Punizione in ufficio

2.9K 48 2
                                        

Mi riporta dentro il suo ufficio, e mi sbatte contro il muro. Inizia a baciarmi, ma trova resistenza da parte mia.
"Angelica.." sussurra "apri la bocca."
Faccio di no con la testa.
Allontana un po' il viso per guardarmi.
"Sei ancora arrabbiata?"
"Si.... " cioè in realtà non lo so più quando sono con lui che mi guarda così vado in confusione. Abbasso lo sguardo non riesco ad affrontarlo.

"Hhh guardami!" È imperativo il suo guardami ma non voglio farlo.
Scuoto la testa.
"Finiscila Angelica! Lo vuoi capire che ti amo?"
"Davvero? O sono solo un divertimento? Come lo erano le altre?"
"Ok mi hai stancato." Mi dice incavolato nero.
Con una mano mi rigira contro la porta e tiene il mio braccio dietro la schiena. "Ahi!! Mi fai male!"
"Questo è nulla Angelica!" La sua voce mi fa rabbrividire.
Dopo due secondi abbatte la sua mano sul mio culo.
"Ahia!!"
"Per aver solo dubitato di me in questo modo.... ti darò una marea di sculacciate. Così tante che non potrai sederti per una settimana."
Ed eccone una seconda, ed una terza....
"Ahia! Ahi no ti prego!"
"Mi preghi? Be prega meglio!!" Tuona con la sua voce imperiosa.
E continuò per tante altre volte, lo stavo supplicando di smetterla, con le lacrime agli occhi, finché non avevo neanche più la forza di protestare. Mi limitai a subire sperando che smettesse la sua tortura.

Finalmente finì.
Mi lasciò il braccio e non avendo più la forza di sostenermi scivolai sul pavimento.

"Te sei pazzo...."
"Mi hai fatto incazzare."
Si guarda la mano, credo che sia rossa. Ben gli sta. Che almeno soffrisse.
Si piega verso di me.
"Angelica..." fa per toccarmi.
"Non mi toccare!" Mi ritraggo da lui spaventata.
"Scusami."
"Scusarti.... la prossima volta che farai? Mi colpirai al viso? Mi prenderai a calci?? Dimmi fino a dove ti spingerai .... perché io ti amo, ma ho già avuto a che fare con questo schifo. E ringrazio che sia finito.
Non ricomincerò a subire per te."
Ero furiosa, gli stavo urlando contro tutto il mio dolore. Gli urlavo cosa avevo già sopportato.

"Mai.... Mai mi spingerò oltre questo Angelica."
Si inginocchiò ancora di più.
"Perdonami, non avevo idea di quale inferno ci fosse dentro di te.... lasciati amare piccola... lasciati andare."

Lo guardo, ha uno sguardo triste, sembra come se volesse prendersi tutto il dolore provato in questi anni su di sé.
È li immobile che mi aspetta, con le braccia aperte.

Deciditi Angelica, fallo ora, lui è qui adesso, è qui per te. Sai che vuoi lui, il suo modo autoritario, le sue punizioni, le sue carezze. Vuoi il suo amore.

Mi stacco piano dalla parete, mi avvicino, a carponi. Metto le mani sulle sue ginocchia e gli pianto gli occhi addosso.

"Promettimi che non mi farai mai del male..." sussurro.
"Te lo prometto." Mi dice sicuro.
"Promettimi che non spezzerai di nuovo il mio cuore... ci ho messo troppo a ricomporlo."
"Te lo prometto." Ripete.
Mi avvicino fino ad arrivare quasi a toccare le sue labbra.
"Promettilo di nuovo, per tutti i giorni della tua vita."
"Per sempre amore mio."
E le nostre bocche si fusero in una sola, il mio respiro è il suo respiro.
I nostri cuori batterono all'unisono, mentre per la prima volta, stavamo facendo l'amore.

Non c'era più padrone e schiava, non c'erano più Davide ed Angelica, non c'era più il dominante e la sottomessa, ma due semplici anime che chiedevano di essere amate.

************************************
"Dovremmo alzarci da questo pavimento sai?" Mi dice Davide.
"Mmm. No!"
Siamo praticamente nudi, cioè io sono nuda e lui no.
"Perché io sono nuda e te hai ancora i pantaloni addosso?" Chiedo strofinandomi sul suo petto. È così caldo, ed io ora ho i brividi.
"Ahahah magari perché io sono più bravo di te a spogliarti."
Mi circonda con le sue braccia.
"Non vale! È più facile togliere una gonna di un paio di pantaloni."
Mi distendo su di lui è gli pianto i gomiti sulle costole.
"Sei comoda? Due pop corn? Che ne so una coca cola?"
Rido.
"Si molto comoda grazie! E due pop corn mi andrebbero! Con una birra bella ghiacciata!"
Una sonora pacca sul culo rimbomba per la stanza.
"Ahia scherzavo! Basta sculacciate!" Metto il broncio mentre mi massaggio il culo.

"Mmm. Piccola provocatrice." Mi guarda affamato.
Si accorge dei miei capezzoli duri, non so se lo siano per il freddo o perché la sua voce mi eccita ogni volta che parla.
Ne prende uno tra due dita e lo stringe.
Resisto al dolore.
Mi attacco alle sue labbra e lo bacio con passione.
Lo sento spostare l'altra sua mano sul fondoschiena, si abbarbica ad una chiappa e la stringe, facendomi gemere, nel frattempo mi posiziona bene sul suo membro di nuovo duro e lo pianta di nuovo dentro di me.
Gemo di dolore, misto a piacere. Mi da il ritmo e poi continuo da sola. Sono sopra di lui. Voglio farlo impazzire. Mi muovo più velocemente e quando sento che sta per venire.... ormai ho imparato quali sono i gemiti che fa quando è quasi arrivato.... mi fermo, lo bacio.
E ricomincio, eccolo sta per raggiungere... Mi fermo, mi guarda con il fuoco negli occhi. "Attenta piccola giochi col fuoco potresti bruciarti. "
"Ahaha io? Che ho Fatto? Sono innocente."
Mi ribalta facendo i modo che ne la mia testa ne la schiena si scontrassero con il duro del pavimento.
Inizia a baciarmi i capezzoli, mentre lentamente si muove dentro di me.
Mordicchia il mio lobo, lo sento alitarmi sul collo.
Aumenta le spinte, sono quasi al limite sto per venire ed anche lui, quando morde il mio seno. Lancio un urlo il mio orgasmo si spenge mentre lui viene, riversandosi verso di me.
"Ti sei scottata Piccola?" Che ironico.
Continua a muoversi sapendo che il suo cazzo è ancora un pò in tiro, mi porta di nuovo vicino all'orgasmo e poi si ferma.
"Ti prego! Voglio venire!"
Mi guarda col ghigno malefico.
"Cosa vuoi te?"
Mi ricompongo," ti prego padrone fa venire la tua schiava."
Non aspettava altro che quelle parole per ricominciare a muoversi fino a far scoppiare il mio orgasmo.



Io sono (Conclusa)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora