Sono stata scaricata come un sacco della spazzatura a casa di Alice.
Non so quale grazia divina devo ringraziare, ma la mia amica ha chiamato avvisando, che per oggi, non serviva che andassi al Flounder.
Ovviamente, Lucas ha sbuffato quando gli ho chiesto educatamente di accompagnarmi a casa.
Non che mi frega, in fondo mi sono fatta male per colpa sua e quella stupida barca, quindi me lo deve.
Arrivata a destinazione, mi ha guardato apatico per poi farmi un mancato cenno di ilarità.
«Se ti uccidi non ti ho visto»
Ho risposto con una risata finta, grossa e ridicolamente inopportuna per cui, quando ho visto la sua serietà mi sono azzittita inorridita.
Non l'ho salutato.
Ho sbattuto la porta più forte che potevo sapendo quanto ci tenga alla adorata macchina.
Sono due ore che sto a casa da sola. Oltre ad un bel bagno rilassante, non so che fare. Il silenzio della casa è fastidioso, tutta questa noia mi ha messo fame.
Mi avvio in cucina decisa di creare l'unico dolce che so fare.
La cheesecake al limone.
Pochi ingredienti, ma buoni, e in meno di un'ora, pronta per raffreddarsi in frigo.
Sistemo per quel che posso la cucina, anche se il polso non mi permette di fare molto.
Per fortuna a salvarmi dal caos è il mio telefono.
«Madre mi dica?»
«Oh santo cielo! Sei ancora viva!»
Non dovrei?
«Se stai parlando con me, per forza»
«Lo sapevo che non dovevo dar retta a tuo fratello. Questa me la pagherà cara, non gli permetto di-»
«Mamma, come mai hai chiamato?»
Dylan non cambierà mai.
Mia madre è una credulona di prima serie e lui si diverte a farle venire un coccolone.
Un copione che si ripete da quando ho vita.
«Oh sì, volevo sentire prima di tutto come sta la mia unica figlia» piagnucola e come la fa esagerata.
«E poi volevo informarti che Felix ha gareggiato e ha vinto il primo posto»
Il mio stallone numero uno.
Sono fiera come se fosse mio figlio. È l'unico che è riuscita a domarmi anche se dovrebbe essere il contrario.
«Non avevo dubbi! È un osso duro, mi manca da pazzi» sorrido nostalgica.
«Se torni potrai vederlo»
«Mamma, per favore»
«Ok ok. Era per dire... ora ti lascio che tuo fratello è appena rientrato»
E ciò vuol dire solo una cosa.
Il lancio della ciabatta.
Poveretto lui, non vorrei essere nei suoi panni.
La saluto chiedendo di salutare papà Ryan e quello screanzato di mio fratello. Chiudo la chiamata e noto un messaggio di Alice che mi esorta di venire al porto al porto per un'urgenza.
Eh vabbè, la cheesecake può aspettare.
[...]
«Spiegami meglio questa storia» imputa, con le braccia conserte battendo un piede atterra.
Credo di essere nei guai e la cosa ridicola è che non so il perché.
«Che intendi?» Testo le acque prima di darmi la zappa sui piedi.
Di solito con mia madre funziona.
«Il polso» incupisce lo sguardo come se potesse farlo guarire all'istante.
«Aaah, niente è solo una slogatura, ma sono ancora intera. Guarda» Saltello sul posto, piroetto e concludo con un inchino.
Sarebbe stato un ottimo futuro per me.
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ChickLitMartha Johnson, un'esuberante ragazza dell'Ohio, con una bizzarra propensione a cacciarsi nei guai, in cerca di nuove esperienze, decide di andare a trovare la sua amica a Wrightsville Beach. Un bel posto per trascorrere le vacanze, ma dal suo arri...
