9. Zen un bel corno.

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«Quando è stata l'ultima volta che ti ho vista così determinata a vincere?»
Solo un ultimo tocco.
Ecco fatto.
Divina.
Annuso il mio capolavoro e con un sorriso soddisfatto mi complimento con me stessa.

«Mai»
Vincerò e nessuno mi toglierà il giro in veliero.

«Appunto!» Alza gli occhi al cielo strabiliata.

«Stai tranquilla, è tutto sotto controllo» guardo il mio dolce perfettamente riuscito un'ultima volta certa di non aver dimenticato nulla. Quello che avevo già fatto rimarrà qui, mentre per questa occasione ho aggiunto un ingrediente segreto che farà rimanere ogni cliente a bocca aperta.
Non per niente è il mio cavallo di battaglia.

«Ed è qui che ti volevo. Tu non hai mai il controllo»
Cos'è tutta questa negatività?
Come dice il maestro Zen: liberati del se è agisci dal sé.

Inspiro ed espiro.
Sento gli uccellini di sottofondo e il ruscello scorrere giù aggraziatamente.

«Ti sei drogata?» Accusa incline ad un pianto disperato.
Mi prende la faccia tra le mani interrompendo il momento Zen, e mi stringe le guance soffocandomi con il suo sguardo indispettito.

«Guardami negli occhi»
Ho le sue unghie affilate conficcate nella pelle e credo che tra le due quella che ha bisogno di pace e calma sia proprio lei.

«Dove la nascondi? Sotto il letto?»

Mi sa che lei ha ingurgitato troppa teina da farle perdere qualche rotella.

Stamattina mi sono solo svegliata con i buoni presupposti.
Ho fatto un bel sogno con me che cavalcavo per le praterie della Pennsylvania aggrappata al mio fedele amico a quattro zampe Felix.

E vorrei non dire che a migliorare ancora di più i miei buoni propositi sia stata qualche bella notizia di Trashity, ma dire una menzogna. Tuttavia ho deciso di prenderla di petto. Se non saranno gli astri a collaborare avrei fatto a modo mio. Mi sarei impegnata affinché ci fosse un po' di ottimismo nella mia vita.

Il cielo azzurro che più azzurro non c'è.
Il sole accecante.
E ora la mia cheesecake al limone.

«Finiscila. Non mi sono drogata» scosto la testa infastidita. Mi slego il grembiule e poi mi dirigo al lavello per lavare le mani.

«Andiamo, sennò facciamo tardi»

Nonostante senta i suoi occhi osservarmi come se fossi un alieno sceso sulla terra, decido di lasciar perdere. Mi sistemo i capelli dietro le spalle, il vestito floreale che ho deciso di indossare per l'occasione e i miei occhiali da soli.

«Allora?» Con la torta in mano sgrido Alice che ancora e rimasta imbambolata sul posto.

[..]

«Mi annoio»

Va bene, ammetto di aver sottovalutato l'evento. È una noia mortale.

La gente c'è, anche troppa rispetto agli standard che avevo in mente.

La mia cheesecake è andata a ruba, come d'altronde immaginavo.
Tutto sotto controllo.

Eppure non mi aspettavo che andasse per le lunghe.

«Che pensavi che fosse? Una gita al supermarket? Per decretare il vincitore c'è bisogno di tempo, a maggior ragione che in palio ci sia un giro sul veliero del bel misterioso Rodriguez»
Aspetta cosa?

«Stai scherzando vero?»

«Perché dovrei?» Mi guarda dubbiosa.

Zen un bel corno.
Non voglio più vincere, anzi darei volentieri il posto a qualcun altro molto volentieri. E a questo punto cerco al più presto il papabile candidato al mio dolce.

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