"Davide?"
"Mmm Si?" Risponde da dietro il bancone della cucina.
Dio quanto è bello quando cucina per me... e certo pure per lui.
"Quando ce l'hanno scattata questa?" Chiedo mostrando la foto di un giornale, in cui siamo mano nella mano ed io lo sto baciando su una guancia.
"Cosa?" Si gira con calma. Abbassa gli occhi sul giornale.
"Ah già eravamo alla mostra di Monet ricordi?"
"Mmm, oddio si è vero!" Mi ricordo della mostra e come non potrei? È il mio pittore preferito.
"Ti ringraziavo per avermi comprato la stampa del dipinto -impressione levar del sole- "
"Già... mi dispiace non potermi permettere il quadro originale"
"Ahahah ma sei matto! Chissà quanto costa e poi sai l'ansia ad avere una cosa del genere?"
Sorride. "A be di sicuro con te non sarebbe al sicuro, visto il modo come distruggi le cose."
"Io? Io non distruggo le cose!!!"
"No? Mi hai tirato dietro il vaso cinese."
Mi viene da ridere."te lo sei meritato, dopo che hai fatto sparire tutti i miei vecchi vestiti."
"Angelica ne hai di nuovi a cosa ti servono i vecchi?"
"Prrrrr"
"Ahaha ragazzina"
Fa giro del bancone mi si avvicina e prende il mio viso con una mano. "Come farei senza di te ed il tuo essere così impertinente."
"Non sono impertinente. E poi che aspetti a baciarmi?"
Non se lo fa ripetere due volte che si avventa sulle mie labbra. Avevo così voglia di un suo bacio!
Ci stacchiamo con l'affanno.
"Ho vinto io" gli dico con un sorriso.
"Cosa?" Chiede confuso.
"Mi hai baciato per primo quindi le bomboniere le scelgo io."
"Uffff mi hai ingannato! Ma sai che non posso resistere alle tue labbra.... mmm... così rosse... così carnose... così gonfie.... "
Mi alzo e vado ai fornelli prima che si bruci tutto.
"Attento che se sogni un'altro pò le mie labbra rischi di venire nei pantaloni."
"Ahaha credo proprio che la tua lingua lunga ti abbia fatto guadagnare una punizione."
Non lo ascolto neanche più, adesso sto provando l'orgasmo per il sugo che ha appena preparato, mamma mia che buono!
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"Mi dici perché siamo qui?"
Chiedo. Uffa non mi piace quando mi tiene all'oscuro dei suoi traffici.
"Un attimo di pazienza ok?"
"No!"
"Come No?"
Mi guarda con quello sguardo omicida.
"Ok ok posso essere paziente"
Alza gli occhi al cielo gli viene da ridere.
Scendiamo dalla macchina mi si avvicina e mi prende per mano.
"Vieni." Ci incamminiamo verso una villetta molto carina.
A due piani ha uno stile rustico. Sulla parte davanti ci sono delle piante rampicanti che hanno occupato quasi tutta la parete, per quella restante si intravedono mattoni rosso scuro.
"Carina la casa chi siamo venuti a trovare?"
"Nessuno."
Lo guardo stranita.
"Come nessuno?"
"Ok, stavo pensando che questa è la tipica casa che potrebbe piacerti."
Lo guardo sempre più stranita.
"E sai, voglio vedere i miei figli che corrono e giocano in un giardino.... come questo."
"Aspetta.... stai dicendo che questa casa è tua?"
Scuote la testa.
"No? Di chi allora" sono confusa.
"La tua."
Stavolta sono io ad alzare un sopracciglio.
"Scusa? Da che mi ricordo non ho case... e di sicuro questa non potrei permettermela."
"Ahaha Angelica, sei dura ad arrivarci è? Questa cara mia..." mi prende per le spalle e mi fa girare verso l'entrata della casa " È il mio regalo di nozze per te. Una casa a tuo nome dove potremmo vivere con tanti marmocchi."
Spalanco la bocca, la mascella tra poco mi cade a terra.
Mi guarda divertito alza la mano dalla spalla e la usa per chiudermi la bocca.
"Te sei pazzo. Hai comprato una casa e l'hai messa a nome mio? E poi tanti marmocchi? Sul serio?"
"Si... tanto a che serviva metterla a nome mio se mi cacci da casa andrebbe comunque a te!" Ride.
"Ed io che ti ho solo comprato dei gemelli.... esageri sempre..."
"Mi piace esagerare per te piccola. E poi era da farti una foto con la mascella che quasi cadeva in terra. Ahaha."
"Possiamo entrare?" Dico.
Oddio una casa e la adoro pure.
"Certo!" Estrae le chiavi dalla tasca e me le fa dondolare davanti agli occhi.
Gliele rubo ed inizio a correre.
"Ehi!" Grida.
Non lo sento più.
Ho già inserito la chiave ed ho spalancato la porta.
"Oddio oddio è bellissima e tutta da arredare!!" Grido.
Mi guardo attorno ed è luminosa e spaziosa.
E mi arresto davanti a lui che mi guarda appoggiato allo stipite della porta con le mani in tasca e le gambe incrociate.
Gli corro incontro e lo abbraccio.
"Grazie! È fantastica!"
Mi bacia sulla testa.
"Lo sapevo che ti sarebbe piaciuta ragazzina."
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Lunedì, odio i lunedì.
Si ritorna al solito tran tran della vita lavoro, lavoro, lavoro.
Mi perdo a pensare alla giornata di ieri. A quella che sarà casa nostra.
Che bello non vedo l'ora di arredarla.
Penso a noi stesi su quel pavimento.
Le sue mani sopra di me che frugavano nella mia intimità.
A quanto ho cercato le sue labbra.
Al piacere che mi ha dato per ben tre volte prima di soddisfarsi lui.
Penso a quanto lo odio e amo al tempo stesso.
A quanto mi fa impazzire.
Con la sua mania del controllo, so che esagera quando mi fa seguire, quando mi rivuole accanto a lui con la forza anche.
Ma so anche quanto può essere dolce.
Quando passa le notti a raccontarmi favole dopo che ho fatto un brutto sogno. Quando mi calma cantando per me.
Forse è questo l'amore conoscere il lato più bello e subito dopo quello più brutto ed accettarli tutti e due.
Mi ritrovo con gli occhi lucidi e la spia del telefono che si illumina.
Riprenditi Angelica, sei a lavoro.
Eccola la mia voce, che mi richiama all'appello, mi viene quasi da ridere.
"Studio de Nittis." Rispondo.
"Angelica... sei te?"
Quella voce.... no non può essere.
"Angelica?" Continua.
"Mamma...."
"O tesoro non sai quanto mi manchi! Tuo fratello vuole parlarti, è da tanto che non ti fai sentire e sai che non devi essere così cattiva con noi che ti abbiamo sempre voluto bene nonostante tutto."
Non riesco più a parlare, ho la gola secca, le lacrime iniziano ad uscire incontrollate, non sento Davide che mi si è avvicinato mentre senza accorgermene ho iniziato a singhiozzare.
Lo vedo prendermi il telefono. Non sento neanche cosa si stanno dicendo.
La vista viene appannata dalle lacrime, inizio a tremare.
Le forze mi abbandonano e svengo.
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Io sono (Conclusa)
Storie d'Amorehai presente quando pensi di non aver un ruolo nella vita? di sentirsi sempre esclusa, un pesce fuor d'acqua, sai di sentirti diversa, brutta, rotta... ecco questa è la mia storia Poi arriva lui e tutto cambia.... Attenzione verrà usato un linguaggi...
