La fine?

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Due settimane più tardi siamo immersi negli scatoloni fino al collo.

"Io continuo a dire che era meglio andare in viaggio di nozze."

"Te l'ho detto Ang, ho delle scadenze da rispettare tra un mese partiamo."
"Uffa! Almeno dimmi dove andremo."
"No."

Niente, non riesco a smuoverlo, non ho capito dove ha prenotato.
"Questa la prendi te vero?"
"Diciamo che le stai facendo portare tutte a me queste scatole."

Gli faccio un bel sorriso. " Ma io ti amo tanto!" Esclamo.
"Te sei una paracula ecco cosa sei!"

"Ahahahah."
"Almeno vieni a darmi un bacio, forza."
"Tanti, tanti te ne do." Mi fiondo letteralmente tra le sue braccia. Ed inizio a baciarlo. Circondo il suo collo con le mie braccia e lo spingo ancora di più verso le mie labbra.
Sono eccitata.

Sento che mi tocca i fianchi, fino ad arrivare al mio culo.
Fa aderire ancora di più il suo corpo al mio, riesco così a sentire la protuberanza, che preme sui suoi pantaloni.
Le nostre mani si esplorano e non si sa come ci ritroviamo per terra, circondati da scatole di ogni tipo.
Gli sono a cavalcioni sopra, e mentre lui mi sfila la maglietta io gli slaccio i jeans.
Inizio a mordergli il collo, per infilare poi una mano sotto la sua maglietta e toccare il suo petto, scendo giù fino a prenderlo in bocca. Lo sento mugolare di piacere. Ma proprio quando i suoi sospiri si fanno più pesanti, ribalta la situazione e mi ritrovo sotto di lui.

Tortura i miei capezzoli, leccandoli e mordendoli, ultimamente mi fanno sempre tanto male, infatti i gemiti che mi escono dalla bocca sono di dolore.
Se ne accorge e smette.
Infila una mano tra le mie gambe.
"Mmm piccola! Sei eccitata."
"Si tanto. Prendimi." Sospiro.
Non se lo fa ripetere due volte che mi penetra.
Lo facciamo la sul pavimento della nuova casa. Gemo mentre si muove dentro di me.
Mi avvinghio con le gambe ai suoi fianchi. Mi sbatte sempre più velocemente.
"Si, ahh, si così, oh mamma! Ahh io... io vengo..."
"Mmm no tesoro, resisti."
"Cosa? No t-ti prego non re-sisto..."

"Guardami."
Guardo i suoi occhi neri, sono stupendi, mi perdo a contemplarli, un pozzo senza fondo che ti risucchia.

Voglio le sue labbra, lui sembra aver capito e mi bacia con passione e foga.

Finché non sussurra la tanto attesa parola.
"Vieni." Ed il mio piacere finalmente scoppia e si unisce al suo.
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9:00 a.m.

"Davide non capisco davvero... le avevo prese e messe là sulla tua scrivania."
Dico indicando un punto preciso dove avevo messo delle cartelle con i documenti.

Lo sento sospirare.
"Non sto impazzendo vero? Dimmi che non inizio a dimenticare le cose."

"No Angelica, non stai impazzendo, ed oggi risolveremo la questione una volta per tutte."
Lo guardo perplessa, di che questione parla?

Sentiamo bussare. "Avanti." Risponde Davide.

Matt accompagnato dalla ragazza delle pulizie fanno il loro ingresso.
"Bene siete qui. Anastasia accomodati prego." Le intima Davide.

Mi guarda, con odio sembra, ma forse sto immaginando tutto, neanche la conosco, perché dovrebbe guardarmi male?

"Allora, sai perché ti ho fatta chiamare?" Le chiede Davide.
Un sorriso le affiora sulle labbra. "No signore, ma posso immaginarlo."

"Davvero? E dimmi cos'è che puoi immaginare?"
"Bè...lei sa che ho un diploma da segretaria" sospira, si prende del tempo rilassandosi. "E dopo aver sposato questa qui..." dice indicandomi "ha capito che posso prendere il suo posto senza fare tutti i casini che fa lei... sa le voci girano." Conclude.

Io sono (Conclusa)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora