.
Scappa Angelica, scappa prima che tutti sappiano cosa sei, chi sei.... già ma chi sono?
Questa domanda mi martella dentro costantemente.
"Si." Lo sussurro così piano che deve avvicinarsi per sentirmi.
"Allora diciamo che Megan... Era la sua sottomessa."
Un altro colpo. Un altro battito perso.
Non sono l'unica. Non lo sono mai stata.
Cosa ti aspettavi? Che usasse tutti quei giochi da solo?? Si ragionevole Angelica. La mia voce si sta arrabbiando.
No non me lo aspettavo, ma non volevo ammetterlo ecco.
"Quindi... ha smesso con un gioco e ne ha trovato un altro? E quando si stuferà?" Non era una domanda rivolta a lui ma più a me stessa. Era una presa di coscienza di ciò che ero per lui. Un gioco. Perverso anche.
"Non sei un gioco per lui. Non l'ho mai visto così.... perso."
Alzo un sopracciglio. "Mi prendi per il culo? Perso lui? Ahahah ma non farmi ridere."
"Non ti prendo in giro." Dice serio.
"Hhhh ok quindi?"
"Quindi cosa?" Chiede.
"Che vuoi da me? Perché sei qui?" Chiedo cauta.
"Mmm voglio che torni con me."
"Scordatelo. Non ci torno. Ora se vuoi scusarmi ho da fare." Mi alzo, ma vengo bloccata dalla sua stretta ferrea. È già al mio fianco. Come ha fatto?
"Matt..." nomino il suo nome cercando di divincolarmi.
"Angelica mi dispiace ma non posso permetterti di andartene."
Inizia a trascinarmi verso un'auto blu parcheggiata proprio la davanti.
"Matt lasciami o mi metto ad urlare."
"Fallo! Urla! Fai quello che vuoi ma è stato chiaro ti avrei riportato da lui con le buone o con le cattive. E sei stata te a decidere cosa farmi usare."
Lo ascolto mentre cerco di puntare i piedi inutilmente. E siamo già arrivati alla macchina.
"Sali." Ordina mentre mi apre lo sportello.
"No." Cerco di allontanarmi.
Ma lui è più veloce mi prende per un braccio e mette l'altra mano sulla mia testa per farmi abbassare e salire.
"Sei uno stronzo!" Urlo " proprio come il tuo amico!!!"
Mi sorride. "Non per niente siamo amici!"
Ma stavolta non mi arrendo inizio a colpirlo a casaccio urlandogli contro di farmi scendere e che non sarei tornata da lui neanche morta.
"Angelica! Angelica calmati!!"
"No apri questo sportello!!!"
Con una facilità ed un'agilità che avevo visto solo in Davide, prende dal vano scomparto davanti a me delle manette e non so come me le mette attaccandole al ferro del poggiatesta.
Rimango stupita da ciò che aveva appena fatto.
"Figlio di puttana slegami!!!" Uno schiaffo risuona nell'abitacolo. Ed il silenzio.
"Non insultare mai più mia madre! Ed ora datti una calmata."
Mi ha schiaffeggiato sul serio? Incapace di dire qualcos'altro cercai di distogliere lo sguardo.
Mille pensieri si affollavano nella mia testa. Uno più prepotente degli altri. Uccidilo!
E mentre pensavo a questo una lacrima sfuggì al mio controllo.
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Io sono (Conclusa)
Romantikhai presente quando pensi di non aver un ruolo nella vita? di sentirsi sempre esclusa, un pesce fuor d'acqua, sai di sentirti diversa, brutta, rotta... ecco questa è la mia storia Poi arriva lui e tutto cambia.... Attenzione verrà usato un linguaggi...
