«Nuotata a largo, Mar?»
«Lasciamo perdere, davvero.» Smorzo un grido di rabbia nella mia bocca.
L'acqua rende i miei vestiti così pesanti che, dal tragitto fino al Flounder, ho temuto di perderli per strada e farmi deridere come la forestiera pazza venuta in terra straniera.
E nel mentre cercavo di tutelare la mia persona, ho pensato a tremila modi per vendicarmi qualora avessi rinvenuto quell'uomo davanti ai miei occhi. E lo avrei scovato, in questo buco di posto che conta non più di cinque anime, non sarebbe stato difficile rivederlo. A quel punto ZAN, soffrirà come un dannato per avermi deriso. Per tutta una vita ho sperato che questo giorno arrivasse. La lotta libera con mio Dylan non era stata fatica sprecata.
Correrò il rischio milady.
Guarda te, il re degli stronzi.
«Anzi no, non voglio sapere, ne avrai combinata un'altra delle tue, tanto per cambiare.» Alice drammatica continua ad asciugare i bicchieri con metodo mettendo su un sorrisino inquietante all'improvviso ricordando qualcosa. «Vatti a cambiare, che ho bisogno del tuo aiuto. Se vuoi di là c'è la tua divisa, a meno che non preferisci rimanere così.» indica con il mento i miei vestiti trattenendosi dal ridere.
«Ah. Ah. Molto simpatica.» l'incenerisco prima di andarmi a cambiare.
Non è possibile.
Nell'arco di una giornata sono già due volte che mi ritrovo in queste condizioni.
Di questo passo avrei dovuto rifornire il guardaroba almeno di due cambi a botta.
Entro in una piccola stanza buia accendendo la luce fioca che mi mostra qualcosa che avrei fatto a meno di vedere. Una ragnatela gigante che pende dal soffitto riveste l'angolo della stanza, per non parlare della quantità di polvere che c'è.
Ok, questo dovrebbe essere lo spogliatoio... molto confortante.
Traccio sulla cassa il mio dito che solca lo spesso strato di polvere che c'è su. L'odore di acqua stagnante è spaventosa, e chissà se c'è qualche animale fantastico nascosto da qualche parte.
Accantono momentaneamente il mio disgusto, spogliandomi dei miei vestiti e prendere quelli asciutti. Indosso la divisa e, senza dovermi specchiare, noto immediatamente l'indecenza delle mie gambe scoperte e della scollatura profonda che nel caso mio non ha niente da mostrare.
Davvero Alice?
Cosa dovrei fare esattamente... la cubista?
Prendo un ampio respiro per tenere calma. Dopotutto sono meglio dei miei zuppi di mare e questi sono la cosa più decente che posseggo. Ritorno dalla mia amica, la quale appena mi vede, ghigna divertita pronta a dire qualcosa.
«Non dire una parola.»
«Ma-»
«Non azzardarti.»
«Vol-»
«No.»
La fulmino con gli occhi giungendo la mia postazione dietro al bancone e iniziare il turno.
[...]
Respira ed ispira.
Om.
Om.
«Alice sei sicura? Non credo che sia megl-»
Non faccio in tempo a parlare che, il bicchiere pieno di frullato, per di più al kiwi, cade atterra facendo diventare il pavimento verde.
Io lo sapevo.
E' colpa della gravità.
Un secondo prima lo prendo in mano e il secondo dopo si suicida.
«Te lo stavo per dire» la guardo impicciata, sperando dopo stasera, di aver ancora un posto caldo dove dormire. Questo è il terzo bicchiere che rompo, dopo due piatti rovesciati e una bottiglia di Rum che stava per sfracellarsi a terra.
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Chick-LitMartha Johnson, un'esuberante ragazza dell'Ohio, con una bizzarra propensione a cacciarsi nei guai, in cerca di nuove esperienze, decide di andare a trovare la sua amica a Wrightsville Beach. Un bel posto per trascorrere le vacanze, ma dal suo arri...
