Il mio corpo è ancora sotto shock.
Secondo le recenti statistiche, su questo pianeta vivono più di 7,5 miliardi di persone.
Di questa sconvolgente cifra, circa la metà è di sesso maschile.
Un bel campione, per una donna, soprattutto se ricerca un uomo che possa avere un quoziente intellettivo che non sia paragonabile ad una nocciolina.
Se i miei conti non sono sbagliati, una ragazza come me, nella media ha a disposizione all'incirca meno del 50% di esemplari tra cui scegliere un papabile compagno di vita.
Se a questo, eliminiamo gli uomini che preferisco quelli dello stesso sesso, più i gay non dichiarati e ancora in forse, più quelli rimasti alla fase pre- sviluppo e non intenzionati a crescere, più i padri di chiesa, quelli che puntano alla poligamia, rimane un campione sufficientemente ampio tra cui ci potrebbe essere l'uomo giusto.
Il problema sorge proprio qui.
La cosa migliore che ognuna di noi ambisce è trovare la combinazione esatta tra: attrazione fisica, mentale e caratteriale.
Un bel terno a lotto.
Eppure certe volte mi chiedo se sia più facile sfatare la leggenda del Santo Graal o l'uomo perfetto.
Forse per gli altri è facile, ma quando si tratta di me tutto diventa un mistero.
Ammettere che, quel quasi-bacio, abbia reso le cose ancora più confusionarie, non sarebbe proprio corretto.
Ha solamente ribaltato le mie certezze.
Neppure l'inesistenza di Babbo Natale mi ha sconvolto così tanto.
Ed è per questa ragione che l'unica cosa che mi sono concessa è stato un analgesico, come mi ha indicato premurosamente Lucas prima di scomparire dalla mia vista.
Dopo di che ho deciso di prendermi del tempo per metabolizzare.
Ho imparato, sotto le costrizioni di mia madre, lo yoga.
E ora mi è sembrato giusto mettere in pratica quelle lezioni per ritrovare la mia serenità interiore.
Ho provato la posizione della montagna, delle mani sotto i piedi, ed infine il mezzo loto.
Il problema è che non sta funzionando.
Ho le gambe intorpidite, i muscoli raggrinziti e ancora tremila domande per la testa.
Percepisco lo stress ovunque, e sinceramente l'ultima persona che dovrei vedere è proprio Lucas. Davvero l'ultima persona.
Preferire addirittura vedere mia madre e chiederle di partecipare alla mia elasticità mancata.
Per non vedere Lucas dovrei prima di tutto sloggiare dal suo appartamento.
Fuori è sera, il sole è tramontato da un po', e io non ho avuto coraggio di andarmene, anche perché Lucas si è dimenticato di un piccolo dettaglio: non ho mezzi per andarmene.
Come sarei dovuta tornare a casa?
Con il teletrasporto?
Arrivo ad una conclusione: l'intera popolazione è stata privata di persone normali lasciandomi solo casi disperati, piuttosto difettati e Lucas è la prova della mia teoria.
Arriva proprio in un momento delicato della mia vita, e di certo non la sta rendendo più comoda.
Il mio telefono squilla minacciosamente sospendendo la mai attività fisica.
Sono costretta a sciogliere l'intreccio di gambe e rispondere a chiunque ci sia dietro.
«Pronto?» prendo di corsa il telefono prima che attacca facendo il terribile errore di non guardare il nome del mittente.
Faccio una smorfia contrariata.
«Martha, che stavi facendo?» accusa mio padre.
«Niente papà, solo yoga»
Sollevo gli occhi al cielo, provando a mettermi in piedi senza ammazzarmi.
Nonostante i medicinali ho ancora un po' di mal di testa.
«Come mai mi chiami? Per di più a quest'ora?» interrogo impressionata.
Di solito è più mia madre che ha questa strana fissa di sentirmi almeno una volta al giorno. Si giustifica che sono la sua unica figlia e si preoccupa della mia solitudine.
Ormai ci ho perso le speranze, so che le fa piacere e voglio farla contenta.
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ChickLitMartha Johnson, un'esuberante ragazza dell'Ohio, con una bizzarra propensione a cacciarsi nei guai, in cerca di nuove esperienze, decide di andare a trovare la sua amica a Wrightsville Beach. Un bel posto per trascorrere le vacanze, ma dal suo arri...
